Ricorso al TAR da parte di Vodafone e Fastweb per il modem libero

Ricorso al TAR da parte di Vodafone e Fastweb per il modem libero
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di | 08-11-2018 | Fastweb, Internet ADSL e Fibra, Leggi Norme Regole, News e Varie, Vodafone

Da una notizia pubblicata da Dday.it, si apprende che Vodafone e Fastweb hanno presentato ricorso al TAR del Lazio contro la delibera Agcom sul divieto, da parte degli operatori, d’imporre il modem brandizzato assieme alle offerte. Secondo i provider, la decisione dell’Authority sarebbe illegittima, motivando questa posizione con l’erronea interpretazione da parte di Agcom dell’articolo 3 del Regolamento UE n. 2015/2120 sulla libertà di scelta delle apparecchiature terminali.

Sommario

Modem libero, la storia di una norma voluta dal basso e dall’alto

Il modem abbinato alle offerte telefoniche è, già da tempo, questione di scontro tra i garanti nazionali e sovranazionali della concorrenza e i provider (italiani). Ma è anche voce di spesa mensile e causa d’ansia per i consumatori. In gioco ci sono anche le case produttrici di modem che, da molti anni a questa parte, hanno visto scomparire la domanda in Italia. Gli interessi in gioco, dunque, sono molti.

La voce dei provider ci dice che il modem pre-configurato e fornito con l’attivazione della fornitura è lo strumento che riesce a ottimizzare le performance di rete e offre servizi aggiuntivi. La voce dei consumatori ci dice che il ricarico degli operatori sul dispositivo è fuori misura e ingiustificato nonché offre ai provider occasione per introdurre, de facto, vincoli temporali e costi di deterrenza, reintroducendo le penali di disdetta o di passaggio ad altro operatore.

La prima norma-quadro sul tema è stata introdotta dall’Unione europea nel 2015, con il Regolamento UE n. 2015/2120 e il concetto della net neutrality. Nello specifico, la parte del regolamento che ci interessa in questo caso è la libertà di scelta delle apparecchiature terminali.

Seppur con anni di ritardo (un tempo che è stato impiegato anche in consultazioni tecniche), lo scorso agosto, Agcom ha rilasciato la delibera attuativa che impone agli ISP di dare la possibilità al cliente di scegliere il dispositivo per l’accesso alla rete. Termine per l’entrata in vigore della norma: novembre 2018. Una rivoluzione che ha senz’altro messo in difficoltà gli operatori. Al fine di permettere l’adeguamento, Agcom ha concesso una proroga a inizio 2019.

L’ultimo capitolo di questa storia, secondo quanto ha rivelato Dday.it, ha visto Vodafone e Fastweb fare ricorso al TAR: procedura che rimanderebbe ancora l’entrata in vigore della norma.

Cosa s’intende per apparecchiature terminali

Il braccio di ferro tra Agcom e provider è sceso sul piano dell’interpretazione terminologica. Tutto ruota attorno ai concetti di rete e di apparecchiature terminali. Il divieto imposto dal Regolamento europeo fa riferimento alla libertà di scelta da parte del consumatore delle apparecchiature terminali, strumenti necessari alla connessione alla rete del provider.

Secondo quanto riportato da Dday.it, per Vodafone e Fastweb i dispositivi abbinati alle offerte (Vodafone Station e FASTGate) sarebbero parte integrante della rete del provider (anche se installati presso la sede del cliente, come previsto anche dalle linee guida del Berec) e non apparecchiature terminali. La posizione è stata supportata dalle analisi tecniche che proverebbero il valore aggiunto dei dispositivi in termini di servizio al cliente.

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