Nuovo Codice della Strada, patente a 17 anni, multe e ricorsi: cosa potrebbe cambiare?

di | 28-08-2026 | News e Varie, News Noleggio

Ben 11 sono i punti individuati che potrebbero andare a modificare il Nuovo Codice della Strada. Ecco come potrebbero cambiare le cose

Nuovo Codice della Strada, patente a 17 anni, multe e ricorsi: cosa potrebbe cambiare?

Le modifiche al Codice della Strada in fase di discussione sono davvero tantissime. Si cerca di migliorare, implementare… senza contare che poi ogni anno ci sono delle novità, dei nuovi mezzi (vedasi monopattini), quindi il Governo è costretto a modificare e rivedere. Ora siamo nuovamente arrivati all’ennesima modifica, dato che si sta riscrivendo nuovamente il C.d.S. A metà agosto, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ha trasmesso formalmente il testo-base e i materiali di lavoro a più di cento tecnici del settore. Parliamo di associazioni, enti e, ovviamente, operatori professionali. Tutto per capire cosa modificare e migliorare, con termine ultimo per presentare osservazioni e fino a cinque proposte di modifica fissato al 13 settembre 2026. Insomma, ci siamo.

La fase successiva l’avremo esattamente il 14 ottobre 2026 (termine della legge delega). Qui lo Stato andrà a definire la bozza finale. Fatto questo, ci sarà “il passaggio” al Parlamento per la discussione e, ovviamente, l’approvazione in via definitiva. Anche questa volta sono tante le novità e le modifiche applicate. Un qualcosa che interessa praticamente tutti gli utenti della strada, dagli automobilisti ai motociclisti, passando per gli autotrasportatori e gli utenti della mobilità dolce.

Sommario

1. Patente B a 17 anni

Grazie alla Direttiva Europea 2025/2205, nella bozza del nuovo C.d.S. è stata inserita la possibilità di conseguire la patente B a 17 anni. Naturalmente non da soli, bensì attraverso il regime della guida accompagnata, ovvero con un tutor adulto in affiancamento, fino al raggiungimento dei 18 anni. Ulteriore modifica è quella per chi è già in possesso di patente A1 o B1. In questo caso, le esercitazioni di guida accompagnata potranno partire già dai 16 anni. Una modifica che fa discutere.

2. Mezzi pesanti – CQC

C’è poi qualcosa di interessante anche relativamente al settore dei trasporti. Anche qui si sta valutando e proponendo la guida di veicoli commerciali e camion senza rimorchio a 17 anni. Tutto per i giovani in possesso della CQC (Carta di Qualificazione del Conducente). La cosa vale anche se inseriti in appositi percorsi di formazione iniziale. Questa manovra è stata creata per sopperire alla carenza di autisti in questo settore.

3. Sorpasso a destra in autostrada

Il Governo ha poi lavorato sul tema della riorganizzazione della circolazione. Parliamo ovviamente delle arterie a scorrimento veloce, quindi autostrade e superstrade, dove si sta valutando l’idea della circolazione per file parallele e del superamento a destra. Naturalmente è riferito solo alla presenza di tre o più corsie. Un tema che fa discutere soprattutto perché basterebbe semplicemente… mantenere la destra come da attuale Codice della Strada.

4. Un occhio ai motociclisti

Arriva poi (finalmente) una proposta dedicata ai motociclisti, che da anni chiedono la possibilità di utilizzare la corsia di emergenza in caso di incidenti o gravi rallentamenti. Inutile dirlo, condicio sine qua non: garantire sempre il passaggio prioritario ai mezzi di soccorso. A grande tutela, poi, degli utenti su due ruote, ci sarà l’obbligo di installare barriere di protezione con dispositivo salva-motociclista nei tratti ad alto rischio, come curve, svincoli, etc.

5. Multe: qualcosa dovrà cambiare

Veniamo ora al tema che in generale interessa tutti: le multe. L’idea è quella di “snellire” il tutto, renderlo meno complicato e più intuitivo. Il Governo ha pensato di lavorare su più fronti, che ora andremo a vedere e analizzare punto per punto.

  • Notifiche da remoto a 30 giorni – I verbali che derivano da rilevamenti automatici e a distanza, come possono essere autovelox, telecamere dei varchi ZTL e il controllo semaforico, vedranno tempistiche più corte a livello di termini di notifica al proprietario del mezzo. Si passerebbe da 90 a 30 giorni.
  • Fasce sanzionatorie, il taglio – Al momento l’architettura delle multe è frazionata in oltre 80 diverse casistiche. La bozza parla di ridurre, riorganizzando, a circa 21 fasce sanzionatorie umane e leggibili: una semplificazione cospicua.
  • Sanzioni proporzionali al rischio – Verrebbe poi rivisto anche il parametro di sanzionamento per l’eccesso di velocità. Si passerebbe da quello a scaglioni fissi alla progressività lineare. Più si supera il limite di km/h, più crescerà proporzionalmente l’importo da pagare.
  • Stop agli aumenti automatici ISTAT – Nella bozza si parla poi di uno stop al meccanismo di adeguamento biennale delle multe all’indice ISTAT.
  • Notifica digitale via SEND e autotutela – Svolta anche sul tema delle notifiche dei verbali. Avverrà via piattaforma SEND. Saranno poi semplificate le procedure di ricorso al Prefetto, nonché di autotutela in presenza di errori formali o lievi difformità di versamento.

6. Tema assicurazioni

Finalmente c’è poi una svolta sul tema assicurazioni. Grazie a un preciso incrocio di banche dati della Motorizzazione, in caso di mancata copertura assicurativa rilevata anche da una telecamera, si andrà ad attivare il “divieto di marcia digitale“. Il proprietario riceverà una notifica della cosa e, al primo controllo utile da parte delle Forze dell’Ordine su strada, scatterà il sequestro istantaneo del mezzo. A “corredo”, le sanzioni amministrative andranno a raddoppiare. Infine, la decurtazione dei punti sulla patente salirà da 5 a 7 punti. Tutto questo per cercare di scongiurare tutti quelli che girano senza RCA.

7. Cicli a propulsione ed e-bike

Dopo aver parlato tanto dei monopattini elettrici (qui trovi tutto quello che c’è da sapere), ora è il turno dei cicli a propulsione. Parliamo ovviamente anche di tutte quelle e-bike che vengono utilizzate da parte dei delivery (consegne a domicilio). Diventeranno obbligatori non solo l’utilizzo del casco, ma anche l’esposizione di un contrassegno identificativo, un targhino, come avviene per i monopattini.

8. Veicoli abbandonati

Altra “piaga urbana” è quella dei veicoli abbandonati su suolo pubblico, un vero e proprio cumulo di sporcizia che completa il degrado urbano delle nostre città. Verranno dunque introdotte delle procedure accelerate per la rimozione e lo smaltimento di questi mezzi.

9. Obbligo della piattaforma CUDE

C’è poi una novità in tema disabili: tutti i Comuni avranno l’obbligo di adesione al Registro Unico Nazionale per il Contrassegno Europeo Disabili (CUDE). L’inadempienza impedirà all’amministrazione comunale di utilizzare le telecamere per sanzionare da remoto le infrazioni sulle soste riservate o gli accessi ZTL.

10. Multe, gli incassi?

Cosa decisamente interessante è la destinazione dei proventi. Il 70% degli incassi delle multe dovrà essere destinato direttamente all’ente proprietario della strada, con il vincolo di reinvestire le somme in manutenzione e sicurezza stradale. Il restante andrà invece all’ente accertatore per la gestione del servizio e quant’altro.

11. Veicoli esteri. C’è la rimozione

Chiudiamo con un ultimo punto, marginale, ma pur sempre importante, ovvero la riscossione coattiva per i veicoli esteri. Le multe non saldate da conducenti con targa straniera potranno essere recuperate fino a cinque anni di distanza tramite il fermo amministrativo immediato del veicolo, qualora dovesse rientrare o circolare sul territorio del Bel Paese.

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