Stufe a pellet e camini addio: il divieto di utilizzo

Stufe a pellet e camini addio: il divieto di utilizzo
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di | 08-11-2018 | News e Varie

Dal 1°ottobre 2018 i cittadini residenti in Emilia-Romagna e in Piemonte non possono più utilizzare liberamente camini aperti a legna e stufe a pellet per il riscaldamento, pena un multa salatissima (fino a 500€). È quanto stabilito nel 2017 dalla Legge Regionale anti-inquinamento 25 settembre 2017,n.1412.

In modo specifico il provvedimento colpisce le abitazioni che sono dotate di sistema multicombustibile, con impianti con classi di prestazione emissiva inferiore a 2 stelle e i camini. Questo significa che il divieto non è valido per chi sfrutta il calore del caminetto o quello della stufa a pellet come unica fonte di riscaldamento della propria abitazione.

La nuova disciplina regionale ha l’obiettivo di ridurre le emissioni inquinanti di PM10 che i generatori di calore a biomassa legnosa emettono. Si tratta, infatti, di generatori di calore a maggior impatto ambientale, che negli ultimi anni, hanno visto una grande diffusione.

Il 1° ottobre 2019 la direttiva riguarderà anche i generatori di calore alimentati a biomassa con classe inferiore a 3 stelle e dal 2020 non sarà più possibile installare nuovi generatori con classe inferiore a 4 stelle.

Sommario

La certificazione Aria Pulita

Nel 2016 è stata pubblicata la nuova certificazione nazionale di qualità per stufe e caldaie a legna o pellet, che ha lo scopo di valorizzare i miglioramenti tecnologici di stufe e caldaie domestiche, ossia, degli apparecchi per il riscaldamento con potenza inferiore ai 35kW, istituendo un sistema di classi del tutto simile a quello che si utilizza per le automobili.

Gli apparecchi vengono classificati mediante l’assegnazione di “stelle” che vanno da un numero di 2 a 4. Le stelle sono assegnate sulla base di 5 paramenti:

  1. Rendimento
  2. Emissioni di particolato primato PP
  3. Ossidi di azoto NOx
  4. Composti organici totali COT
  5. Monossido di carbonio CO

Gli apparecchi con 1 stella, oggetto, ad oggi, dei vari provvedimenti regionali, non rientrano nella certificazione Aria Pulita.

Il Piano Aria Integrato Regionale (PAIR 2020): cosa dice il testo

Il testo del Piano Aria Integrato Regionale (PAIR), pur riconoscendo ai camini e alle stufe a legna o pellet un valore alternativo importante per il riscaldamento, ma dovendo portare particolare attenzione alle emissioni, ha previsto un percorso di innovazione che ha lo scopo di agevolare l’adozione di sistemi di combustione a maggiore efficienza energetica, in linea con i provvedimenti già adottati da alcuni paesi dell’Unione Europea.

Per una comprensione migliore del testo possiamo suddividerlo e sintetizzarlo in quattro punti fondamentali; in Emilia-Romagna e in Piemonte, a partire dal 1°ottobre scorso è:

  • vietato l’utilizzo del legno per riscaldamento a uso domestico nelle case dotate di sistema multicombustibile,
  • Fino al 31 marzo 2019, sarà vietato l’utilizzo di impianti con classe di prestazione emissiva inferiore a “2 stelle”. Dal 1 ottobre 2019 il divieto è esteso ai generatori di calore alimentati a biomassa con classe di prestazione emissiva inferiore a “3 stelle”.
  • Le disposizioni previste dalla DAL 156/2008 (obbligo in sede progettuale di prevedere l’utilizzo di fonti rinnovabili a copertura di quota parte dei consumi di energia termica ed elettrica dell’edificio), devono essere soddisfatte ricorrendo all’uso di fonti rinnovabili diverse dalla combustione delle biomasse, nelle aree di superamento e a rischio di superamento dei valori limite per il PM10;
  • Dal 1 ottobre 2018 è vietato installare generatori con classe di prestazione emissiva inferiore alla classe “3 stelle” e dal 1 gennaio 2020 è vietato installare generatori con classe di prestazione emissiva inferiore alla classe “4 stelle.

Divieto di stufe a pellet e camini: il caso specifico del Piemonte

Il 1° ottobre 2018 la Regione Piemonte ha reso effettivo il provvedimento, che riguarda tutti i cittadini, circa il divieto di possesso e l’utilizzo di stufe a legna o a pellet con potenza nominale inferiore a 35kW con classe di prestazione emissiva inferiore a 3 stelle.

Per verificare la classe emissiva del proprio generatore basta controllare sul certificato che viene rilasciato al momento dell’acquisto dell’impianto. In mancanza di quest’ultimo è possibile verificare la classe tramite il sito internet del costruttore.

Divieto delle stufe a pellet e camini: il caso specifico dell’Emilia-Romagna

In Emilia-Romagna il settore della combustione delle biomasse legnose ad uso domestico contribuisce a più della metà delle emissioni a alto impatto ambientale. Tali emissioni dipendono principalmente dalla tipologia di generatore, dalle sue caratteristiche energetiche ed emissive, dal tipo di biomassa legnosa utilizzata oltre che da una corretta gestione della combustione e dalla manutenzione dell’apparecchio stesso. Per tali ragioni è stata introdotta anche in questa regione la restrizione all’utilizzo di questi apparecchi.

Nel caso specifico dell’Emilia-Romagna, però, il divieto delle stufe a pellet e dei camini a legna è scattato solo per i Comuni che si trovano a meno 300 metri di altitudine rispetto al livello del mare e solo per case in cui esiste un sistema multicombustibile, ossia, in cui esiste un riscaldamento a gas e le stufe a pellet o i camini a legna con classe di prestazione emissiva inferiore a due stelle e potenza termica nominale inferiore a 35kW.

Lombardia e Veneto

In Lombardia il divieto di possesso di camini e stufe a pellet esiste già dal 2016. Anche in questo caso, lo stop all’utilizzo di questi generatori di colore, riguardano esclusivamente i comuni situati fino a 300 metri di altitudine.

La norma si applica nel caso in cui all’interno di una stessa abitazione coesistano più impianti di riscaldamento e si applicano a camini aperti, camini chiusi e stufe con rendimento energetico inferiore al 63%.

In Veneto invece, sono state adottate specifiche linee guida con la deliberazione n.1909 del 29 novembre 2016 che prevede una classificazione dei generatori di calore alimentati a biomassa legnosa con potenza termica nominale inferiore a 35kW, basata su 5 classi di qualità ambientale in funzione delle emissioni inquinanti specifiche. La Regione Veneto ha predisposto il divieto di stufe e camini solo nel caso in cui questi raggiungano un livello di criticità 2.

La offerte del mercato per il gas

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