Bonus Tv: cambia il segnale digitale, chi ne ha diritto

Bonus Tv: cambia il segnale digitale, chi ne ha diritto
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di | 12-11-2019 | TV

È in arrivo il Bonus Tv, un contributo che può arrivare ad avere fino a un valore di 50 euro per nucleo familiare da utilizzare per l’acquisto di un nuovo televisore: il cambiamento si richiede necessario per chi è in possesso di un apparecchio che ha ormai qualche anno di vita alle spalle in vista della modifica relativa al segnale digitale. Il processo di sostituzione, secondo le ultime stime, arriverebbe a coinvolgere un pubblico di 18 milioni di persone, spinte così a sostenere una spesa imprevista. Il Mise si è detto comunque intenzionato già da ora a modificare parzialmente il provvedimento per far sì che possano avere diritto all’agevolazione un maggior numero di nostri connazionali.

Sommario

Bonus Tv – In arrivo novità importanti per gli italiani

L’evoluzione tecnologica coinvolge ormai da qualche anno un po’ tutti gli ambiti della nostra quotidianità e la televisione non può ovviamente esserne esclusa. A essere cambiate sono innanzitutto le modalità di fruizione, diventate sempre più personalizzate. I rigidi orari che caratterizzavano il vecchio palinsesto possono essere considerati un vecchio ricordo e lasciano spazio a una visione che si modula sulla base degli impegni di ognuno: un impegno dell’ultimo minuto sopraggiunto proprio quando era in programma un film o una partita a cui si teneva in modo particolare non devono essere più considerati un problema. Grazie allo streaming, infatti, si potrà seguire quello che si desidera non solo quando si vuole, ma anche fuori casa grazie a strumenti come PC, smartphone e tablet.

Ma non è finita qui. A partire dal 2020 andremo incontro a una fase di transizione che si concluderà il 1° luglio 2022 e che porterà a uno switch off che coinvolgerà interamente il nostro Paese. Questo porterà a una modifica a livello tecnico del segnale con cui viene inviato un contenuto in onda. Tutti gli apparecchi che utilizzeremo dovranno quindi essere compatibili con la tecnologia DVB T2, che sostituir la DVB T1 in uso attualmente. Una situazione che sembra ricordare quanto avvenuto qualche anno fa al momento del passaggio dall’analogico al digitale.

È quindi necessario che ognuno di noi verifichi le caratteristiche del proprio device per capire se si già compatibile o se, inevitabilmente, dovrà mettere mano al portafoglio e provvedere all’acquisto di un nuovo strumento (in alternativa, si potrà provvedere con un decoder). A dare un’idea ancora più precisa dell’entità del mutamento in arrivo sono i numeri: in base alle stime più recenti effettuate, a dover effettuare la sostituzione, se non vorranno restare con lo schermo spento, saranno quasi 18 milioni di famiglie, più di 8 italiani su 10.

Alcuni potranno comunque trarre un piccolo sospiro di sollievo. Chi è in possesso di una versione più recente di Tv non dovrebbe avere la necessità di effettuare alcuna variazione. Dal 1° gennaio 2017 i negozi del settore, consapevoli di quello che sarebbe accaduto di lì a breve, sono tenuti vendere tv già Dbt2 Ready. La novità si è resa indispensabile in seguito a una decisione presa dalla Commissione Europea, che ha voluto liberare la banda di trasmissione pari a 700 MHz, indispensabile in vista dell’arrivo del 5G.

I motivi del cambiamento

Nonostante la necessità di dover sostenere una spesa imprevista, il cambiamento in arrivo avrà benefici positivi per i tantissimi italiani che amano trascorrere il tempo libero davanti alla Tv. Il nuovo standard di trasmissione Tv coinvolgerà frequenze comprese tra i 694 e i 790 Mhz e renderà così l’alta definizione migliore a livello qualitativo con immagini e colori più definiti, oltre a un incremento nei suoni.

È bene comunque precisare che il cambiamento in arrivo non avverrà in maniera capillare e in un’unica soluzione in tutta la Penisola. Si partirà infatti il 1° settembre 2021 con Lombardia, Emilia Romagna, Friuli, Veneto, Trentino, Piemonte e Valle D’Aosta, che dovranno gestire il passaggio da Mpeg2 a Mpeg4: in questo caso la situazione riguarderà circa 10 milioni di Tv, ma dovrebbe bastare una semplice risintonizzazione dell’antenna. Il 1° luglio 2022 sarà invece la data da tenere presente per lo switch off definitivo, che spingerà tutti gli italiani ad adeguarsi se vorranno continuare a vedere i canali disponibili sul digitale terrestre.

Ogni dubbio sulla compatibilità del proprio apparecchio (per quelli acquistati dal 2017 in poi non dovrebbero esserci problemi, ma in alcuni casi il vantaggio potrebbe riguardare anche quelli acquistati qualche mese prima) potrà essere facilmente risolto. È infatti possibile utilizzare il web per ricevere tutti i chiarimenti utili: basta semplicemente digitare su un motore di ricerca il proprio modello di Tv per ricevere tutte le risposte.

Detrazione Tv 2019 – Un aiuto importante per le famiglie

L’idea di dover sostenere una spesa imprevista, un po’ come accaduto recentemente con i seggiolini anti abbandono, potrebbe far storcere il naso a molte famiglie, già di per sé costrette da tempo a fare i salti mortali per arrivare a fine mese.

Il governo ha così pensato di mettere a disposizione un bonus Tv, che potrà essere utilizzato sotto forma di sconto non appena si deciderà di acquistare un nuovo apparecchio. Questa agevolazione potrà arrivare fino a un massimo di 50 euro per nucleo familiare (certamente un importo risicato rispetto a quanto richiesto per l’acquisto) che dovrebbe essere erogato a partire dai primi giorni di dicembre 2019 e fino al 31 dicembre 2022.

Ad averne diritto saranno le famiglie che rientrano nella prima e seconda fascia del reddito Isee: in questa categoria rientrano quindi quelli che si trovano in prima fascia con un reddito massimo di 10.632 euro, o in seconda fascia, con reddito fino a 21.156 euro.

Non sarà comunque necessario perdere tempo compilando moduli ad hoc. Una volta identificato il modello, basterà infatti presentarsi presso il negozio con la richiesta di ricevere il contributo. Qui si dovrà portare con sé un’autocertificazione in cui si deve indicare il nucleo familiare di appartenenza (un solo bonus per famiglia), la fascia Isee in cui rientra e una dichiarazione con cui si certifica che altri componenti dello stesso nucleo non abbiano usufruito del bonus.

La sottosegretaria al Mise, Mirella Liuzzi ha dato la sua disponibilità a valutare se sia possibile allargare il numero dei beneficiari rendendo la misura più flessibile.

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