Storia delle comunicazioni: da quando c’è il telefono in Italia

di | 13-11-2020 | Telefonia

Scopriamo quando è arrivato il telefono nel nostro Paese e come si è sviluppato nei decenni, fino a diventare un sistema di comunicazione di massa.

Nel nostro speciale dedicato a chi ha inventato il telefono abbiamo visto come sia davvero complicato risalire ad un unico ideatore di questo mezzo di comunicazione: le figure di Meucci e Bell si contendono da secoli la paternità anche se, soprattutto negli anni più recenti, è stata riscoperta la figura di un altro genio italiano, Innocenzo Manzetti, anch’esso inventore di un prototipo di dispositivo molto simile nel funzionamento al telettrofono di Meucci. Oggi, però, cercheremo di rispondere ad un’altra domanda interessante per ripercorrere la storia dell’apparecchio che ha cambiato radicalmente il modo di comunicare: da quando c’è il telefono in Italia? Come è arrivato nelle case degli italiani e come si è diffuso?

Sommario

Il primo collegamento telefonico italiano

Come avevamo scritto nel precedente articolo, il brevetto di Alexander Graham Bell viene registrato nel 1876 e anche nel nostro Paese cominciarono quasi subito sperimentazioni e presentazioni dell’apparecchio. La fine del 1877 segna l’arrivo del primo collegamento telefonico in Italia, ideato dai fratelli Gerosa di Milano: questo primo progetto metteva in collegamento vocale la sede dei pompieri e la SAO (Società Anonima degli Omnibus), ente che si occupava del sistema dei trasporti della capitale meneghina. Negli anni successivi le sperimentazioni si moltiplicarono e interessarono le città principali, oltre a coinvolgere le sedi di interesse pubblico e politico.

Le prime compagnie telefoniche

Tra il 1880 e il 1890 nacquero tantissime società in tutta Italia che si occupavano di fornire il servizio telefonico, alcune totalmente nostrane, altre branche di aziende estere del settore. La prima grande compagnia fu la Società Telefonica Lombarda, poi diventata Società Telefonica Alta Italia. Vennero promulgate le prime leggi per la realizzazione di una rete telefonica più estesa ma, almeno per ora, si trattava comunque di un servizio riservato a poche centinaia di abbonati.

Le reti interurbane e le centraline

Bisognerà attendere i primi anni del ‘900 per cominciare a vedere i primi veri gestori a livello nazionale, frutto di continue fusioni e accordi commerciali. A partire da questo periodo, inoltre, si cominciò a lavorare per la creazione di reti interurbane, con l’obiettivo di collegare città differenti e dare un’ulteriore spinta a questa tecnologia.

Dal punto di vista tecnico, cominciarono a svilupparsi le centraline automatiche, che permettevano di poter effettuare telefonate all’interno del tessuto urbano senza la necessità di un centralino in carne ed ossa, mentre per le telefonate extra urbane tale figura restò ancora per diversi anni.

Gestione privata e pubblica e modernizzazzione del servizio

Dopo una parentesi prevalentemente pubblica, la gestione del settore telefonico passò di nuovo nelle mani di aziende private durante gli anni ’20, sotto il Governo Mussolini. Seguirono anni difficili causati dalla crisi economica e da ulteriori concentrazioni e gestioni sbagliate che riportarono lo Stato dopo pochi anni al controllo quasi totale del servizio telefonico.

Verso la fine degli anni 20, inoltre, i costi del telefono diventarono decisamente più accessibili, grazie ad un sistema di trasmissione bidirezionale più moderno ed economico, realizzato dalla società telefonica STIPEL (il duplex). Il telefono, quindi, si diffonde maggiormente su tutto il territorio nazionale. La prima cabina telefonica italiana venne inaugurata agli inizi del ’50, a Milano.

Negli anni 60, dopo alcune nazionalizzazioni, nacque la moderna SIP, che concentrò su di sé le vecchie concessionarie e cominciarono i primi grandi investimenti per la modernizzazione del sistema telefonico. Nel giro di una decina d’anni la telefonia si diffuse su milioni di case, fino al boom definitivo del settore degli anni 80 e 90.

Insomma, se vi stavate chiedendo da quando c’è il telefono in Italia, avrete potuto constatare che il suo arrivo risale quasi agli albori dell’invenzione stessa, più precisamente nel 1877, solamente un anno dopo la registrazione del brevetto da parte di Bell. Inizialmente concentrato nel Nord Italia, il servizio si sviluppò gradualmente in tutto il Paese, non senza difficoltà di tipo gestionale e finanziario. Fu necessario circa un secolo dal suo primo arrivo in Italia per diventare un vero sistema di comunicazione di massa.

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