Tipi di credito al consumo. Una guida pratica

Tipi di credito al consumo. Una guida pratica
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di | 30-03-2017 | Prestiti

credito al consumoHai bisogno di acquistare un’automobile nuova e non sai se optare per un prestito personale o un prestito finalizzato? Hai un debito da estinguere e hai bisogno di una somma di denaro extra? Vuoi finanziare il matrimonio di tuo figlia o di tua figlia? Qualunque sia la tua esigenza, scegliere tra le diverse forme di credito al consumo a tua disposizione presenti sul mercato, non è facile. Oggi le offerte di finanziamento da parte di banche e istituti finanziari sono sempre più numerose: ma come scegliere la forma di credito al consumo migliore tra le tante proposte? Ecco una guida per  valutare concretamente qual è il tipo di credito più conveniente e adatto alle tue tasche.

Cosa è il credito al consumo

Con l’espressione credito al consumo ci si riferisce alla concessione a una persona fisica, da parte di una banca o di un istituto di credito, di un prestito. L’entità di tale prestito – per rientrare nella categoria del credito al consumo – deve essere compresa tra 200€ e 75.000€, e deve essere erogato per l’acquisto di un bene, di un servizio oppure per esigenze di natura personale.

Un’altra caratteristica dei prestiti del credito al consumo è che il piano di rimborso – che avviene tramite il pagamento di rate mensili – può durare al massimo 10 anni. Non rientrano nella classe del credito al consumo i prestiti concessi per sostenere investimenti come il mutuo per l’acquisto di una casa o quello per l’acquisto di un locale commerciale. Esistono tipologie diverse di credito al consumo, ognuna con caratteristiche e finalità diverse.

Forme di credito al consumo

Le forme di credito al consumo sono cinque. C’è il prestito personale, il prestito finalizzato, la cessione del quinto dello stipendio o della pensione, la carta di credito revolving. Vediamole nel dettaglio.

1. Il prestito personale

Il prestito personale è una forma di finanziamento che prevede l’erogazione della somma richiesta direttamente dalla banca o dall’istituto di credito al richiedente senza passare per intermediari. Si tratta di una forma di credito al consumo che non presume nessuna finalità specifica tanto che il richiedente può fare della somma ricevuta ciò che vuole, dall’estinzione di un debito all’acquisto di un computer, dal pagamento delle spese mediche a quello di un master universitario.

Il piano di rimborso prevede il versamento di un numero prestabilito di rate mensili il cui importo dipenderà dal tempo entro il quale si vorrà restituire la somma ricevuta e dal tasso di interesse applicato. Tra i vantaggi del prestito personale c’è sicuramente la libertà di spendere il denaro che si riceve come si vuole senza dover fornire nessuna garanzia a tutela del finanziamento. Tuttavia, proprio questa mancanza di garanzie rende il credito al consumo non finalizzato molto costoso. Le banche che rilasciano prestiti personali devono affrontare rischi di insolvenza maggiori e per questo motivo possono decidere di applicare tassi di interesse più alti.

2.Il prestito finalizzato

Il credito al consumo finalizzato è, invece, una forma di finanziamento legata all’acquisto di un bene o di un servizio specifici. In questo caso, l’erogazione della somma non finisce direttamente nelle mani del consumatore finale, ma in quelle del rivenditore del bene che il consumatore vuole acquistare. Chi desidera acquistare un televisore o un’automobile, chi vuole comprare una lavatrice o una lavastoviglie, può recarsi in un negozio e, invece di pagare interamente la somma al momento dell’acquisto, chiede un finanziamento. L’importo finanziato verrà quindi erogato al rivenditore, mentre il consumatore restituirà il denaro ricevuto in un numero prestabilito di rate a scadenza mensile.

Trattandosi di una forma di credito utilizzata per incentivare i consumi, il prestito finalizzato è spesso molto vantaggioso e facile da ottenere. Ciò a cui bisogna fare attenzione sono i famosi finanziamenti a tasso zero e il contratto di finanziamento. Nel primo caso ricordati sempre di chiedere l’ammontare del TAEG, nel secondo caso – dal momento che il contratto di finanziamento e il contratto di acquisto del bene sono totalmente distinti – verifica sempre che nel contratto di finanziamento non ci siano clausole che esentano la banca da responsabilità nel caso in cui, una volta percepita la somma, il venditore non effettui la consegna del prodotto.

3. La cessione del quinto dello stipendio

La cessione del quinto dello stipendio è una forma di credito al consumo non finalizzata in cui il pagamento delle rate avviene tramite l’addebito diretto sulla busta paga. In pratica la rata viene pagata direttamente dal datore di lavoro con cadenza mensile e – trattandosi di un prestito non finalizzato – la somma che si riceve in prestito può essere spesa come si vuole. Possono chiedere un finanziamento con la cessione del quinto dello stipendio i dipendenti pubblici con contratto a tempo indeterminato e i dipendenti privati che abbiano maturato un’anzianità lavorativa di almeno 12 mesi.

A differenza del prestito personale, il finanziamento con la cessione del quinto dello stipendio è garantito dal TFR. In caso di insolvenza da parte del lavoratore a causa della perdita del lavoro non, di invalidità o di morte (ove non coperte da assicurazione obbligatoria da stipulare con la sottoscrizione del prestito), la banca può prendersi la sua quota dalla liquidazione del trattamento di fine rapporto. Per questo motivo la cessione del quinto dello stipendio è un tipo di finanziamento a basso rischio e può rivelarsi, quindi, molto vantaggioso.

4. La cessione del quinto della pensione

La cessione del quinto della pensione è una forma di credito al consumo dedicata ai pensionati e prevede il pagamento delle rate del prestito tramite l’addebito diretto sulla propria pensione. Anche in questo caso si tratta di un prestito non finalizzato e il pensionato può fare della somma ricevuta ciò che vuole. Possono richiedere un prestito tramite cessione del quinto della pensione tutti coloro che ricevono una pensione di anzianità o di reversibilità.

Non possono accedervi invece coloro che percepiscono una pensione di invalidità civile, un assegno sociale, coloro la cui pensione netta mensile è inferiore a 530€, chi ha una pensione intestata a più persone, chi percepisce una pensione di reversibilità ma ha un’età inferiore ai 40 anni. Il prestito può avere una durata massima di 10 anni e l’importo massimo che si può richiedere è pari a 50.000€.

La cessione del quinto della pensione deve essere garantita da una polizza assicurativa sulla vita. Come la cessione del quinto dello stipendio, anche la cessione del quinto della pensione, essendo dotata di una garanzia su cui la banca può rivalersi in caso di insolvenza, può rivelarsi una tipologia di credito al consumo molto vantaggiosa.

5. La carta di credito revolving

La quinta e ultima forma di credito al consumo è la carta di credito revolving. Si tratta, in questo caso, dell’erogazione da parte della banca o istituto di credito di una somma mensile prestabilita che il consumatore può spendere a suo piacere. L’erogazione di questa somma – detta anche fido – avviene tramite la concessione di una carta magnetica contenente il credito. Le somme spese verranno poi restituite tramite rate mensili il cui importo – indicato nel contratto – varia in base al tasso di interesse applicato.

Tipi di credito al consumo. Quale scegliere?

Le offerte di credito al consumo sono sempre più numerose e orientarsi fra le tante proposte presenti oggi sul mercato sembra impossibile. Dopo aver visto le caratteristiche delle principali forme di credito al consumo, arriva la parte più difficile. Quale tipo di credito al consumo scegliere? Ecco tre piccoli suggerimenti:

  1. Controlla sempre il TAEG, la percentuale che indica il costo totale annuo del finanziamento. Tienilo presente quando ti trovi a confrontare diverse offerte;
  2. Fai attenzione alle spese accessorie i cui costi non sono inclusi nel TAEG come le spese di chiusura del prestito, quelle per le comunicazioni periodiche o quelle per eventuali assicurazioni;
  3. Verifica che il tasso di interesse applicato sia fisso o variabile.

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