Cos’è l’IPTv, come funziona e quando è illegale

Cos’è l’IPTv, come funziona e quando è illegale
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di | 03-10-2018 | TV

Chi utilizza spesso Internet e in particolare lo streaming video avrà spesso sentito parlare del cosiddetto IPTV, lo standard che permette appunto di guardare i canali televisivi attraverso una connessione dati. In questo spazio cerchiamo di capire cos’è, come funziona e quando è considerato illegale.

Sommario

Cos’è l’IPTV e come funziona

Con l’avvento delle connessioni in banda larga l’uso dello streaming video è cresciuto esponenzialmente, grazie anche alla maggiore disponibilità di dati non soltanto su rete fissa, ma anche su mobile. L’IPTV è un acronimo che sta per Internet Protocol Television e, grazie a questo sistema, è possibile ricevere dei segnali televisivi attraverso il protocollo TCP/IP con una buona qualità.

Tuttavia, con lo sviluppo tecnologico, i servizi Web streaming “tradizionali” offrono ormai sistemi di qualità pari o superiore a molti sistemi IPTV, superando quest’ultimo in termini di flessibilità: se da una parte, infatti, l’uso di un servizio IPTV si concentra essenzialmente sulla ricezione in diretta di contenuti o on demand, la Web TV e i più noti servizi di video streaming permettono all’utente di usufruire di una quantità estrema di contenuti, sia gratuiti che a pagamento, con modalità di accesso più semplici rispetto all’IPTV.

Qualche anno fa diversi provider, come ad esempio Tiscali, Infostrada, Fastweb e Telecom Italia offrivano delle piattaforme IPTV ai propri clienti: oggi, però, i servizi sono stati chiusi, soppiantati proprio da altri sistemi come, appunto, i servizi di streaming odierni (TIMVISION, Infinity, Netflix, Now TV, etc…).

IPTV è legale?

Questo significa che l’IPTV è morto? In realtà no: sulla rete è possibile trovare guide e servizi su come guardare la TV attraverso l’Internet Protocol per accedere ai canali del digitale terrestre, del satellite e addirittura della Pay TV (come ad esempio Sky, DAZN, Mediaset Premium, etc…), magari a prezzi stracciati rispetto al costo di listino di tali servizi e in alcuni casi anche gratuitamente. Su noti siti di aste online, di annunci o di e-commerce è possibile trovare centinaia di offerte che sponsorizzano pacchetti IPTV con migliaia di canali compresi, anche emittenti criptate, a costi davvero irrisori.

Conviene, quindi, sfruttare questo sistema? La risposta non farà certo piacere a coloro che vogliono puntare su soluzioni a basso costo e non ufficiali: l’uso di questi servizi per accedere a servizi a pagamento o protetti da diritti esclusivi è illegale. Il fenomeno negli ultimi anni ha registrato un’impennata senza precedenti, complice – come già scritto in precedenza – la maggiore disponibilità di banda larga fissa e mobile.

Cosa si rischia

Se da una parte possiamo avere la convenienza di avere i servizi a pagamento a costo zero o irrisorio e magari la comodità di fruire di contenuti di varie piattaforme con un unico sistema, dall’altra c’è il rischio non così improbabile di incappare in sanzioni davvero salate, fino a quasi 26 mila euro e addirittura la reclusione. E non parliamo di chi i servizi di questo tipo li offre.

Ricapitolando: il sistema IPTV è perfettamente legale e permette di trasmettere e ricevere un segnale TV attraverso la connessione dati, sia in streaming che on demand, ma lo è solo ed esclusivamente quando i canali non hanno alcuna protezione di copyright o vengono diffusi dagli stessi fornitori ufficiali attraverso tale protocollo.

Se, quindi, incappate nelle innumerevole offerte IPTV presenti online, in pacchetti a prezzi bassissimi con Sky, DAZN, Netflix, etc… inclusi, o in guide su come accedere a tali servizi gratuitamente, evitateli: sono sistemi illegali e il rischio è davvero troppo alto rispetto ai costi del canone. Inoltre non avrete mai la garanzia che questo sistema funzioni davvero, sia per quanto riguarda l’accesso che per la qualità generale dello streaming, tenendo conto degli escamotage tecnici necessari per evitare il blocco dei vari servizi (quindi rallentamenti, interruzioni improvvise, qualità video/audio scadente, etc…), sia per i probabili blocchi una volta scoperti.

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