Sempre più banda larga

Sempre più banda larga
Il post ti è stato utile?
di | 30-06-2015 | Internet ADSL e Fibra, News e Varie

Ci sono grandi cambiamenti in caldo per quanto riguarda la diffusione della connettività internet: secondo la bozza del decreto legge sul network 4G presentata dal Governo italiano a Bruxelles, le società che hanno un’infrastruttura di rete la metteranno a disposizione per diffondere la banda larga. La proposta è stata fatta con l’intenzione di aiutare l’Italia a ridurre il distacco tecnologico rispetto ad altri Paesi d’Europa. Ma non è tutto: sono previsti anche dei voucher per incentivare gli utenti.

In attesa del giudizio di Bruxelles, i tecnici del governo hanno circoscritto la parte del decreto relativo agli aspetti tecnici. Per limitare l’impatto dei lavori di posa della fibra si cercherà in tutti i modi di sfruttare le reti esistenti o gli interventi di manutenzione delle stesse. Come si legge nella bozza del decreto, le nuove reti per la banda ultralarga di telecomunicazioni passeranno anche per le infrastrutture di luce, gas, acqua e fognature, ma anche per reti ferroviarie, strade e aeroporti.

Ecco quanto scritto nel primo punto del decreto: “le imprese che forniscono un’infrastruttura fisica destinata alla prestazione di un servizio di produzione, trasporto o distribuzione di gas, elettricità, teleriscaldamento, pubblica illuminazione e impianti semaforici, ma anche relativi al comparto dell’acqua, inclusi le fognature e gli impianti di trattamento delle acque reflue e sistemi di drenaggio, nonché i servizi di trasporto, compresi ferrovie, strade, porti e aeroporti, anche se concessionari pubblici o privati, concedono l’accesso alla propria infrastruttura fisica agli operatori di reti di comunicazione elettronica, che ne facciano richiesta scritta, per l’installazione di elementi di reti di comunicazioni elettronica per la banda larga ad una velocità di almeno 30 MegaByte al secondo”. Si tratta di un meccanismo che permette di costruire l’infrastruttura senza scavare nuovamente tracce, motivo per cui si è mosso l’interesse dell’Enel e delle utility dei servizi locali sul progetto.

Inizialmente, il decreto era atteso per la metà di questa settimana, ma le ultime notizie davano per necessarie ulteriori verifiche in tema di copertura e di confronto con Bruxelles, per verificare che i voucher non si possano configurare come aiuti di Stato. Gli operatori restano alla finestra per poi far partire le prenotazioni e candidarsi ad operare il servizio, cablando anche le aree meno remunerative perché meno densamente popolate.

L’operatore può tuttavia rifiutare l’accesso nei seguenti casi: inidoneità tecnica dell’infrastruttura, assenza di spazio per ospitare la nuova rete, per ragioni di sicurezza e sanità pubblica, per assicurare l’integrità e la sicurezza delle reti e per il rischio di gravi interferenze nei servizi di comunicazione. L‘operatore ha due mesi di tempo per opporre il rifiuto e, in questo caso, così come in mancato accordo sui termini per l’accesso (che deve essere “consentito a condizioni eque e ragionevoli, anche riguardo al prezzo”, recita il testo), è facoltà delle parti rivolgersi all’Autorità di settore, che ha due mesi di tempo per adottare una decisione vincolante. All’Autorità spetta anche la determinazione del prezzo di accesso, che deve essere tale da permettere all’operatore di rete che consente l’accesso di recuperare i propri maggiori costi di esercizio e manutenzione.

0321.085995