Maxi conguagli in bolletta: ecco cosa dice la legge di Bilancio 2018

Maxi conguagli in bolletta: ecco cosa dice la legge di Bilancio 2018
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di | 19-12-2017 | Energia, Gas, News e Varie

I maxi conguagli nelle bollette di luce, gas e acqua, potrebbero avere i mesi contati. Tutto dipende dagli eventuali emendamenti in sede di approvazione della legge di Bilancio 2018. Per quanto riguarda questo aspetto specifico, il ddl presentato dal deputato Simone Baldelli con il quale sono state introdotte le nuove regole di fatturazione delle forniture per le utenze, ha già passato l’approvazione alla Camera.

La notizia fa tirare un sospiro di sollievo a tutti coloro che, finora, hanno aperto le bollette di luce, gas e acqua con il timore di entrare a far parte di quella casistica di utenti vittima dei maxi conguagli, spesso che fanno scalpore sui quotidiani. Quelle bollette pazze che, di punto in bianco, ci possono rendere debitori di somme che possono superare i mille euro, fino ad arrivare a cifre astronomiche.

Bollette pazze: cosa sono i maxi conguagli

Una bolletta Enel o di un altro operatore, di un importo esorbitante è un brutto colpo per il portafoglio. Una spesa imprevista che può far saltare tutti i conti. Ma, perché arrivano le maxi-bollette?

La cifra fatturata, fuori dalla norma dei consumi abituali, può dipendere da due casi:

  • Errore di fatturazione
  • Conguaglio

È bene, dunque, dopo essersi ripresi dallo shock, capire a quale tipo di fatturazione ci si trova davanti. Nel caso del provvedimento incluso nella legge di Bilancio 2018, si fa riferimento al secondo caso: il conguaglio.

Il conguaglio è un’operazione contabile attraverso la quale si pareggia la differenza tra due importi: quello già saldato e l’importo totale dovuto. Per quanto riguarda le utenze di luce, gas e acqua, il conguaglio fa riferimento alla differenza tra gli importi fatturati sulla base di una stima di consumo e gli importi relativi ai reali consumi.

Quando tale fattura arriva a distanza di anni, all’importo dovuto vanno a sommarsi gli interessi di mora, che aggravano il debito.

Cosa prescrive la legge oggi

Secondo l’art. 2948 del codice civile i debiti dovuti su base temporale (annuale o mensile), assieme agli interessi di mora generati dagli importi a debito, si prescrivono in cinque anni. Questo vale anche per le bollette di energia elettrica, gas metano e servizi idrici. Un tempo piuttosto lungo, soprattutto per ciò che riguarda la maturazione degli interessi.

Cosa cambierà con la legge Bilancio 2018

Andiamo a vedere quali sono le novità introdotte nella legge Bilancio 2018 dal ddl anti maxi-conguagli. Novità che verranno introdotte dall’approvazione della legge (salvo emendamenti) e che, presumibilmente, entreranno in vigore entro marzo 2018.

Prescrizione in due anni: si abbrevia il periodo di prescrizione, portato dai cinque ai due anni. Questo termine di prescrizione è applicabile nei rapporti tra fornitori e utenti domestici o microimprese.

Diritto di sospensione del pagamento: nel caso di fatturazione irregolare (per importi dovuti oltre i due anni) e nel caso di aperture di procedure di verifica da parte dell’Autorità competente per presunte violazioni del codice del consumo, l’utente ha il diritto alla sospensione dei pagamenti, fino all’esito della verifica.

Trasparenza: il distributore deve comunicare all’utente l’avvio del procedimento e di metterlo a parte dei suoi diritti.

Rimborso per indebito conguaglio: in caso di indebito conguaglio, il distributore dovrà procedere al rimborso dei pagamenti non dovuti.

Accesso allo storico dei consumi: il provvedimento incluso nella legge di Bilancio 2018 prevede anche l’introduzione, entro il 2020 di un Sistema informatico integrato (SII) che permetta l’accesso, da parte dei clienti, ai dati relativi ai propri consumi.

Data certa di spedizione: vi è mai arrivata una bolletta già scaduta? La prima cosa che viene in mente di fare, è cercare una data di spedizione postale per contestare il ritardo di pagamento. Tuttavia, sulla busta e sulla bolletta stessa non è possibile trovare alcun riferimento alla data di effettiva spedizione. A quel punto può sorgere più di un dubbio sulla correttezza del comportamento dei distributori. Anche in questo caso, fortunatamente, intervengono le nuove norme introdotte dalla legge Bilancio 2018, chiedendo all’AGCOM di trovare una soluzione per assicurare la certezza della data di spedizione delle fatture agli utenti.

A quali bollette si applicheranno le nuove norme anti maxi-conguagli

Nella proposta di legge approvata dalla Camera, si prevede che le norme che mettono fine ai maxi-conguagli siano applicabili alle fatture con scadenza successiva al 2018. Nello specifico:

  • Settore elettrico: fatture con scadenza posteriore all’entrata in vigore della legge.
  • Forniture di gas: fatture con scadenza successiva al 1° gennaio 2019.
  • Servizi idrici: fatture con scadenza successiva al 1° gennaio 2020.

Secondo questo prospetto, dunque, l’incubo delle maxi-bollette sembra in procinto di terminare solo per i contratti luce. Per gas e acqua, bisognerà ancora attendere qualche anno.

Cosa fare per evitare i conguagli a sorpresa

Nonostante la prescrizione dei debiti per le utenze sia stata portata da cinque a due anni, i conguagli (e gli interessi sulle somme dovute) non scompariranno. I maxi-conguagli potranno essere ridotti, ma potrebbero essere sempre cifre importanti. Per questo è bene capire quali sono le buone prassi per evitare i maxi-conguagli fin da subito.

Costante controllo delle bollette: soprattutto nel caso di bolletta elettronica e di domiciliazione dei pagamenti, è facile dimenticarsi delle singole fatture. Eppure, è importante mantenere l’attenzione sui consumi e sulle eventuali anomalie che si possono presentare. Una evidente sotto-stima dei consumi da parte del distributore, può essere complice di un maxi-conguaglio futuro.

Autolettura: fornire costantemente un’autolettura è importante per far sì che le bollette siano aderenti alla realtà dei consumi e non basate sulle sole stime. Il modo migliore per evitare i maxi-conguagli anche dopo l’entrata in vigore della legge Bilancio 2018.

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