TIM e pubblicità ingannevole: vi spieghiamo la multa dell’Antitrust

TIM e pubblicità ingannevole: vi spieghiamo la multa dell’Antitrust
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di | 19-03-2018 | Internet ADSL e Fibra, Leggi Norme Regole, News e Varie, TIM

La multa comminata dall’Antitrust a TIM per “pubblicità ingannevole” sulla fibra ottica (qui il testo del comunicato stampa ufficiale del 16 marzo scorso) ha fatto notizia sui media nazionali e sulle testate di settore. La sanzione ammonta a 4,8 milioni di euro ed è un monito per tutte le società del settore a un utilizzo dei canali pubblicitari (online e offline) per offrire al consumatore tutte le informazioni necessarie a comprendere l’offerta. TIM ha dichiarato che il provvedimento è infondato nel merito e nella quantificazione e la società è pronta a sottoporre il ricorso al Tar.

Dov’è che l’Autorità ha trovato scorretta e poco trasparente la comunicazione commerciale di TIM? Cosa può fare, il consumatore, per comprendere subito l’offerta per Internet e telefono e la qualità del servizio che ci si può attendere? Vi spieghiamo tutto in questo approfondimento.

Sommario

Il peccato di TIM secondo l’Antitrust: in cosa la pubblicità è stata ingannevole

Secondo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, le campagne pubblicitarie oggetto del provvedimento – diffuse attraverso cartellonistica, sito web, canali below the line e spot passati in Tv – hanno posto l’accento sulla messa a disposizione del cliente di una connessione integrale in fibra ottica che permette di ottenere le massime prestazioni in termini di velocità e affidabilità della connessione. In tale comunicazione, secondo il parare dell’Authority, mancano adeguate informazioni relative alle reali caratteristiche del servizio e ai limiti connessi alla copertura e alle tecnologie disponibili. Inoltre, la pubblicità per le offerte TIM in fibra non indica la necessità di sottoscrivere un’opzione a pagamento per raggiungere le performance massime di connessione.

L’equivoco commerciale del termine “fibra”

Il mondo delle offerte per la connessione in fibra ottica delle case e degli uffici è articolato. Rispetto a quanto accade per l’ADSL, infatti, le tecnologie attualmente utilizzate per fornire il servizio fibra sono molteplici e offrono prestazioni molto differenti tra loro. Con il concetto di connessione in fibra ottica, spesso si fa un riferimento generico a una moltitudine di modalità di accesso alla rete, che possono prevedere, anche solo in minima parte, l’impiego di infrastrutture in fibra ottica.

Le principali tecnologie utilizzate in Italia sono le seguenti:

  • FTTC – FTTS: si tratta di connessioni con cavi in fibra ottica che, dalla centrale, arrivano fino all’armadio di zona. Da lì, la cablatura continua a percorrere l'”ultimo miglio” con il doppino di rame (lo stesso della linea ADSL). Le performance della connessione si deteriorano con la distanza dell’edificio o dell’abitazione dalla cabina o, comunque, dall’ultimo snodo servito dalla fibra ottica. Attualmente, la maggioranza delle connessioni Internet sono servite con tecnologia FTTC.
  • FTTH: è l’eccellenza della connessione in fibra ottica. I cavi della banda ultralarga arrivano fino all’abitazione del cliente (FTTH – Fiber to the Home), senza passaggio al rame. Attualmente, questo tipo di servizio è raro soprattutto nei piccoli centri, nelle aree isolate e in alcune zone delle grandi città. La velocità di download, in condizioni ottimali, può raggiungere 1GB solo con la fibra ottica.

Quando leggiamo in offerta la dicitura “fibra”, dobbiamo sempre cercare (o chiedere) ulteriori informazioni sulla tecnologia impiegata. La domanda giusta da porre è: “Qual è la tecnologia di connessione offerta?”. La risposta giusta, nel caso in cui si proponga una velocità fino a 1GB è: FTTH.

Tuttavia, non è sempre necessario dover arrivare al top della velocità di navigazione o poter ottenere una connessione FTTH. Quando l’unica possibilità è una connessione parziale in fibra ottica, le performance sono generalmente adeguate agli impieghi più diffusi di Internet. In più, i provider offrono tempestivamente l’upgrade del servizio, non appena disponibile in zona.

Ciò vale per le offerte di TIM, tanto quanto per le altre offerte del settore.

La risposta di TIM: provvedimento infondato

Come si è detto, TIM impugnerà il provvedimento sanzionatorio dinnanzi al Tar del Lazio. Secondo la società, così come reso noto in una nota ufficiale, la decisione dell’Autorità Antitrust è infondata “Sia nel merito sia nella quantificazione della sanzione”. La nota continua sottolineando anche che la decisione non ha tenuto conto della “Collaborazione che l’azienda ha mostrato durante tutto l’iter del procedimento con l’accoglimento dei suggerimenti proposti dall’Autorità”.

Secondo la società, “Il provvedimento risulta lesivo e pregiudizievole dell’immagine e degli interessi di TIM”.

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