Conciliazione paritetica: cos’è e a che cosa serve?

Conciliazione paritetica: cos’è e a che cosa serve?
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di | 25-08-2014 | Leggi Norme Regole

immagine comunitù europea In caso di disservizi e controversie in merito alle forniture di energia elettrica, gas o acqua, il consumatore può usufruire della conciliazione paritetica, per tutelare i propri diritti.

La conciliazione paritetica è un modo per risolvere le controversie che vengono a delinearsi tra un consumatore ed un’azienda di fornitura di servizi relativi all’ energia, alle telecomunicazioni ed assicurativi, attraverso dei rappresentanti che prendono il nome di conciliatori. È un’ottima alternativa ai metodi di giustizia ordinaria ed anche all’arbitrato, le cui decisioni sono vincolanti, mentre nella conciliazione, i conciliatori propongono delle soluzioni ed i soggetti coinvolti sono libere di accettarli o ricorrere ad altri strumenti.

La conciliazione paritetica è stata introdotta dall’Autorità garante per l’energia, il gas ed il sistema idrico, al fine di risolvere in maniera semplice, veloce e gratuita, qualsiasi diverbio tra i consumatori ed i vari fornitori di energia. Per poter ricorrere a questo tipo di procedura è necessario che le aziende di energia abbiano firmato l’adesione al Protocollo di conciliazione paritetica con una o più associazione dei consumatori, che si dividono in Associazioni dei clienti domestici o clienti non domestici.

Il consumatore che rileva un problema relativamente alla fornitura dei servizi di energia deve presentare un formale reclamo scritto: se non riceve risposta entro i termini di legge, cioè 40 giorni o quella ricevuta è insoddisfacente, può rivolgersi alle associazioni di consumatori, a cui l’azienda ha dichiarato di aderire.
L’associazione tramite i propri rappresentanti, provvederà ad inoltrare la domanda di conciliazione all’apposito ufficio dell’azienda fornitrice di energia. La richiesta viene valutata dalla commissione, formata dai conciliatori delle due parti interessate, ossia consumatore e impresa. Tale commissione si riunisce presso l’ufficio conciliazione presente nella società di energia, che si occupa in particolare di fornire tutte le informazioni e strumenti necessari, affinché possa svolgere in maniera efficiente le funzioni attribuite. La commissione di conciliazione una volta riunita, discute le problematiche oggetto della controversia e formula una proposta di risoluzione, che viene illustrata al cliente. Se questo l’accetta, viene firmato il verbale, che ha lo stesso valore legale di un contratto e la questione è chiusa. Se la rifiuta, comunica per iscritto entro il termine indicato nei regolamenti e si cerca una nuova soluzione, oppure il cliente può decidere di agire per vie legali.
Da sottolineare che non tutte le problematiche possono essere sottoposte a questo tipo di procedure, ma solo quelle che rientrano nei regolamenti sottoscritti dalle parti.

Le materie che in genere possono essere sottoposte a valutazione da parte dell’Ufficio conciliazione riguardano: l’accertamento di consumi spropositati, in seguito a difetti di funzionamento del contatore, gli importi errati delle fatture, disservizi legati all’erogazione dell’energia o sospensioni ingiustificate della fornitura.

La conciliazione paritetica rientra anche tra le buone pratiche previste dalla Comunità Europea, la quale impone il rispetto di alcune caratteristiche: trasparenza, imparzialità, efficacia ed equità. Inoltre è uno strumento veloce ed economico per risolvere controversie tra consumatori e aziende, infatti la procedura si svolge mediamente in 15/30 giorni ed inoltre non comporta nessun onere per chi intraprende tale procedura, che molto spesso può anche essere attivata online, sul sito delle associazione dei consumatori, semplicemente compilando i form appositamente predisposti.

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