TLC: arrivata la multa per la fatturazione a 28 giorni

TLC: arrivata la multa per la fatturazione a 28 giorni
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di | 27-12-2017 | Fastweb, Internet ADSL e Fibra, News e Varie, Telefonia

La settimana scorsa è stata irrogata la multa per le famigerate fatturazioni a 28 giorni per i contratti del settore telefoniaAgCom sanziona TIM, Vodafone, Wind Tre e Fastweb per non aver osservato la delibera sulla cadenza di rinnovo dei servizi per telefonia fissa e per le offerte convergenti fisso-mobile.

Il provvedimento arriva dopo un lungo braccio di ferro tra operatori TLC e AgCom e, di certo, non sarà l’ultimo atto di questa vicenda. Tuttavia, nella battaglia della fase di regolamentazione di un mercato cresciuto troppo in fretta, i consumatori rimangono le vittime e i disorientati spettatori della contesa.

Scontro sulle bollette tra l’AgCom e le compagnie telefoniche

L’AgCom e il legislatore hanno ritenuto di dover intervenire in un momento topico del mercato TLC. Gli abbonamenti flat per la connessione a Internet sono divenuti fondamentali in ogni casa e in ogni ufficio; con le offerte convergenti la distinzione tra telefonia mobile e fissa ha confini sempre più sfumati; la prossima entrata in gioco di altri operatori aggressivi potrebbe trasformare il panorama della concorrenza, abbattendo i margini di guadagno dei player storici; i consumatori sono molto più mobili del passato: oggi hanno tutti gli strumenti per informarsi, comparare e passare ad altro operatore senza troppi sforzi. In questo scenario, (quasi) tutti i provider hanno fatto fronte per consolidare la cassa, aggiungendo una mensilità in più all’anno. 1,16 milioni di euro in più per ciascuno, stimano le associazioni dei consumatori.

Dopo le troppo frequenti modifiche contrattuali unilaterali, l’AgCom si è trovata davanti a un’ulteriore decisione discrezionale da parte di chi guida l’offerta del mercato TLC: il cambio di frequenza di fatturazione.

La bolletta a 28 giorni non è mai andata giù ai consumatori e alle loro associazioni: è stata una decisione, da parte degli operatori, che ha intorbidito ancora di più un mercato che non ha mai brillato per trasparenza. L’AgCom ha preso una posizione di principio, più che di merito. Il problema individuato è l’impossibilità di un agevole confronto delle tariffe. Ma è un passo importante verso una necessaria, maggiore regolamentazione.

Gli operatori, poi, sono passati alle questioni semantiche, interpretando l’indicazione di “fatturazione su base mensile” come fatturazione a 30 giorni, sgraffignando ancora qualche giorno di fatturazione all’anno. Un candido sbaglio, al quale l’Autorità ha posto tempestivamente rimedio con la diffusione delle linee guida, che riportano l’interpretazione al significato inteso con la legge: “mese” inteso in senso solare.

E, nel mezzo, ci sono i consumatori

Nel bel mezzo di questo scontro tra titani, i consumatori rimangono confusi. Cosa accade ai contratti già in essere? Perché le compagnie telefoniche continuano a offrire tariffe a 4 settimane? Chi ha bisogno di una linea telefonica, deve aspettare che decorrano i tempi necessari all’adeguamento per legge delle offerte? Cosa succederà, poi? Aumenteranno tutte le tariffe?

Nonostante le ipotesi di rimborsi forfettari, le minacce di class action e la possibilità di disdetta senza costi e penali, rimangono questioni legittime che non fanno bene a un mercato già carente di fiducia da parte degli utenti.

C’è chi, come Fastweb che ha percepito la necessità di maggiore trasparenza da parte dei consumatori e ha cambiato marcia, basando una campagna di comunicazione sulla trasparenza e la buona volontà nei confronti dei consumatori.

I consumatori chiedono e premiano correttezza, qualità (soprattutto dell’assistenza clienti) e convenienza. Il primo operatore che farà davvero propri questi principi, porterà a casa la fetta più grande del mercato.

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