Credito al consumo cos’è: definizione e come funziona

Credito al consumo cos’è: definizione e come funziona
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di | 27-03-2017 | Prestiti

Non tutti conosciamo l’espressione credito al consumo, eppure si tratta di una diffusa forma di finanziamento che molti di noi hanno sottoscritto almeno una volta nella vita.

Chi non ha comprato l’ultimo modello di telefonino o di televisore rimborsandolo sotto forma di comode rate mensili anziché pagare l’intera cifra al momento dell’acquisto? Ecco, questa è una delle forme più comuni di credito al consumo o di credito al consumatore, ma non l’unica.

Definizione di credito al consumo

Per credito al consumo si intende la concessione di credito a un privato o a una famiglia per l’acquisto di beni e servizi o per fare fronte alle spese quotidiane dilazionandone il rimborso attraverso le rate. La sua finalità, dalla quale prende il nome, è proprio quella di favorire i consumi, le spese correnti familiari, e non può servire per sostenere investimenti o per avviare e mantenere un’attività professionale o imprenditoriale.

Tipologie di credito al consumo

Ecco quali sono le varie tipologie di credito al consumo e quali sono le loro caratteristiche:

Finanziamento finalizzato

Facendo l’esempio comune dell’acquisto di un telefonino, andiamo a sottoscrivere un finanziamento finalizzato, ovvero destinato a pagare ratealmente la spesa di un determinato oggetto o servizio. Questo tipo di finanziamento si può stipulare direttamente e con relativa facilità presso il negozio dove andremo a comprare il bene, che si vedrà poi corrispondere il suo costo dall’intermediatore finanziario al quale invece noi ci impegneremo a rimborsare le rate mensilmente.

Finanziamento non finalizzato

Mentre nel finanziamento finalizzato è indispensabile collegare il finanziamento ad un acquisto ben preciso, in questo caso ci si rivolge ad una banca o ad una finanziaria (e non a un punto vendita commerciale) per richiedere una “iniezione di liquidità” sul proprio conto corrente, ovvero un prestito personale da restituire ratealmente, con una tempistica massima di 10 anni. Questo tipo di prestito prevede un tasso di interesse fisso e la somma dovrà essere compresa tra i 200 e i 75.000 euro.

Linea di credito

Si tratta di un’importo massimo in denaro messo a disposizione dei clienti e utilizzabile tramite apposita carta di credito (avrete già sentito il termine carta di credito revolving). La principale differenza tra queste e le normali carte di credito è che le nostre spese non ci verranno addebitate in un’unica soluzione al momento dell’acquisto di un bene, ma gradualmente, attraverso un rimborso rateale periodico. Gli interessi verranno applicati solo sulle somme effettivamente utilizzate.

Cessione del quinto

Con questa modalità le rate del prestito verranno trattenute direttamente dalla busta paga (in caso di lavoratori dipendenti) o dal cedolino (in caso di pensionati). La rata non potrà essere superiore al quinto dello stipendio o della pensione al loro netto. Potete approfondire qui tutti i dettagli sulla cessione del quinto.

Cosa NON è credito al consumo

  • Non può essere associato all’acquisto o alla ristrutturazione di un immobile
  • Non può riguardare soggetti diversi dalle persone fisiche
  • Non può essere utilizzato per coprire spese correlate ad attività imprenditoriali o professionali in genere
  • Non può riguardare somme superiori ai 75.000 euro

Come è fatto un contratto di credito al consumo

  • il consumatore dovrà entrare in possesso della sua copia del contratto
  • dovrà essere riportato sia il nome del beneficiario del credito, sia quello della società che eroga il finanziamento.
  • Il beneficiario dovrà allegare anche un documento di identità e il proprio codice fiscale
  • Andrà riportato il tasso annuo effettivo globale (TAEG), il tasso annuo nominale (TAN), ed eventuali altre spese non incluse nel TAEG
  • Dovranno essere indicate con chiarezza e modalità e l’importo del finanziamento, l’importo, il numero e le scadenze delle rate
  • Le garanzie richieste, se previste
  • Gli aspetti legali legati a diritto di recesso, conseguenze del mancato pagamento delle rate, etc…
  • Si dovrà indicare la presenza di una eventuale copertura assicurativa sul finanziamento

Ricordiamo che per legge chi eroga questo tipo di credito è tenuto a informare chiaramente il consumatore su ogni aspetto del finanziamento, ad assisterlo per qualsiasi dubbio o chiarimento, e che il consumatore mantiene il suo diritto di ripensamento e il diritto di recesso senza spese dal contratto.

Normative sul credito al consumo

La definizione normativa del credito al consumo è stata introdotta nel nostro paese con la legge del 19 dicembre 1992 n. 144, attuando le direttive della Comunità EuropeaSuccessivamente è stato introdotto il Codice del Consumo (decreto legislativo del 6 settembre 2005 n. 206) che ha definito ulteriormente la figura del consumatore e i suoi diritti, con particolare attenzione verso l’abolizione delle clausole vessatorie. Il Decreto legislativo 13 agosto 2010 n. 141 ha migliorato quindi la trasparenza nei rapporti contrattuali di questo tipo e ha disciplinato ulteriormente la materia dell’ intermediazione finanziaria.

È importante rispettare i pagamenti

Talvolta la facilità con cui possono essere ottenuti questi tipi di finanziamento, mi riferisco in particolar modo al classico finanziamento finalizzato, ci rendono meno ansiosi verso una loro puntuale restituzione. Facciamo molta attenzione: stiamo parlando a tutti gli effetti di prestiti, e ci stiamo sempre interfacciando con banche o finanziarie, anche se li abbiamo contratti in un negozio di elettrodomestici o di telefonia.

Anche un semplice ritardo nel pagamento delle rate, per quanto piccole ci possano sembrare, comporterà l’iscrizione del nostro nome nelle liste nere delle Centrali di Rischio, per un periodo più o meno lungo a seconda del numero di rate pagate oltre la scadenza, e del ritardo applicato nel restituirle. Questo significa che se nel frattempo avremo bisogno di richiedere un mutuo o un altro prestito ad un istituto di credito, avremo alte probabilità di vedere respinta la nostra richiesta in quanto considerati cattivi pagatori.

Se invece che limitarci ad un ritardo nel pagamento, non andremo proprio a pagare una o più rate dovute, entreremo invece nella lista dei protestati, con conseguenze ancora più gravi dal punto di vista della concessione di futuri crediti.

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