Storia delle telecomunicazioni: chi ha inventato il telefono e quando

di | 02-10-2020 | Telefonia

Come spesso accade quando si discute di un’invenzione rivoluzionaria, è molto difficile risalire ad un unico creatore: il discorso vale anche per il telefono, nonostante la maggior parte di noi sia praticamente certo che sia stato Antonio Meucci il padre del dispositivo che ha cambiato radicalmente il modo di comunicare tra persone e ha abbattuto le distanze: basta una ricerca su Google o su altri motori di ricerca per scoprire tra gli inventori anche altri illustri personaggi, come ad esempio Innocenzo Manzetti, Alexander Graham Bell e Amos Dolbear. Qual è la reale paternità dell’invenzione, quindi?

Sommario

Antonio Meucci: l’inventore “non ufficiale”

Antonio Meucci cominciò da New York (dove viveva dal 1850) a testare un sistema di trasmissione vocale ribattezzato da egli stesso “telegrafo parlante” (e successivamente “telettrofono”). Dedico diversi anni ad affinare questa particolare tecnologia, fino al 12 dicembre 1871, quando insieme ad altri tre italiani creò la Telettrofono Company, società che aveva come obiettivo ultimo  la diffusione del nuovo sistema di comunicazione in Europa e in altre aree del mondo. Purtroppo, però, la compagnia non ebbe vita lunga e dopo un anno venne chiusa. Meucci decise di depositare un caveaut (una domanda di brevetto) relativo alla sua invenzione nell’Ufficio Brevetti USA di Washington, in attesa di recuperare il denaro sufficiente per l’iscrizione definitiva al registro. Purtroppo non riuscì nell’intento e il caveat decadde nel 1874.

Innocenzo Manzetti: il genio dimenticato

Non tutti sanno, tuttavia, che nello stesso periodo, quasi in contemporanea con Antonio Meucci, un altro genio italiano, Innocenzo Manzetti, cominciò a lavorare su una sua invenzione, presentata poi nel 1865, addirittura qualche anno prima del primo dispositivo funzionante di Meucci: si trattava di un telefono che, stando alle documentazioni ritrovate dagli studiosi valdostani Nicolotti e Poggianti, era già in uno stadio più avanzato rispetto all’idea nata oltreoceano (ad esempio, il dispositivo di Manzetti era già dotato di una sorta di cornetta con cui parlare).

Anche in questo caso, tuttavia, fu l’assenza di un brevetto a non permettere a Manzetti di ottenere la paternità dell’invenzione. La povertà, la mancanza di un’istruzione adeguata, l’isolamento della Val d’Aosta in quell’epoca e l’ignoranza generale (basti pensare che l’allora ministro dell’Istruzione Matteucci considerò l’invenzione come inutile, pericolosa e destinata a scomparire) fecero cadere Manzetti e la sua invenzione all’oblio. Oggi, dopo la riscoperta dei suoi progetti, viene considerato da molti come il vero inventore del telefono.

Alex Graham Bell: il padre “ufficiale” del telefono

Nonostante le invenzioni di Manzetti e di Meucci, è Alexander Graham Bell che riuscì a depositare il brevetto (probabilmente dopo aver visto i disegni e le idee di Meucci), diventando ufficialmente il padre del telefono. Seguirono lunghe diatribe giudiziarie con Meucci, perse da quest’ultimo a causa di presunte differenze sostanziali tra l’invenzione (meccanica) originale e la versione più moderna (elettrica) di Bell. Nel 15 giugno 2002, a 113 anni dalla morte di Meucci, la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti d’America riconobbe a Meucci il suo contributo nell’invenzione del telefono: una risoluzione che, tuttavia, viene considerata da molti ambigua e controversa, poiché non gli viene comunque attestata l’effettiva paternità del dispositivo.

Chi ha inventato il telefono e quando, quindi?

È difficile, come abbiamo già scritto inizialmente, riuscire a rispondere ad una domanda apparentemente semplice come questa e a far risalire l’invenzione ad una sola figura: da un punto di vista prettamente cronologico e tecnico è probabile che sia stato Manzetti il primo inventore del telefono, seppur quasi inconsapevole della portata della sua scoperta. Meucci, decisamente più conscio del suo lavoro e delle potenzialità del telefono, portò il suo progetto ad un livello più alto dal punto di vista dell’organizzazione e dell’evoluzione, con ambizioni importanti riguardo alla sua futura diffusione. Alexander Graham Bell riprese il progetto di Meucci e lo riadattò alla tecnologia elettrica, riuscendo a registrare definitivamente il brevetto.

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