In Italia la polizza RCA costa di più rispetto all’Europa: ecco perché

di | 04-03-2020 | Assicurazioni RC Auto

La delinquenza ha sempre un prezzo e anche abbastanza salato se parliamo di polizze RC Auto. Secondo lo studio di Milena Gabanelli per Dataroom del Corriere della Sera, basato sulle rivelazioni dell’ultimo rapporto Ivass, in Italia paghiamo la polizza Rc Auto 100 euro in più rispetto alla media Europea.

Il gap di prezzo è il risultato del ricarico imposto dalle compagnie assicurative per difendersi dalle truffe.

Sommario

Un po’ di numeri

In Italia ci sono 42,1 milioni di veicoli assicurati, ciò vuol dire che il costo della RCA per il Paese è di 42,2 miliardi di euro, con un premio medio (al netto delle tasse) che si aggira intorno ai 400 euro. La differenza con la media Europea è di circa 100 euro.

Il 46% di questi 100 euro, secondo l’Autorità, è dovuto al fatto che abbiamo un numero più elevato di sinistri, al suolo stradale nazionale dissestato e a risarcimenti più generosi in caso di decessi.

Ma il rimanente 56%, sottolinea la Gabanelli “indirettamente va a pesare anche sui contribuenti poiché frodi e truffe stano intasando la macchina giudiziaria che paghiamo con le nostre tasse”.

Nell’ultimo rapporto Ivass (2018) i sinistri non liquidati, perché potenzialmente fraudolenti, sono aumentati dell’11% rispetto al 2017.

Preventivi RCA: Napoli vs Bologna

Nel 2018 si sono verificati oltre 2,8 milioni di sinistri e si stima che circa il 22% siano a rischio frode, al Sud fino al 37%. A rimetterci sono gli onesti cittadini: a Napoli, ad esempio, si paga la polizza più alta d’Italia. Per darne prova, abbiamo effettuato due preventivi con ComparaSemplice Broker per l’assicurazione di una Fiat Panda: il primo intestato a un automobilista residente a Napoli e il secondo intestato a un automobilista di Bologna.

Il cittadino napoletano, pur scegliendo l’assicurazione con il premio più basso, pagherà circa 250 euro in più rispetto al bolognese.

Non stupisce che a Trento, dove le polizze sono meno care, una finta società si sia intestata 340 contratti di clienti residenti a Napoli.

Non solo Napoli: le truffe più “creative”

Nel resto della Penisola le cose non vanno meglio: “A Palermo- continua la Gabanelli – si sono fatti martellare un ginocchio per ottenere un risarcimento a quattro zeri. Ad Avellino un pedone è stato schiacciato da sei automobili diverse nel giro di un minuto; ha chiesto sei risarcimenti diversi ed è stato pure liquidato da alcune compagnie. A Foggia proprietario e affittuario dello stesso terreno chiedono e ottengono due risarcimenti per la grandine che ha distrutto lo stesso raccolto. Un po’ ovunque in Italia si prende a calci la scatola nera per smontare il Gps simulando un frontale mai avvenuto”.

Nel frattempo, le compagnie assicurative sporgono querela sull’ipotesi di reato basata sull’articolo 642 del codice penale, che recita: «Chiunque, al fine di conseguire per sé o per altri l’indennizzo di una assicurazione distrugge, disperde, deteriora od occulta cose di proprietà, falsifica o altera una polizza o la documentazione richiesta per la stipulazione di un contratto è punito con la reclusione da uno a cinque anni», mentre i tribunali si ingorgano perché l’azione penale è obbligatoria.

Le truffe a danno dei clienti: le polizza false vendute online

Le truffe non avvengono solo a danno delle compagnie assicurative, che possono rifarsi alzando il prezzo delle polizze, migliaia di clienti sono finiti nella rete dei falsi siti web. Sono oltre 300 i siti online che vendono false polizze, denunciati dall’Ivass negli ultimi 3 anni.

I siti web ubicati in Italia e finora identificati, hanno totalizzato raggiri per 4 milioni.

Nella maggior parte dei casi, la truffa avviene con l’acquisizione del premio da parte della finta compagnia, attraverso la ricarica di una carta prepagata, in cambio di un contrassegno falso spedito per email. In questo modo vengono acquisiti anche i dati personali del truffato e del mezzo assicurato.

“Considerando 400 euro il premio per una polizza media, significa 10 mila mezzi che circolano (o hanno circolato) fuorilegge inconsapevolmente, rischiando multe salate, il sequestro del veicolo e la decurtazione dei punti sulla patente”.

Per non rischiare di essere raggirati è bene verificare sempre che il servizio di intermediazione assicurativa sia offerto da un broker assicurativo regolamentato dall’Ivass. Sul sito dell’Autorità è possibile trovare gli avvisi dei casi di contraffazione o gli avvisi imprese non autorizzate o non abilitate. Si tratta di casi per i quali l’Ivass ha già pubblicato nel tempo appositi avvertimenti per informare il pubblico degli avvenuti raggiri.

“I truffati- conclude la Gabanelli- irrobustiscono, loro malgrado, la contabilità dei veicoli senza copertura:2,7 milioni secondo Ania. E se malauguratamente provocano incidenti, il risarcimento dei danni lo paga il fondo vittime della strada, gestito dal ministero del Tesoro, che si alimenta tramite un prelievo del 2,5% sui premi versati dagli assicurati. Cioè gli onesti, quasi tutti noi. Ma è quel quasi che fa la differenza”.

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