Ultra broadband in Italia nel 2017

Ultra broadband in Italia nel 2017
5 (100%) 2 votes
di | 20-12-2017 | Internet ADSL e Fibra, News e Varie, Telefonia

Arrivati agli ultimi giorni del 2017, si possono tirare le somme della diffusione delle connessioni Internet a banda ultralarga in Italia. Quello che si sta per concludere è stato senz’altro un anno impegnativo per tutti i player coinvolti nella creazione delle infrastrutture necessarie alla copertura del territorio nazionale con l’ultra broadband. L’accelerazione è stata resa necessaria dallo sforzo per raggiungere l’obiettivo europeo fissato per il 2020: l’accesso alla connettività a 30 Mbps a ogni cittadino europeo e la possibilità di connessione a 100 Mbps per almeno metà degli edifici di ciascun Paese membro. Un obiettivo ambizioso (soprattutto se pensiamo alla condizione di partenza delle infrastrutture italiane), che è stato rilanciato a settembre 2016 con la strategia “Towards a European Gigabit Society“: entro il 2025, almeno 100 Mbps disponibile per ogni cittadino europeo e copertura 5G per le principali aree urbane.

Prima di procedere con l’analisi della situazione attuale, facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire di cosa si parla quando si fa riferimento a ultra broadband.

Definizione di ultra broadband

Con il termine ultra broadband s’intende l’insieme delle connessioni fisiche (a meno che non sia diversamente specificato) che offrono una connettività che supera i 30 Mbps. Con le infrastrutture largamente diffuse ad oggi, parlare di ultra broadband significa parlare di connessione a Fibra Ottica. Nello specifico, connessioni con tecnologia FTTCab, FTTB o FTTH.

La banda ultralarga in Italia: la diffusione nel 2017

Secondo i dati pubblicati dal Ministero dello Sviluppo Economico sul sito dedicato all’argomento, la copertura totale della rete ultra broadband in Italia è del 42,6% (più di 36,5 milioni di unità immobiliari raggiunte). Andando ad analizzare il dato spacchettato, si capisce bene la distanza che ancora ci separa dall’obiettivo da raggiungere in 3 anni:

  • Connessioni a 30 Mbps: 38,1% (obiettivo UE 2020: 100%)
  • Connessioni a 100 Mbps: 4,6% (obiettivo UE 2020: 50%)

La mappa della diffusione della banda ultralarga in Italia presenta differenze molto marcate tra le varie aree del nostro Paese. Differenze che possono essere analizzate solo prendendo in considerazione i dati regionali.

La copertura per Regione

Se i dati nazionali possono raccontarci parzialmente quale sia la situazione reale della connettività alla quale ciascun cittadino e ciascuna azienda può avere accesso, i dati regionali restituiscono un’informazione più precisa.

Abruzzo: la Regione è coperta dalla banda ultralarga (BUL) per il 38%. Il 38,4% degli abruzzesi può contare su una connessione di almeno 30 Mbps e solo lo 0,4% può fare affidamento su una connessione di minimo 100 Mbps.

Basilicata: la BUL raggiunge il 54% delle unità immobiliari, con il 54,4% a 30 Mbps e nessun immobile raggiunto dalla 100 Mbsp.

Calabria: un’eccellenza italiana, in fatto di copertura BUL: il 70% degli immobili può contare su una connessione ultra veloce. Ma si tratta della sola 30 Mbps (70,2%): la 100 Mbps è praticamente assente.

Campania: una copertura totale del 46% aggrega un 43,6% di connessioni a 30 Mbps e un 2,3% di connessioni a 100 Mbps.

Emilia Romagna: la BUL copre il 37% degli edifici, nei 340 Comuni della regione. Il 35,2% dei cittadini romagnoli naviga almeno a 30 Mbps, mentre il 2,4% supera i 99 Mbps.

Friuli Venezia Giulia: il 28% delle unità immobiliari vanta una connessione ultra broadband. Per il 28,3% dei casi si tratta di connessioni uguali o superiori a 30 Mbps, nello 0,4% dei casi la connessione è uguale o superiore a 100 Mbps.

Lazio: la regione che accentra la maggior parte degli edifici pubblici, dovrebbe poter contare su una copertura rilevante. Invece, si attesta su un sufficiente 35% di rete BUL. Solo per lo 0,7% si tratta di copertura da 100 Mbps in su.

Liguria: il 36% di unità immobiliari liguri sono raggiunte dalla BUL. 35,1% navigano da 30 Mbps fino a 99 Mbps, l’1,3% partono da 100 Mbps a salire.

Lombardia: un’altra eccellenza nazionale, con il 49% di copertura BUL. In questo caso, a differenza del caso precedente, le connettività che permettono una navigazione di minimo 100 Mbps sono ben il 17,7%. Un risultato rilevante, soprattutto se si pensa alla vastità del territorio e al numero di Comuni lombardi (1.531).

Marche: le unità immobiliari dei 236 Comuni marchigiani possono usufruire della banda ultra larga per il 36%. Ma parliamo quasi esclusivamente di connessione fino a 99 Mbps.

Molise: la copertura totale è del 23% e si tratta di connessioni che non raggiungono i 100 Mbps partendo dai 30.

Piemonte: gli edifici dei 1.206 Comuni della Regione sono serviti per circa il 27% da BUL. Il 23,8% raggiunge e supera i 30 Mbps di navigazione (fino a 99 Mbps), ma solo il 3,4% raggiunge e supera i 100 Mbps.

Puglia: è una delle Regioni italiane in cui la copertura totale è più alta: 68,9%. Il 68% da 30 Mbps, lo 0,8% da 100 Mbps.

Sardegna: stando ai dati forniti dal Ministero, la Sardegna è coperta per il 42,4% dalla sola rete Internet che fa viaggiare a minimo 30 Mbps, fino a 99 Mbps.

Sicilia: 49% degli edifici siculi possono contare sulla BUL. Il 48,4% con connessione a 30 Mbps e l’1,1% da 100 Mbps.

Toscana: la BUL raggiunge il 38% delle unità immobiliari. Per il 33,9% si tratta di una connettività che non supera i 99 Mbps, per il 4,8% si può navigare in Internet a una velocità che parte dai 100 Mbps.

Trentino Alto Adige: in questa Regione, la copertura della banda ultra larga interessa il 26% dei cittadini. L’11,6% con una connessione di minimo 30 Mbps, il 15% con connessione da 100 Mbps in su.

Umbria: con i suoi 92 Comuni, la Regione umbra ha una copertura di 26% di BUL. Il 22,6% ha a disposizione una connessione di minimo 30 Mbps, il 3,4% supera i 100 Mbps.

Valle d’Aosta: Il territorio valdostano è copertura dalla BUL per il 10%. Prossima a zero la copertura di connessioni a velocità superiore a 100 Mbps.

Veneto: la Regione veneta può contare sul 32% delle unità immobiliari raggiunte dalla ultra broadband. Il 29,8% degli immobili è raggiunto da una connessione di almeno 30 Mbps, il 2,3% naviga a 100 Mbps o più.

La diffusione dell’ultra broadband in Italia nel 2017: i grafici

I grafici sulla situazione del nostro Paese, in termini di diffusione dell’ultra broadband, possono aiutarci ad avere un’idea più chiara.

Grafico copertura banda ultralarga in Italia nel 2017

Di seguito, la tabella riassuntiva delle percentuali di copertura della ultra broadband per ciascuna Regione e per tipologia di connettività. La percentuale fa riferimento al numero di unità immobiliari raggiunte.

RegioneConnessione 30 MbpsConnessione 100 Mbps
Abruzzo38,40%0,40%
Basilicata54,40%0%
Calabria70,20%0%
Campania43,60%2,30%
Emilia Romagna35,20%2,40%
Friuli Venezia Giulia28,30%0,40%
Lazio35%0,70%
Liguria35,10%1,30%
Lombardia31,70%17,70%
Marche36%0,8%
Molise23,40%0%
Piemonte23,80%3,40%
Puglia68%0,80%
Sardegna42,40%0%
Sicilia48,40%1,10%
Toscana33,90%4,80%
Trentino Alto Adige11,60%15%
Umbria22,60%3,40%
Valle d’Aosta10,30%0%
Veneto29,80%2,30%

Cosa accadrà nel 2018: le proiezioni

Dopo aver visto la situazione della copertura a fine 2017, vediamo qual è la proiezione per il prossimo anno: che percentuale di copertura dobbiamo attenderci a fine 2018? Secondo le stime del Piano Strategico nazionale, alla fine del 2018 saranno raggiunte dalla ultra broadband il 62,5% delle unità immobiliari sul territorio italiano. Il 47,9% con una banda da minimo 30 Mbps e il 14,6% con banda da minimo 100 Mbps.

0321.085995