Prestito personale: cosa è e come richiederlo

Prestito personale: cosa è e come richiederlo
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di | 07-02-2017 | Prestiti

Richiedere un prestito personale in banca è una necessità che coinvolge molti privati e famiglie, specie in un periodo di crisi generale dove talvolta manca la liquidità necessaria per far fronte ad alcune spese improvvise.

Se, mentre quando andiamo a richiedere un mutuo abbiamo ben chiara la finalità del finanziamento e ne rendiamo partecipe la banca (acquistare casa, effettuare una ristrutturazione, etc…), il prestito è invece legato a una pura “iniezione” di liquidità immediata da spendere a nostro piacimento e senza dover rendere conto della sua finalità.

La banca o la finanziaria (e non dimentichiamo i prestiti online) che accetta di accordarci un prestito lo vedrà poi restituito nel tempo attraverso rate mensili da rimborsare in una quantità di tempo variabile, con l’aggiunta di un tasso di interesse che potrà essere fisso, o meno comunemente, variabile. A questo andranno sommate anche le spese necessarie per la sua apertura, chiusura e gestione, nonché eventuali costi extra e commissioni che variano da banca a banca.

Prestito: meglio banca o finanziaria?

La differenza tra banche e finanziarie è che, queste ultime, non dispongono di fondi propri, ma utilizzano capitali provenienti dalle banche, essendo degli intermediari. Questo generalmente comporta che il vantaggio di una banca è quello di poter offrire dei tassi leggermente più bassi (ma potrebbero proporre spese più alte), mentre un punto a favore delle finanziarie è che, vivendo quasi esclusivamente di finanziamenti, potrebbero valutare più approfonditamente la nostra richiesta di prestito e magari accordarcela laddove le banche l’avevano frettolosamente negata.

TAEG e TAN: differenza e calcolo

Possiamo comprendere rapidamente l’ammontare complessivo del prestito (magari per confrontare le proposte di varie banche) usando come riferimento il TAEG (Tasso annuo effettivo globale), ovvero l’indice percentuale del costo totale del prestito, con tutti i costi accessori inclusi.

Come si calcola il TAEG – Ricordiamo che questa percentuale viene calcolata sommando il tasso di interesse nominale annuo (TAN) a tutte le spese accessorie relative al prestito, in modo da ottenere un valore comprensivo di tutto e fondamentale per confrontare immediatamente le varie proposte.

Al momento di cercare una banca fisica oppure online alla quale richiedere un prestito personale, teniamo presente che su ComparaSemplice.it è presente un servizio di confronto completamente gratuito, che vi permetterà di trovare le migliori offerte in base alle vostre necessità. Se preferite l’aiuto di un esperto, invece, potete farlo chiamando il numero verde 800 709 993, inviando una mail a info@comparasemplice.it oppure aprendo una chat o cliccando su “Richiamami”, attraverso i tasti dedicati che trovate in basso a destra della pagina: la consulenza è gratuita e senza impegno d’acquisto.

Quali garanzie vengono richieste per un prestito personale?

Il soggetto finanziario che andrà a erogarci un prestito, vorrà essere certo della nostra capacità di poterlo poi effettivamente rimborsare e quindi ci richiederà alcune garanzie. Per questo i lavori dipendenti dovranno mostrare la propria busta paga, i liberi professionisti presenteranno l’ultima dichiarazione dei redditi e i pensionati il cedolino della pensione.

Qualora la banca dovesse richiedere ulteriori coperture per assicurare la solvibilità del richiedente, si potrebbe ricorrere a un garante, che dovrà impegnarsi a rimborsare il nostro prestito in caso di una nostra indisponibilità finanziaria.

In quanto tempo bisogna restituire un prestito?

La tempistica di rimborso di qualsiasi prestito deve essere nota al richiedente sin da subito e viene tecnicamente definita piano di ammortamento. Nel piano verranno illustrati il numero delle rate che andremo a pagare, la data entro quale rimborsarle e il dettaglio di come essere sono composte, ovvero a quanto ammonta la parte di capitale e quanto quella degli interessi. Ad ogni scadenza ci verrà comunicato il debito residuo, ovvero la cifra complessiva che manca al rimborso del prestito.

Generalmente è abitudine far pagare inizialmente una parte più alta di interessi e una inferiore di capitale. Con il tempo le due parti si invertiranno, e nelle ultime rate sarà più alta la quota riservata al capitale e minore quella degli interessi.

Assicurazione sul prestito

Purtroppo esiste l’eventualità di non riuscire a rimborsare un prestito: la perdita del lavoro, un incidente grave, una malattia, sono alcuni degli eventi che potrebbero stravolgere la nostra capacità di essere dei buoni pagatori. A questo fine le banche mettono a disposizione la possibilità di farci stipulare una polizza assicurativa legata al nostro prestito personale, fornendoci, per un confronto, almeno due preventivi di compagnie di assicurazioni tra i quali scegliere.

In alcuni casi, la banca o la finanziaria possono richiedere la stipula della polizza assicurativa come condizione obbligatoria per la concessione del prestito. Ciò avviene quando il profilo di solvibilità del richiedente risultante dall’istruttoria non ha convinto l’erogante, che si vuole tutelare contro i rischi d’insolvenza.

Anche il costo dell’assicurazione dovrà essere indicato nel TAEG.

Non riuscire a restituire un prestito

cattivi pagatoriPagare in ritardo anche un piccolo numero di rate comporta l’applicazione di una mora, ma soprattutto l’iscrizione del nostro nome nella lista dei cattivi pagatori. Questa lista, che viene elaborata da società di informazioni creditizie (le cosiddette Centrali di Rischio, ad esempio il CRIF), verrà consultata dalle banche ogni qual volta andremo a richiedere nuovi mutui o prestiti, e la presenza del nostro nome deporrà a sfavore, col rischio di vederci negati ulteriori finanziamenti fino a che non ne verremo cancellati, cosa che avviene automaticamente dopo un tot di tempo dal saldo del nostro debito.

È importante sapere che ogni qual volta una banca ci nega un prestito, il nostro nominativo viene inserito a titolo cautelativo per 30 giorni nella lista del Crif. In quel lasso di tempo quindi, la nostra possibilità di ottenere un prestito presso le altre banche potrebbe diminuire drasticamente. A questo fine, quando ci viene negato un prestito, è utile chiedere alla banca una liberatoria, ovvero una dichiarazione circa le motivazioni del rifiuto da presentare agli altri istituti di credito per chiarire la situazione.

Estinguere il prestito in anticipo

Se il nostro piano di ammortamento prevede un rimborso in, ad esempio, dieci anni, questo non ci impedisce di poter estinguere il prestito prima se ne abbiamo la possibilità. Dovremo, in questo caso, non solo rimborsare il nostro debito residuo, ma anche pagare una piccola penale (non oltre l% del capitale ancora da rimborsare).

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