Prestito: come scegliere quello migliore?

Prestito: come scegliere quello migliore?
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di | 24-01-2017 | Prestiti

Scegliere una banca o una finanziaria per richiedere un prestito personale non è semplice: oggi ci sono tantissime proposte sul mercato, anche grazie ai prestiti online che promettono condizioni generali vantaggiose e tassi di interesse convenienti, ma come orientarsi nella ricerca del migliore?

Occorre imparare almeno i termini tecnici base relativi ai prestiti, e fare molta attenzione nel valutare tutte quelle componenti che poi andranno a costituire l’ammontare complessivo della somma da restituire. Non è detto che un tasso di interesse molto basso sia sempre la soluzione più conveniente, se magari sono previste delle spese accessorie particolarmente alte ad esempio.

Le spese accessorie: cosa comprendono

Con questo termine si definiscono tutte quelle spese sostenute dalla banca o dalla finanziaria per la gestione del prestito che ci verrà concesso, sono quindi i costi di servizio, e variano da banca a banca. Rientrano sotto questa definizione quindi le spese di istruttoria per aprire la pratica, quelle di chiusura, le comunicazioni che vi vengono inviate, le imposte (ad esempio il bollo), le spese di gestione e incasso delle rate e l’eventuale apertura di un’ assicurazione che intervenga in caso di una nostra indisponibilità a restituire il prestito.

Cosa è il TAEG

Ricordiamoci che quando andiamo a richiedere un prestito personale, è molto importante innanzitutto conoscere il suo TAEG, ovvero il Tasso Annuo Effettivo Globale. Questo indicatore è composto dal tasso annuo nominale (TAN) del prestito, e dalle sue spese accessorie. Sommando questi due valori percentuali avremo l’esatta idea di quanto dovremo restituire alla banca oltre al capitale che ci ha finanziato.

Cosa è il TAN

Il Tasso Annuo Nominale non è nient’altro che il tasso di interesse del nostro prestito. Un TAN più basso degli altri, se unito a spese accessorie basse, determina quindi l’offerta più economicamente conveniente per noi.

L’ assicurazione sul prestito

Purtroppo esiste l’eventualità di non riuscire a rimborsare un prestito: la perdita del lavoro, un incidente grave, una malattia, sono alcuni degli eventi che potrebbero stravolgere la nostra capacità di essere dei buoni pagatori. A questo fine le banche mettono a disposizione la possibilità di farci stipulare una polizza assicurativa legata al nostro prestito personale, fornendoci almeno due preventivi di compagnie di assicurazioni tra i quali scegliere. Anche il costo dell’assicurazione dovrà essere incluso nel TAEG.

Serve un garante per un prestito personale?

Il soggetto finanziario che andrà a erogarci un prestito, vorrà essere certo della nostra capacità di poterlo rimborsare e quindi ci richiederà delle garanzie. I lavoratori dipendenti potranno mostrare la propria busta paga, i liberi professionisti faranno vedere l’ultima dichiarazione dei redditi e i pensionati il cedolino della pensione.

Se questa documentazione non dovesse bastare per convincere la banca, dovremo trovare tra parenti o amici un garante, ovvero un terzo soggetto che dovrà impegnarsi a rimborsare il nostro prestito in caso di una nostra indisponibilità. Avendo un garante a disposizione sarà quindi per noi più facile trovare una banca disposta a finanziarci, teniamolo presente.

Allungare le rate per ottenere il prestito

Abbiamo già detto che prima di concedere un prestito la banca effettua una valutazione della capacità economica del richiedente, ovvero della probabilità che riesca a rimborsare il prestito senza troppi sforzi. E’ quindi evidente che spalmando le rate su più anni possibili, avremo un minore importo periodico da saldare e quindi la banca ci riterrà in grado di sostenere il rimborso anche se non abbiamo uno stipendio particolarmente alto.

Non riuscire a restituire un prestito

cattivi pagatoriDobbiamo sempre fare una realistica previsione della nostra capacità di rimborso quando andiamo a richiedere un prestito. Pagare in ritardo una o (peggio) più rate comporta l’applicazione di una mora, ma soprattutto l’iscrizione del nostro nome in una sorta di “lista nera” dei cattivi pagatori. Questa lista, che viene elaborata da società di informazioni creditizie (le cosiddette Centrali di Rischio, come il CRIF), verrà consultata dalle altre banche ogni qual volta andremo a richiedere nuovi mutui o prestiti, e la nostra presenza deporrà a sfavore, col rischio di vederci negati ulteriori finanziamenti fino a che non ne verremo cancellati.

Ovviamente la situazione peggiora non poco quando invece che avere un ritardo nel pagamento delle rate ci troviamo nell’impossibilità di saldare il nostro debito residuo. In quel caso entreremo nell’elenco dei Protestati, e a quel punto richiedere un nuovo prestito personale sarà più difficile, anche se non impossibile.

Il miglior prestito si sceglie solo in base al risparmio?

Sebbene ovviamente la convenienza economica sia il primissimo fattore nella valutazione di un prestito, non è l’unico. Per alcuni di noi può essere fondamentale avere in città una filiale fisica della banca di riferimento (magari quella dove abbiamo il conto), per altri invece va benissimo interagire solo con uno sportello online. Vanno valutati poi i canali che la banca concretamente ci mette a disposizione per assistenza e informazioni: telefono, email, web, app, numero verde, social, consulenti dedicati. Qualcuno potrebbe preferire pagare un po’ di più ma sapere di poter andare quando vuole a discutere del proprio prestito direttamente con un impiegato o con il direttore, altri si trovano più comodi a chiamare un numero verde senza mai recarsi in filiale.

Per questo, specie nel caso di banche online e prestiti online, è molto utile conoscere anche i pareri della clientela (e possiamo farlo semplicemente effettuando piccole ricerche su internet e sui social) per conoscere in anticipo le opinioni su affidabilità, rapidità nelle risposte, competenza e disponibilità delle varie banche e finanziarie.

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