Telefonia: proposti stop rimodulazioni tariffarie e costi nascosti

Telefonia: proposti stop rimodulazioni tariffarie e costi nascosti
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di | 17-01-2019 | Internet ADSL e Fibra, Leggi Norme Regole, News e Varie

Il mercato delle telco sta cambiando rapidamente. Dopo anni di scarsa attenzione da parte dei regolatori (legislatore e autorità), oggi i consumatori hanno assunto un ruolo centrale, ottenendo più di una conquista in termini di trasparenza e correttezza dell’offerta. Dall’obbligo della fatturazione mensile (e non più a 28 giorni), passando per i bollini identificativi della tecnologia di connessione (per sentir parlare di fibra solo quando la rete lo permette veramente), alla libertà di scelta del modem (per poter acquistare sul mercato un dispositivo performante e a un prezzo congruo).

Conquiste che sono segnali di un mercato Internet e telefonia maturo, in cui l’offerta punta alla reale competizione su prezzo e qualità, la domanda è fluida e i consumatori sono consapevoli di ciò che scelgono.

Tuttavia, rimangono ancora alcuni aspetti che non vanno giù ai consumatori: le continue rimodulazioni unilaterali dei prezzi e la poca trasparenza sui costi reali degli abbonamenti. Due aspetti che, attraverso le proteste delle associazioni dei consumatori, sono diventati oggetto di un emendamento al decreto Semplificazioni, attualmente all’esame in Senato.

Sommario

Stop alle rimodulazioni tariffarie unilaterali

Ho sottoscritto un contratto a 24,90€ e oggi pago 36,00€. Voglio cambiare operatore“: è una delle proteste che sentiamo più spesso, qui a ComparaSemplice.it. Soprattutto nel corso del 2018, i consumatori si sono trovati disorientati a causa dei continui adeguamenti tariffari per il ritorno alla fatturazione mensile e per l’assestamento degli abbonamenti. In alcuni casi, le rimodulazioni unilaterali si sono sommate al termine del periodo promozionale delle offerte sottoscritte (di cui non sempre il consumatore ricorda) e l’effetto bolletta è stato devastante.

Il concetto relativo del “per sempre” nell’offerta Internet e telefono

La rimodulazione unilaterale suona come un vero e proprio tradimento quando si è sottoscritta un’offerta Internet e telefono la cui tariffa era accompagnata dalla dicitura “prezzo bloccato” o “per sempre“. Tuttavia è bene comprendere a cosa si fa riferimento quando si utilizza questi termini. Infatti, non si tratta di una garanzia di invariabilità del canone mensile, ma del fatto che il prezzo che si sta presentando non è il risultato di una riduzione temporanea per un periodo promozionale limitato. In poche parole, la tariffa è da considerare come “prezzo di listino” anche quando scontato. Ciò non esclude, però, che nel futuro ci saranno rimodulazioni da parte dell’operatore. Almeno fino all’approvazione dell’emendamento al decreto Semplificazioni.

Dalla parte del provider, il modello economico adottato dal mercato e la concorrenza richiedono di adeguare le entrate per sostenere gli investimenti in un servizio sempre più performante. Invece di attrarre nuovi e vecchi clienti verso offerte più costose perché più ricche di servizi e qualità, si è scelto di puntare alla conquista di quote di mercato con il prezzo più basso: un approccio che può risultare difficilmente sostenibile, nel lungo periodo.

Anche oggi, però, il consumatore non deve subire passivamente le strategie economiche dei provider.

Le tutele che il consumatore ha già contro le rimodulazioni tariffarie

Quali sono le opzioni che si presentano oggi al consumatore che si trova davanti a una rimodulazione unilaterale della tariffa? Le strade percorribili sono principalmente due:

Per porre un limite al potere di modifica tariffaria, l’Agcom ha imposto che il cliente che scelta il recesso non debba pagare i costi della pratica, né penali o rimborsi per le promozioni sottoscritte. Ovviamente, la richiesta di recesso deve avvenire entro tempi definiti (30 giorni) a decorrere dalla notifica della rimodulazione tariffaria.

Il recesso anticipato per modifica unilaterale dei termini economici non ha effetti sulle rate residue di beni acquistati in abbinamento con l’offerta di telefonia (fissa o mobile) e Internet.

Divieto rimodulazioni tariffarie: cosa propone l’emendamento

Diremo addio a le modifiche tariffarie? Una volta firmato per un canone Internet e telefono, sarà davvero per sempre? L’emendamento, a firma M5S e in approvazione al Senato, propone il divieto di rimodulazione tariffaria nell’ambito della durata di un contratto. Quindi lascia aperta la possibilità agli operatori di rivedere le condizioni economiche al termine del contratto. Una soluzione che darebbe al cliente la certezza della durata della tariffa scelta e che richiederebbe ai provider di definire una scadenza contrattuale, dato che, ad oggi, i contratti non hanno una scadenza definita.

All’approssimarsi della scadenza, il consumatore, grazie ai comparatori online di tariffe Internet e telefono potrà facilmente avere una panoramica del mercato per poter rinunciare al rinnovo con rimodulazione e passare ad altro operatore senza vincoli contrattuali.

Trasparenza tariffaria nelle offerte

I costi nascosti non hanno mai aiutato la comparazione delle offerte di un mercato. Se non c’è una regola, vince chi riesce a occultare meglio i costi reali o chi, al contrario, punta tutta la comunicazione sulla trasparenza. Tuttavia, quest’ultima è la strada più lunga e meno remunerativa, perché fa affidamento sulla capacità critica dei consumatori che devono scegliere tra un prezzo  basso, ma insidioso e un prezzo più alto, ma senza sorprese.

Attualmente, le offerte Internet e telefono fisso hanno raggiunto un buon grado di trasparenza tariffaria già a partire dalla comunicazione commerciale. Tuttavia, la mancanza di un obbligo d’indicazione del prezzo finale, rende ancora difficile un confronto inequivocabile delle offerte.

Il prezzo finale in pubblicità: cosa propone l’emendamento

L’emendamento al decreto Semplificazioni mira a definire una regola chiara sulla comunicazione commerciale delle offerte di telefonia fissa e mobile. Qualora la proposta venisse approvata, il prezzo pubblicizzato dovrà essere quello finale: comprensivo di tutti i costi d’attivazione e dei servizi accessori e aggiuntivi. A quel punto, le tariffe del mercato saranno veramente confrontabili a colpo d’occhio, senza preoccuparsi di costi imprevisti.

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