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Switch-off rete in rame 2026: cosa cambia per ADSL, FTTC e telefono fisso
di Silvio Spina | 09-09-2026 | News e VarieFiberCop accelera la transizione dalla vecchia rete in rame alla fibra, con un piano che interesserà progressivamente milioni di linee e migliaia di centrali. Vediamo cosa succede a chi utilizza ancora l'ADSL, perché il discorso è diverso per la FTTC e quali conseguenze ci sono per il telefono fisso.


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36.95 €/MESESe avete ancora una connessione ADSL o una linea telefonica tradizionale, probabilmente avrete già sentito parlare dello “switch-off” della rete in rame, ormai da mesi in corso. FiberCop, la società che dal 2024 possiede e gestisce gran parte dell’infrastruttura di accesso precedentemente appartenente a TIM, sta portando avanti un piano di progressiva dismissione delle vecchie tecnologie di rete, con una fase di accelerazione prevista proprio quest’anno.
L’obiettivo è proseguire con lo spegnimento della rete in rame entro il 2028, in parallelo con l’espansione della FTTH. Secondo i dati diffusi dalla stessa FiberCop qualche giorno fa in occasione della pubblicazione dei risultati finanziari del primo semestre 2026, la fibra ottica ha raggiunto ormai 15,3 milioni di unità immobiliari e le linee attive su questa tecnologia sono cresciute del 26% rispetto allo scorso anno.
Ma cosa accadrà alle ADSL ancora attive? Anche la FTTC, che utilizza il rame nel percorso che va dall’armadio stradale all’abitazione, verrà dismessa? E il vecchio telefono fisso continuerà a funzionare? Vediamo cosa prevede il piano e chi potrebbe essere coinvolto.
Sommario
- Switch-off rete in rame: a che punto siamo nel 2026
- ADSL e FTTC: perché lo switch-off non le coinvolge nello stesso modo
- Cosa cambia per chi ha ancora l'ADSL
- E la FTTC? Verrà spenta insieme all'ADSL?
- Cosa succede al telefono fisso?
- Cosa viene attivato al posto dell'ADSL
- Allarmi, telesoccorso, POS e altri dispositivi: cosa controllare
- Bisogna fare qualcosa subito?
Switch-off rete in rame: a che punto siamo nel 2026
In realtà non è prevista una data specifica in cui tutte le linee in rame italiane verranno spente contemporaneamente: il cosiddetto “decommissioning“ sta procedendo in modo graduale, centrale per centrale, anche in base alle reti alternative disponibili nelle diverse zone per evitare “buchi” di disponibilità delle connessioni.
FiberCop conta complessivamente circa 10.500 centrali e, secondo la Rendicontazione di Sostenibilità 2025, il piano pluriennale interessa circa 2,5 milioni di linee legacy (le vecchie linee basate su tecnologie tradizionali, soprattutto rame e in particolare servizi come ADSL e telefonia analogica). Una parte delle centrali sarà completamente dismessa, mentre altre continueranno a funzionare mantenendo le componenti utilizzate dalla nuova rete ottica.
Nella Relazione finanziaria annuale la società indica come obiettivo la prosecuzione dello switch-off della rete in rame entro i prossimi due anni. La società stima che il processo permetterà non solo di ammodernare la rete e offrire servizi di connettività alternativi più performanti, ma anche di ridurre i consumi energetici di oltre il 35%.
Il rame, tuttavia, è ancora molto presente sul territorio. Nell’ultima analisi dei mercati della rete fissa, pubblicata a marzo, AGCOM individua 4.999 Comuni in cui la concorrenza si svolge ancora quasi esclusivamente sulla rete legacy in rame. L’Autorità ha previsto per quest’anno anche un monitoraggio trimestrale sull’avanzamento della dismissione delle centrali FiberCop.
ADSL e FTTC: perché lo switch-off non le coinvolge nello stesso modo
Come sappiamo, ADSL e FTTC utilizzano entrambe il rame, ma non nello stesso modo: nell’ADSL il doppino in rame viene utilizzato lungo tutto il collegamento, fino all’abitazione. Con la fibra mista rame, invece, la fibra arriva fino all’armadio stradale e soltanto l’ultimo tratto resta in rame.
In alcuni casi può essere dismessa l’intera centrale, in altri soltanto la rete primaria in rame tra centrale e armadio oppure, dove le nuove reti permettono di migrare anche l’ultimo tratto, anche la rete secondaria che arriva fino all’utente, come già previsto dall’AGCOM nella delibera 114/24/CONS.
Cosa cambia per chi ha ancora l’ADSL
L’ADSL, quindi, è la tecnologia coinvolta maggiormente: se viene dismessa l’infrastruttura in rame necessaria per fornire il servizio, la linea dovrà essere migrata verso un collegamento alternativo. Tempi e modalità dipenderanno, come già accennato prima, dalla centrale di riferimento, dalla copertura disponibile nella zona e dall’avanzamento del piano di dismissione.
Le regole AGCOM prevedono inoltre un periodo di preavviso e la presenza di servizi alternativi prima di un qualsiasi switch-off, per consentire agli operatori di migrare i clienti prima dello spegnimento dell’infrastruttura o di permettere agli utenti stessi di cambiare gestore in base ai servizi e alle promo disponibili.
La tecnologia utilizzata dopo la migrazione può cambiare da zona a zona: dove disponibile si passerà direttamente alla FTTH, mentre in aree non ancora raggiunte dalla fibra “pura” potranno essere proposte FTTC o soluzioni FWA.
E la FTTC? Verrà spenta insieme all’ADSL?
Per la FTTC, quindi, il discorso è diverso: il tratto fino all’armadio stradale, infatti, è già in fibra. Di conseguenza, lo spegnimento della rete primaria in rame non comporta automaticamente anche la cessazione delle FTTC presenti nella stessa zona.
La FTTC resta comunque una tecnologia mista fibra-rame e, con l’avanzare della copertura FTTH, anche queste connessioni potranno essere progressivamente sostituite dalla fibra fino all’abitazione. Si tratta però di un passaggio distinto: lo switch-off di una centrale o della rete primaria non implicherà necessariamente la disattivazione contemporanea di tutte le FTTC collegate e la fibra mista rame, come abbiamo visto, potrà essere una vera e propria alternativa all’ADSL in diverse aree d’Italia.
Cosa succede al telefono fisso?
La dismissione del rame non comporterà la scomparsa del telefono fisso per quanto riguarda la linea voce: a cambiare è la tecnologia utilizzata per fornire il servizio: con le connessioni FTTC e FTTH, invece, la voce viene normalmente trasmessa tramite tecnologia VoIP e l’apparecchio telefonico dovrà essere collegato al modem. Ci aspettiamo, quindi, delle novità sulle offerte solo voce per la casa nei prossimi mesi, in particolare per quelle soluzioni che ancora si affidano al rame.
Cosa viene attivato al posto dell’ADSL
La tecnologia verso cui verrà migrata una linea dipenderà soprattutto dalla copertura disponibile all’indirizzo. Anche nei documenti AGCOM sul decommissioning viene prevista la possibilità di utilizzare soluzioni FWA in alcune aree interessate dalla chiusura delle centrali, oltre naturalmente alle tecnologie cablate già disponibili, come la FTTC.
Allarmi, telesoccorso, POS e altri dispositivi: cosa controllare
Se alla vecchia linea sono stati collegati dei dispositivi progettati per funzionare sulla telefonia analogica, è bene fare qualche considerazione per non trovarsi impreparati: vecchi modelli di sistemi di allarme, dispositivi di telesoccorso, combinatori telefonici, vecchi POS, fax o altre apparecchiature potrebbero richiedere una configurazione differente o non essere pienamente compatibili con il VoIP.
Non è detto che questi apparati smettano di funzionare dopo il passaggio alla nuova rete: molto dipende dal dispositivo e dal tipo di collegamento utilizzato. Se avete uno di questi sistemi, conviene quindi verificarne la compatibilità con il produttore, l’installatore o il fornitore del servizio prima della migrazione.
Va considerato anche il comportamento in caso di blackout: un telefono collegato al modem tramite VoIP dipende normalmente dall’alimentazione elettrica degli apparati presenti in casa e può quindi non funzionare nello stesso modo di una vecchia linea telefonica analogica.
Bisogna fare qualcosa subito?
Se avete ancora un’ADSL, una FTTC o una vecchia linea telefonica, non è necessario far nulla direttamente: la fase di dismissione prevede delle comunicazioni da parte del vostro operatore ben prima della cessazione definitiva dei servizi interessati. Può essere utile, tuttavia, verificare periodicamente la copertura disponibile al proprio indirizzo, soprattutto se la linea è attiva da diversi anni.
La fibra ottica continua infatti ad espandersi anno su anno e non è raro che una zona precedentemente raggiunta soltanto da ADSL o FTTC sia stata nel frattempo coperta dalla FTTH (grazie ai continui lavori di FiberCop e OpenFiber). Se utilizzate ancora una connessione su rame, può quindi essere utile effettuare una nuova verifica della copertura Internet casa: potreste scoprire che oggi al vostro indirizzo sono disponibili tecnologie più veloci, anche prima di ricevere eventuali comunicazioni legate allo switch-off. Vi consigliamo, inoltre, di dare un’occhiata al nostro approfondimento su come passare da ADSL a fibra, per avere un’idea più chiara di come avviene lo “switch” tra le due tecnologie.
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