Conservare le bollette: quando si possono buttare?

Conservare le bollette: quando si possono buttare?
Il post ti è stato utile?
di | 05-12-2018 | Leggi Norme Regole

Nel corso dell’anno siamo abituati a ricevere numerose bollette per le varie utenze di casa, ovvero luce, riscaldamento, telefono, acqua, giusto per citare i casi più eclatanti. A volte, però, tendiamo a sottovalutare quanto siano importanti e possano essere considerate un documento a tutti gli effetti. La fattura, infatti, rappresenta l’elemento in grado di testimoniare l’avvenuto pagamento. È bene quindi conservarle per un determinato periodo di tempo. Questo può servire nel caso in cui dovessero insorgere questioni con il gestore per dimostrare di essere in regola e non andare incontro a sanzioni spiacevoli.

Sommario

Bollette: perché sono importanti

Chi è abituato ad avere una vita particolarmente frenetica sa bene come possa essere complicato dover fare fronte a tutti i pagamenti che si devono sostenere per le utenze della casa. Il rischio di dimenticare la scadenza delle bollette, con la necessità di dover sostenere conseguenze inevitabili da parte dei gestori, può essere quindi dietro l’angolo. In questi casi diventa quindi consigliabile puntare sulla domiciliazione bancaria, grazie alla quale l’importo viene direttamente detratto dal conto corrente in concomitanza con la data indicata sulla fattura (clicca qui per conoscere tutti i vantaggi di questa soluzione). In alcuni casi le compagnie sono disposte anche a fare uno sconto per chi opta per questa idea.

Non è però così infrequente doversi trovare a sostenere a distanza di tempo alcuni contenziosi con i vari fornitori dove diventa necessario dimostrare di avere corrisposto gli importi nei tempi previsti. Quando si verifica una situazione simile è fondamentale essere in possesso del cartaceo e della relativa ricevuta di avvenuto pagamento.

C’è una regola ben precisa da rispettare in riferimento al momento in cui è effettivamente possibile gettare i vari cedolini. Pena poter andare incontro a conseguenze davvero poco piacevoli.

Ogni utente deve fare riferimento all’articolo 293 del Codice Civile. Qui si sottolinea chiaramente come ogni compagnia possa avere la facoltà di richiedere il saldo di una cifra per un periodo ben determinato. Una volta superato questo arco di tempo, anche se l’utente risultasse insolvente la situazione deve essere considerata ormai prescritta. La situazione è invece differente se non si riesce a dimostrare di essere in regola: questo porta infatti non solo a dover corrispondere nuovamente la somma, ma ad aggiungere a questa anche gli interessi di mora (diventano ovviamente maggiori più tempo è trascorso dalla scadenza).

Essere ordinati e magari essere in possesso di un archivio bollette in una zona della casa dove sono facilmente reperibili può quindi rivelarsi provvidenziale.

La tempistica da rispettare

A seconda del tipo di documento il periodo da rispettare per la conservazione delle bollette può variare. La norma a livello generale va dai cinque ai dieci anni.

La situazione è più rigida per quanto riguarda la bolletta della luce, che è consigliabile non buttare prima che siano trascorsi dieci anni dalla data di scadenza. Perché è raccomandabile farlo? La motivazione è piuttosto semplice e va ricercata da una modifica introdotta giusto qualche anno fa, ovvero quando il canone Rai è stato inserito all’interno della fattura dell’elettricità (scopri qui se è possibile pagare solo il consumo luce senza canone). Una scelta che ha fatto parecchio discutere, ma nata con l’obiettivo di provare a ridurre chi evitava di pagare la tassa di possesso della Tv. Il canone viene infatti prescritto solo dopo dieci anni. Prima di questa novità la fattura della luce doveva essere custodita, un po’ per come accade per tutte le altre utenze quali acqua, gas, intenet, pay Tv, multe prese alla guida dell’auto, ricevute di pagamento dell’affitto o dei conti condominiali, fino a un massimo di cinque anni.

La ricevuta per IMU, TARI e TASi dovrebbero essere invece mantenute per sei anni. Situazione invece parzialmente differente per bollo auto e dichiarazione dei redditi, la cui certificazione di avvenuto pagamento dovrebbe essere preservata rispettivamente per almeno tre e quattro anni. Se ci si è avvalsi di una detrazione per una ristrutturazione effettuata in casa è bene mantenere ogni foglio cartaceo fino a un massimo di quattordici anni.

Le parcelle dei professionisti e le cambiali vanno tenute in serbo per 3 anni.

Cosa accade in caso di smarrimento

Provvedere a conservare le varie bollette in modo il più possibile ordinato in casa (e informando magari anche chi vive con noi di dove le custodiamo) può quindi rivelarsi provvidenziale.

Perdere la fattura della luce pagata quattro anni fa potrebbe rivelarsi infatti un problema non da poco, oltre che un pesante danno sul piano economico. In caso di contestazione da parte del gestore si finirà infatti per dover pagare nuovamente sia l’importo previsto per l’energia sia quello per il canone Rai. Ogni azienda invierà un sollecito al cliente, oltre agli interessi di mora maturati in quel periodo.

Ben diversa sarebbe invece la situazione se la perdita avviene a distanza di sette anni. Per quanto riguarda la luce, infatti, l’importo, una volta trascorsi cinque anni, sarà da considerare prescritto. Anche in caso di “dimenticanza” niente sarà quindi dovuto al fornitore. Il canone Rai dovrà invece essere saldato nuovamente.

È bene quindi allegare sempre alla bolletta anche la ricevuta di avvenuto pagamento. Questo è l’unico modo per non avere problemi di alcun tipo quando si deve dimostrare di poter essere in regola. Chi paga con addebito diretto su cnto corrente dovrebbe sempre allegare al cedolino lo specifico estratto conto bancario in forma cartacea.

La conservazione elettronica può aiutare

È in crescita il numero di gestori che propongono l’invio delle bollette in formato digitale. Questa soluzione può essere preferibile soprattutto per chi è disordinato o ha una vita talmente frenetica. Spesso si può arrivare così a dimenticare dove possa avere posizionato le varie fatture. Attraverso questa modalità i conti da pagare vengono inviati direttamente in una casella di posta elettronica indicata al momento della sottoscrizione del contratto. A quel punto, una volta ricevuti i documenti, è possibile creare una cartella ad hoc sul proprio PC e conservarle tutte in ordine per poterle consultare in caso di necessità.

La ristampa bolletta Enel e di tutte le altre utenze può essere considerata superflua e da eseguire solo in caso di bisogno specifico. Anche l’ambiente non potrà che trarre beneficio da questa scelta.

 

Chi siamo

Rimani sempre aggiornato!

Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere guide e consigli per il risparmio

Naviga tra le news

EnergiaADSLAssicurazionePayTV
0321.085995

Titolo Popup

La Newsletter di comparasemplice.it è pubblicata sul sito Internet istituzionale distribuita via e-mail – in automatico e gratuitamente – a quanti fanno richiesta di riceverla compilando il form presente in questa pagina.

I dati forniti saranno utilizzati con strumenti informatici e telematici al solo fine di fornire il servizio richiesto e, per tale ragione, saranno conservati esclusivamente per il periodo in cui lo stesso sarà attivo.

La base giuridica di tale trattamento è da rinvenirsi nella possibilità da parte degli utenti interessati di ricevere di comunicazioni promozionali relative a prodotti e/o servizi di Cloud Care srl. o di terzi mediante impiego del telefono con operatore e/o anche mediante sistemi automatizzati (es. email, sms, fax mms, autorisponditori) e/o posta cartacea.

Il titolare del trattamento è CLOUD CARE SRL , con sede in Via Righi 27, Novara; PEC: cloudcare@legalmail.it.

I dati saranno trattati esclusivamente secondo le finalità di cui al punto 3 e punto 6 dell’informativa generale di Cloud Care srl presente sul sito www.comparasemplice.it.

Gli interessati hanno il diritto di ottenere da Cloud Care srl, nei casi previsti, l’accesso ai dati personali e la rettifica o la cancellazione degli stessi o la limitazione del trattamento che li riguarda o di opporsi al trattamento (artt. 15 e ss. del Regolamento) inviando una email all’indirizzo cloudcare@legalmail.it.

CANCELLAZIONE DEL SERVIZIO
Si può richiedere in qualsiasi momento la cancellazione dal nostro database scrivendo all’indirizzo di posta elettronica: info@comparasemplice.it.