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Ricarica auto elettrica in autostrada: costi, tempi e consigli per l’estate
di Fabio Caliendo | 14-08-2026 | News e Varie, News NoleggioAndare in autostrada con l'auto elettrica non è cosa da niente. Ecco tutto quello che c'è da sapere

In molti sono già in viaggio per le vacanze estive, altri stanno già rientrando. Altri ancora stanno pensando di acquistare un’auto elettrica, ma hanno il solito spauracchio: quanto mi costa un “pieno”, ma soprattutto, quali sono le tempistiche di ricarica? Cerchiamo dunque di dare qualche risposta a queste giustissime preoccupazioni.
Ansia da ricarica? Meglio pianificare tutto
Il primo consiglio per stare tranquilli e cancellare la paura di rimanere a piedi con l’auto elettrica è quello di “lavorare” sulla pianificazione anticipata. Alla fine, è questo il vero e proprio segreto per un viaggio in auto elettrica senza pensieri. Oggi, tra app dedicate e portali Internet, la risposta c’è ed è facile. Ora si possono infatti, prima di partire, visualizzare le varie e numerose colonnine disponibili lungo il tragitto.
Naturalmente, quelle ad alta potenza, denominate HPC, sono quelle più indicate e ricercate, poiché più rapide. Tutto questo per poter valutare al meglio i tempi di sosta e poter prenotare magari anche una struttura ricettiva dotata di un punto di ricarica. Sapere dunque in anticipo dove fermarsi è fondamentale, allo stesso modo del quando, ovviamente.
Ottimizzazione dell’autonomia
Adottare poi uno stile di guida efficiente è il secondo segreto. Mantenere una velocità costante quando si è in autostrada (meglio se tra i 110 e i 120 km/h), evitando quindi accelerazioni e frenate brusche, ripaga, e non poco. Va poi ponderato l’utilizzo dell’aria condizionata e magari anche del pre-condizionamento dell’abitacolo.
I consigli utili
Ci sono poi diversi consigli che valgono, in generale, per tutte le auto, per cercare di consumare il meno possibile. Bisogna intanto assicurarsi che la pressione degli pneumatici sia quella corretta e riportata sul libretto di uso e manutenzione dal relativo produttore. Come tutti sanno, delle gomme sgonfie vanno ad aumentare l’attrito e, di conseguenza, i consumi dell’auto.
Meglio poi attivare il climatizzatore mentre l’auto è ancora collegata alla presa di corrente, così da far raggiungere la temperatura desiderata grazie alla rete elettrica. Sfruttate la modalità di guida “Eco”: in autostrada non serve tutta la potenza, non siete in montagna… Limitare il peso, poi, evitando di trasportare carichi in più, vi permetterà di risparmiare ulteriormente.
La ricarica in autostrada: HPC, tariffe e abbonamenti
Veniamo ora al discorso “ricarica in autostrada”. Le stazioni di ricarica HPC (High Power Charging), con potenze da 150 a 350 kW, sono ovviamente la soluzione migliore per le lunghe percorrenze sulle “strade verdi”. Grazie a queste stazioni di servizio ultrarapide, si parla di centinaia di chilometri di autonomia “ripresi” in appena 20 o 30 minuti. I nomi sono sempre i soliti e ben noti: Free To X, Ionity, Enel X e BeCharge. Tutti brand che si stanno espandendo velocemente nel Bel Paese.
Pay-per-use e abbonamento
Naturalmente si presuppone che, una volta acquistata l’auto elettrica, abbiate anche deciso come pagare l’energia elettrica. Le opzioni sono sempre due, in ogni caso: pagare a consumo, noto anche come pay-per-use, direttamente via app o con carta di credito o bancomat, oppure sottoscrivere un abbonamento mensile. Quest’ultimo è ovviamente l’opzione più vantaggiosa ed economica: l’abbonamento offre infatti una tariffa al kWh più bassa, ideale in particolare per tutti coloro che viaggiano.
Quanto costa un pieno? Davvero troppo…
In molti si chiedono: ma quanto costa fare un pieno di energia? I listini ufficiali dei principali gestori (CPO), aggiornati al primo trimestre 2026, e i dati dell’ultimo Osservatorio Prezzi parlano chiaro. Indovinate? Prezzi alle stelle! Iniziamo con Enel X, dove le tariffe “Pay Per Use Basic” in vigore a marzo 2026 prevedono, per una ricarica in corrente alternata (AC) in fascia diurna, ben 0,67 €/kWh (0,58 €/kWh solo di notte). Se però parliamo di una colonnina Ultra Fast (HPC, oltre i 100 kW), la tariffa vola a 0,86 €/kWh.
Plenitude On The Road / Be Charge non fa di meglio, visto che il prezzo per una ricarica ad alta potenza in corrente continua (maggiore o uguale a 75 kW) è sugli 0,90 €/kWh. La ricarica lenta urbana (AC fino a 22 kW)? 0,65 €/kWh. Se si va in “roaming”, poi, c’è da farsi male.
Cos’è il roaming? Quando si utilizza l’app di un fornitore su una colonnina di un altro, o quando si sfruttano operatori terzi come Neogy o On Charge sulle ricariche Ultra Fast. In questi casi si vanno a toccare 1,00-1,01 €/kWh.
Il “pieno” elettrico in autostrada? Che dolore
Ovviamente bisogna fare dei calcoli matematici per capire quanto possa costare un pieno in autostrada. Come detto, se dobbiamo ricaricare a una stazione Fast/HPC, spendiamo sui 0,90 €/kWh. La media dei consumi in autostrada si attesta sui 18 kWh ogni 100 chilometri. Andremo dunque a spendere poco più di 16 euro. Per farvi capire, una diesel moderna è in grado di percorrere 18 km con un litro di carburante. Anche considerando gli ultimi aumenti, con il gasolio a 2,20 €/litro, andremo a spendere meno. Sì, a conti fatti, per fare 100 km andremo a spendere sui 12,50 euro circa. Insomma, se pensate di aver risparmiato con l’elettrica, siete fuori strada.
E che code!
Ammesso e non concesso che abbiate trovato una stazione di servizio dotata di colonnine, ecco la prima difficoltà: la coda! Sì, perché in Italia il rapporto tra colonnine pubbliche e auto in circolazione è tutto sommato buono, ma dovete considerare che l’Italia è piena di turisti. “Diamo dunque la colpa a loro”, ma sappiate che francesi, tedeschi, danesi, belgi e olandesi sono spesso al volante di auto a batteria. E quindi? E quindi si creano code a dir poco infinite.
Arrivare alla stazione di servizio per trovarsi tutte le ricariche occupate non è piacevole. Va poi riscontrato che spesso, e questo è a dir poco pericoloso, i punti di ricarica sono collocati molto vicini all’ingresso degli autogrill. Le auto elettriche vanno così a formare pericolosissime code lungo le corsie di accesso. Ci sarebbe poi un’ulteriore cosa da analizzare: la lunghezza dei cavi fast, dannatamente corti! Così corti che troppo spesso alcune auto faticano a ricaricare. Conseguenza: auto parcheggiate male, storte, inversioni a U e manovre in piazzali già sovraffollati. C’è ancora tanto da lavorare.
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