Prestiti per protestati: scopri come ottenerli

Prestiti per protestati: scopri come ottenerli
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di | 17-02-2017 | Prestiti

Ottenere un prestito da una banca o da una finanziaria non è sempre semplice, se non siamo in grado di fornire le garanzie richieste. Se. poi. risultiamo inseriti nelle liste dei cattivi pagatori e peggio in quelle dei protestati, le difficoltà aumentano considerevolmente. Ottenere fiducia creditizia non è però impossibile: i prestiti per protestati e i prestiti per cattivi pagatori sono una realtà, e vediamo come riuscire a ottenerli.

Differenza tra cattivi pagatori e protestati

Quando andiamo a chiedere un finanziamento (che sia un mutuo o un prestito) ci impegniamo a rimborsare con gli interessi il capitale ricevuto, attraverso una serie di rate che andremo a pagare nel corso del tempo. Talvolta, per un evento della vita (un licenziamento, una malattia, un’emergenza) può capitare di non riuscire a rimborsare puntualmente le rate del nostro debito e questo comporta l’iscrizione temporanea del nostro nome in alcune liste.

Queste liste vengono elaborate dalle cosiddette Centrali di Rischio (ad esempio il CRIF) e vengono inserite in un sistema informativo che le banche consultano ogni qual volta qualcuno richiede un nuovo finanziamento.

Se abbiamo tardato in passato nella restituzione di qualche rata, verremo inseriti nella lista dei cattivi pagatori. A seconda del numero e della gravità dei ritardi, il nostro nome avrà una permanenza più o meno lunga in elenco, anche dopo che avremo saldato le rate mancanti. È, di certo, una situazione sfavorevole, ma le banche sono consapevoli del momento di incertezza economica generale e del fatto che, sempre più, cittadini possono avere dei ritardi nei pagamenti senza per questo meritare una totale sfiducia creditizia.

Se invece non si tratta solo di un ritardo nei pagamenti, ma proprio di una mancata restituzione delle rate, allora verremo inseriti nella lista dei protestati che, comprensibilmente, è una situazione ben più grave rispetto a quella dei cattivi pagatori, con conseguenti maggiori difficoltà nel riuscire a ottenere nuovi finanziamenti dagli istituti di credito.

Come ottenere un prestito se si è protestati

Alcune modalità di prestito consentono anche ai protestati di poter vincere le diffidenze delle banche, questo perché sono modalità che tutelano in modo molto solido chi ci andrà a finanziare il capitale richiesto. È superfluo specificare che, prima di decidere di accedere a tali modalità, dobbiamo essere ben sicuri di riuscire a convivere con il peso delle nuove rate che dovremo onorare, continuando a pagare regolarmente affitto, bollette e spese abituali e senza commettere gli errori di calcolo che probabilmente abbiamo fatto in passato.

Prestiti con cessione del quinto

I dipendenti pubblici e privati, o i titolari di una pensione, possono scegliere di rimborsare le rate di un prestito facendole trattenere dalla busta paga o dal cedolino. In questo modo sarà il datore di lavoro o l’INPS stessi a effettuare i pagamenti, assicurando quindi alla banca un rimborso sicuro e puntuale. Si dice cessione del quinto perché le rate non possono mai superare il quinto dello stipendio (o della pensione) al netto. Ulteriore caratteristica di questo prestito è la durata del rimborso, che non può eccedere i 120 mesi. Mentre per i dipendenti pubblici è sempre possibile scegliere questa modalità, per i dipendenti privati occorrerà che la ditta per la quale lavorano soddisfi alcuni requisiti, ad esempio quello sul numero dei dipendenti, che non potrà essere inferiore a 16.

Prestito con delega

Questa tipologia di prestito viene anche chiamata “cessione del doppio quinto”, perché ci consente di impegnare addirittura due quinti del nostro stipendio, che verranno anche in questo caso trattenuti in busta. Il doppio quinto ci può consentire di accedere quindi a finanziamenti più elevati, dato che raddoppia la nostra capacità di rimborso nel tempo, ma occorre calcolare bene se saremo poi in grado di sostenere le altre spese legate alla nostra vita quotidiana dato che si tratta di una fetta importante delle nostro reddito.

Prestito con garante

Una forma di tutela accettata universalmente dagli istituti di credito è quella che vede il coinvolgimento di un garante. Si tratta di trovare una persona che abbia fiducia in noi (solitamente un parente o un amico) al punto di apporre anche la sua firma sul nostro prestito. Il garante, che ovviamente dovrà dimostrare una propria solida capacità di rimborso, si impegnerà a pagare il nostro debito in caso di una nostra indisponibilità economica.

Prestito con cambiale

Se non possiamo accedere alle modalità appena elencate e abbiamo un bisogno di liquidità che non possiamo assolutamente ignorare, non ci rimane altro che prendere in considerazione il prestito con cambiale. Si tratta, in parole povere, di accordarsi direttamente con un privato disposto a prestarci i soldi che ci servono, impegnandoci a restituire la somma richiesta entro la data concordata. Verrà quindi emessa una cambiale con una data di scadenza, e alla restituzione della somma verrà rilasciata una ricevuta di pagamento. Ricordiamoci che il mancato pagamento di una cambiale comporta il pignoramento dei beni, essendo considerata un titolo esecutivo con valore legale. Prima di fare questo passo occorre quindi essere pienamente sicuri della nostra capacità di restituzione del debito entro i tempi indicati nella cambiale.

Cosa fare se abbiamo già saldato il debito

A volte si entra (o meglio, si ritarda a uscire) nella lista dei protestati o in quella dei cattivi pagatori per disguidi. Se abbiamo in realtà già saldato il nostro debito pregresso, facciamolo presente alla nuova banca allegando tutta la documentazione richiesta. In questi casi, anche se il nostro nome risulta formalmente presente nelle liste, la banca sarà disposta a concederci lo stesso il finanziamento anche se ci verranno applicati dei tassi di interesse più alti.

Quindi a prescindere dalla gravità della nostra reputazione creditizia, è consigliabile sempre provare a consultare diverse banche prima di darci per vinti: ogni istituto di credito ha le sue politiche interne e un diverso grado di tolleranza verso queste situazioni, e magari non è detto che un solo rifiuto debba necessariamente corrispondere a un “no” anche da parte delle altre banche.

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