Telecomunicazioni sul Nanga Parbat: come comunica Daniele Nardi

Telecomunicazioni sul Nanga Parbat: come comunica Daniele Nardi
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di | 05-02-2019 | News e Varie, Telefonia

Cerchiamo di ricordare/immaginare il mondo prima dei cellulari. Ogni volta che si usciva di casa, era un’avventura: nessuno sapeva dove eravamo, quando saremmo tornati e… cosa avremmo voluto mangiare per cena. Tantomeno si sapeva se avremmo avuto bisogno di aiuto. Lunghi periodi di blackout di comunicazione anche con le persone che ci sono più vicine. Oggi sembra un’esperienza quasi impossibile.

Per rivivere quel brivido, dobbiamo forzarci a lasciare il cellulare a casa o recarci su qualche remota montagna dove lo smartphone diventa un oggetto inservibile, perché non trova copertura di rete.

Ora pensiamo di compiere un’impresa estrema in cui, ogni minuto che passa, la nostra vita è a repentaglio e di non poter fare conto su un cellulare per comunicare con chi può offrirci qualche supporto. È la situazione nella quale si trova Daniele Nardi sul Nanga Parbat (scopri chi è Daniele Nardi, cosa sta facendo sul Nanga Parbat e perché te ne parliamo).

Per fortuna, il team di Daniele può fare affidamento su diversi strumenti di comunicazione in grado di funzionare anche nelle condizioni estreme.

Sommario

Perché i cellulari non prendono in montagna

Anche in una semplice passeggiata in montagna o in zone montuose, vi sarà capitato di voler utilizzare lo smartphone e di accorgervi che non c’è campo: il cellulare non prende. La comunicazione tramite telefoni cellulari si basa su una rete d’antenne distribuite sul territorio, in grado di fornire la rete telefonica e di accesso a Internet per un’area di circa 30 km di raggio: quest’area si chiama cellula (da qui il nome di telefono cellulare). Tuttavia, questa è la portata di un’antenna in condizioni ottimali. In un territorio con molti ostacoli verticali (come possono essere i palazzi o le montagne, appunto, la  copertura con una garanzia di funzionamento si riduce a circa 20 km. In aree isolate, come le zone montagnose del nord del Pakistan in cui si trova in Nanga Parbat, dove le maglie delle infrastrutture di comunicazione sono ancora più ampie, la comunicazione tramite telefonino diventa un lusso.

Come può, dunque, il team di Daniele Nardi comunicare con l’Italia? Come avviene la comunicazione tra i vari campi della spedizione? Come fa Daniele a ricevere le previsioni meteorologiche?

Sull’Everest si chiama con il cellulare fino a 5.200 metri

Essere la cima più elevata della terra ha i suo vantaggi, in termini di telecomunicazioni. Il grande richiamo turistico dell’Everest ha invitato a creare un servizio di connettività fino in alta quota. Grazie a una rete 3G di un provider privato, gli escursionisti e gli scalatori professionisti possono contare su una copertura fino al campo base, situato a 5.200 metri sul livello del mare.

Tuttavia, il Nanga Parbat non può vantare lo stesso appeal turistico e le società telefoniche non hanno interesse a garantire la copertura sui suoi versanti. Dal campo base, le comunicazioni via cellulare sono inaffidabili e, soprattutto, non si può fare contare su questo mezzo di comunicazione una volta che ci si lascia alle spalle i 4.100 mslm puntando alla vetta.

Comunicazioni in alta quota: le soluzioni satellitari

“Gli strumenti di comunicazione sono tra le attrezzature più importanti, in una spedizione – spiega Daniele – Il supporto che riceviamo dal coordinamento della missione in Italia e dal campo base è vitale per il successo della spedizione e per la nostra sicurezza. Per non parlare della grinta che riceviamo grazie ai contatti con i nostri cari, i nostri amici e chi ci segue da casa.”

Tuttavia, non è semplice trovare la strumentazione adatta: quando ci si prepara a un’impresa come l’apertura di una nuova via in invernale sul Nanga Parbat, c’è anche da tenere conto delle condizioni estreme a cui sono esposti i dispositivi di comunicazione. Il freddo estremo (anche oltre i -40°C) e l’umidità sono in grado di mettere KO la gran parte dei telefoni e dei modem.

Tecnologia cellulare e tecnologia satellitare: differenze

Telecomunicazioni al freddo

“Le condizioni estreme che affrontiamo mettono a serio repentaglio il funzionamento delle apparecchiature elettroniche. Per farvi un esempio: quando la notte al campo base 4100 mslm si spegne il sistema di riscaldamento della tenda comune, le temperature si abbattono all’interno, scendendo oltre i -15°C (talvolta anche a -18°C). La strumentazione per quanto possibile va custodita in casse termicamente isolate.

“Al risveglio prima dell’utilizzo le apparecchiature vanno riportate gradualmente a temperatura di funzionamento. Alcuni apparati hanno un blocco sulle temperature troppo basse o troppo alte, cosi non si accendono se non vengono gradualmente riportati a temperatura. Per farlo, utilizziamo diversi stratagemmi: li mettiamo a contatto con il nostro corpo, vicini una stufa oppure usiamo degli scaldini chimici.

“Preservare l’operatività di queste apparecchiature è ancora più difficile se si considera che, quando si va in alta quota, le temperature possono scendere anche a 40 gradi sotto zero. A quel punto, soprattutto le batterie perdono la loro capacità operativa. La soluzione? Togliere la batteria dall’apparato e tenerla sempre in una tasca vicino al corpo umano cosi da poter rimanere calda o almeno non gelare eccessivamente.

“In un caso estremo ho usato il modem satellitare a quota 8000m su colle sud all’Everest mentre ero il Comunicatore d’alta quota del progetto scientifico del comitato Ev-K2-CNR che aveva il compito di posizionare la stazione dati e meteo più alta del mondo. Con un collegamento wi-fi e con una fotocamera compatta impostata per ridurre in automatico la grandezza delle foto ed inviarle via wifi al modem e poi al portale dedicato sono riuscito, insieme al Comitato Ev-K2-CNR diretto da Agostino Da Polenza, a inviare foto durante il montaggio e il test della struttura. Probabilmente si è trattato di uno dei pochi invii di immagini effettuati da quell’altitudine. Scatti che sono stati ripresi dalla stampa nazionale e internazionale”.

Tecnologia di comunicazione in alta quota: un bene o un male? Il consiglio di Daniele Nardi

La tecnologia di telecomunicazione, com’è facile intuire, è fondamentale per la logistica e la sicurezza di spedizioni come quella sul Nanga Parbat di Daniele nardi. Gli aggiornamenti costanti delle condizioni meteo possono fare la differenza tra un’impresa di successo o una tragedia.

“Anche per eventuali chiamate di soccorso può essere importante, ma il problema è che qui in Pakistan i soccorsi non sono ben organizzati e, quindi, anche se ci fosse una chiamata in realtà l’organizzazione pratica dei soccorsi andrebbe demandata alla bontà di altri alpinisti già acclimatati in zona.”

Tuttavia, le telecomunicazioni in una spedizione alpinistica su queste vette può avere anche un lato oscuro: “I dispositivi di telecomunicazione possono diventare una distrazione e far sì che alcuni alpinisti meno motivati e concentrati possano perdere quella forza pura e dura che si deve avere quando si affrontano sfide eccezionali. È uno dei motivi per il quale alcune spedizioni fanno a meno dei modem satellitari e si accontentano di un telefono giusto per mantenere vive, anche se al minimo, le comunicazioni.

“Il suggerimento che do è di imparare a non diventare schiavi dei social e della comunicazione digitale durante le spedizioni, ma di fare in modo che siano uno strumento per creare convivialità e creare gruppo. Da capospedizione indico, durante la giornata, le ore di comunicazione libera wifi durante le quali tutto lo staff, cuochi, aiuto-cuoco, agenti della scorta di polizia, possono collegarsi al modem cosi da poter condividere con il mondo quello che stanno facendo e poter chiamare casa senza alcun problema. Questo ha sempre fatto sì che la squadra tutta si potesse sentire coesa”.

La dotazione tecnica per le telecomunicazioni della spedizione di Daniele Nardi

  • Antenna satellitare: dalle alte prestazioni e in grado di operare anche a temperature proibitive.
  • Modem satellitare: il cuore della connettività da campo base. La spedizione utilizza un modem professionale, scelto per la sua resistenza e la sua leggerezza.
  • Computer: rimane al campo base, ma è fondamentale per gestire e pubblicare il materiale fotografico e video della spedizione, nonché per le chiamate via Skype con casa e per mantenere il contatto con amici e appassionati che seguono la spedizione online.
  • Telefono satellitare: rimane sempre con Daniele ed è necessario per ricevere tempestivamente informazioni meteo (le condizioni atmosferiche possono cambiare da un momento all’altro) e per coordinare la spedizione a distanza.
  • Cellulari: per la connettività con tutti i numeri dell’agenda via messaggistica istantanea, molto comodo da usare in alternativa al pc. Il telefono è collegato via wifi al modem satellitare.

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