Maxibollette in pensione: ora solo due anni per i conguagli

Maxibollette in pensione: ora solo due anni per i conguagli
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di | 14-03-2018 | Energia, Leggi Norme Regole, News e Varie

Le maxibollette rappresentano l’incubo di ogni consumatore. Di punto in bianco, l’utente di una fornitura di acqua, luce o gas domestica o business può trovarsi a dover pagare cifre astronomiche di un conguaglio relativo a cinque anni prima. Oltre alla rettifica per la spesa per il consumo, ciò che fa saltare ogni bilancio familiare è senz’altro l’interesse maturato su quanto dovuto. La cronaca ha raccontato spesso, in questi anni, di casi eclatanti che hanno dell’incredibile: bollette di migliaia di euro che gravano su pensionati o su modeste famiglie.

Fortunatamente, il legislatore ha deciso di porre un limite a queste ingenti spese impreviste a carico del consumatore, definendo un nuovo periodo massimo per far valere, da parte dei gestori, la fatturazione arretrata o conguagli. Un provvedimento inserito, come vi avevamo già detto, nella legge di Bilancio 2018, che è entrato in vigore il 1° marzo e che riduce i tempi di prescrizione da cinque a due anni.

Prescrizione delle maxibollette: come funziona?

Un elemento importante da sottolineare: la prescrizione a due anni è valida per le fatture che hanno scadenza successiva al 1°marzo 2018. Inoltre, la prescrizione non annulla completamente l’obbligo del cliente di pagare il dovuto. Sollevando la prescrizione breve, infatti, il cliente potrà pagare solo gli ultimi 24 mesi oggetto della maxifattura. In questo caso, il cliente dovrà ricevere comunicazione, da parte del fornitore, dell’importo da corrispondere.

Il caso del ritardo nella fatturazione dei conguagli con dati a disposizione

Nel caso in cui il fornitore fatturasse in ritardo il conguaglio, nonostante abbia avuto tutti i dati della rettifica a disposizione, il cliente ha diritto alla sospensione del pagamento per i consumi che eccedono i due anni, a seguito del reclamo al venditore. Ove l’Antitrust avesse aperto un procedimento nei confronti del fornitore, accertando la violazione, il cliente avrà diritto al rimborso dei pagamenti.

Perché arrivano maxibollette in ritardo

Ci sono diverse ragioni per cui la fatturazione o i conguagli delle forniture delle utenze domestiche possono arrivare in ritardo. Indisponibilità dei dati per il calcolo del conguaglio (anche non imputabili al cliente) o defaillance tecniche sono fattori che possono influire sul ritardo dell’invio delle fatture. Anche di qualche anno. Per tale motivo, la riduzione del tempo di prescrizione delle fatture è un provvedimento che tutela i consumatori da spese rilevanti e inattese, soprattutto quando non imputabili a reali consumi o negligenza nei pagamenti.

Come evitare le maxibollette

Al di là del provvedimento, il consumatore può, grazie a buone prassi e piccole accortezze, evitare sovraprezzi in bolletta, dovuti a ritardi e conguagli.

  1. Monitorare la consegna delle bollette: se una bolletta non arriva in tempo per il pagamento, si deve avvisare tempestivamente il fornitore. Soprattutto se il ritardo è protratto o interessa più di una fatturazione.
  2. Bolletta web: è una delle accortezze che permette di risparmiare in diversi modi. In primo luogo, grazie agli sconti applicati dai fornitori per la de materializzazione documentale. In secondo luogo, perché si ricevono le fatture lo stesso giorno di emissione e si evitano ritardi o smarrimenti.
  3. Autolettura: l’invio della lettura a cadenza fissa al fornitore è la migliore strategia per evitare i conguagli, poiché le bollette corrisponderanno sempre ai reali consumi.

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