Esonero canone Rai: chi ne ha diritto, come fare per il 2020

Esonero canone Rai: chi ne ha diritto, come fare per il 2020
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di | 06-09-2019 | TV

Ogni possessore di un apprecchio televisivo è chiamato per norma di legge a versare l’importo dovuto per il canone RAI. A differenza di quello che può fare intendere il nome, questa imposta non è legata alla visione dei contenuti inseriti nella programmazione della Tv di Stato, ma proprio alla presenza in casa dell’elettrodomestico. Ormai da qualche anno la cifra da versare è stata ridotta e inserita, sotto forma di dieci rate mensili, all’interno della bolletta della luce con l’obiettivo di provare a ridurre l’evasione. Alcuni utenti hanno comnque diritto all’esonero dal pagamento, ma è bene accertarsi di rientrare in alcune categorie predeterminate per non andare incontro a brutte sorprese.

Sommario

Esonero canone Rai: una tassa poco amata

Pagare le tasse è certamente un’incombenza che piace a pochi, ma necessaria. Il disappunto, però, è difficile da nascondere soprattutto perché ci troviamo in un periodo già di per sé piuttosto faticoso per molte famiglie in cui ci si deve districare tra molte spese e in cui spesso diventa difficile anche arrivare con tranquillità alla fine del mese.

Sono però certamente due le imposte meno amate: il bollo auto e il canone Rai. Per entrambe si è parlato periodicamente, e a più riprese, di una possibile abolizione, ma l’idea non è mai stata tradotta nei fatti. Pur trattandosi di ambiti diversi, sono legate tra loro da una caratteristica fondamentale: la prima finisce nelle casse della Regione di residenza (clicca qui per saperne di più sulla tassa automobilistica regionale) ed è dovuta con cadenza annuale per il semplice possesso di un veicolo, indipendentemente dal suo utilizzo; la seconda, invece, è richiesta per la presenza in casa di un apparecchio, anche da parte di chi guarda pochissimo la Tv nel tempo libero.

Il nome quindi, almeno nel caso del canone Rai, non deve ingannare: non basta sostenere di non vedere i canali della Tv di Stato come giustificazione per non versare l’imposto richiesto.

Le similitudini non sono però finite qui. In entrambi i casi, anche se soprattutto per il canone, gli irregolari che non prestano al loro obbligo non sono mai mancati. Nel caso della tassa legata alla Tv si è deciso ormai da qualche anno di risolvere il problema con un metodo drastico: ridurre l’importo, ora pari a 90 euro, e suddividerlo in una serie di dieci rate inserite all’interno della bolletta della luce, dal mese di gennaio a quello di ottobre (ma è davvero possibile pagare la bolletta senza il canone? Clicca qui per sapere come fare). Unica condizione richiesta è quindi quella di essere intestatari di un’utenza elettrica nell’abitazione di residenza. C’è però una piccola consolazione: la cifra è dovuta una sola volta, anche da parte di chi ha in casa più di un televisore.

La norma che ha introdotto questa importante modifica è contenuta nella Legge di Stabilità 2016 (legge 208/2015, commi da 152 a 160).

Esenzione canone Rai 2020: è tempo già di pensarci ora

L’anno volge al termine e ormai da tempo è scaduta la possibilità di presentare la domanda per chi ritiene di essere esentato dal pagamento del canone Rai. È comunque possibile muoversi sin da ora in vista del 2020: farlo con anticipo, soprattutto quando si tratta di incombenze economiche, può diventare fondamentale soprattutto se ci si dovesse rendere conto di avere commesso qualche errore nella procedura e si vuole provare a correre ai ripari.

Il termine ultimo per indicare la propria situazione personale è fissato per il 31 dicembre 2019.

Sono diverse le modalità tra cui scegliere per chiarire la propria posizione: ogni cittadino può quindi scegliere quella che ritiene più comoda. Chi vuole puntare sulla rapidità e avere la garanzia che la domanda venga ricevuta in maniera pressoché immediata può sfruttare il servizio predisposto dall’Agenzia delle Entrate, via posta elettronica certificata con firma digitale: l’indirizzo a cui fare riferimento è cp22.sat@postacertificata.rai.it. Ormai tutti i professionisti sono in possesso di una PEC, che ha ora valore legale al pari di una raccomandata cartacea.

In alternativa, è comunque valido il sistema più “tradizionale”, ovvero l’invio sotto forma di raccomandata con ricevuta di ritorno all’indirizzo Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale I di Torino – Ufficio Canone TV Casella Postale 22 – 1012. Sarà poi direttamente l’Agenzia delle Entrate a prendere contatto con il fornitore e a comunicare che l’utente non deve pagare l’imposta.

In entrambi i casi è bene ricordarsi di inserire anche una copia di un documento di identità dell’intestatario.

Avere presentato l’esenzione per il 2019 comunque non basta: ogni utente che rientra nelle categorie che hanno diritto all’agevolazione deve infatti chiarire ogni anno la propria posizione compilando la “Dichiarazione sostitutiva relativa al canone di abbonamento alla televisione per uso privato”. Per chi sostiene di non essere in possesso dell’apparecchio è necessario compilare il “Quadro A”. Se si dovesse decidere invece di acquistare una televisione dopo avere indicato di avere diritto all’immunità sarà necessario comunicarlo: il modello da tenere presente è lo stesso, ma avendo cura di compilare il “Quadro C” (Dichiarazione di variazione dei presupposti). L’importo relativo al canone sarà così addebitato in bolletta a partire dal mese successivo.

A differenza del passato non è più sufficiente suggellare l’elettrodomestico per venire meno dell’obbligo.

Chi non deve pagare il canone Rai

Al di là dell’effettiva presenza del televisore in casa, ci sono particolari categorie che non sono tenute al pagamento dell’imposta. È bene quindi avere la garanzia di rientrare in una di queste situazioni per non andare incontro a situazioni spiacevoli.

Eccole:

  • Cittadini over 75 con un reddito non superiore agli 8.000 euro. Nel 2018 la cifra è scesa a 6.700 euro. È bene quindi verificare attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate dove è disponibile anche il modulo ad hoc da compilare, se possano esserci ulteriori modifiche alla soglia.
  • I militari delle forze armate, ma solo per gli apparecchi che sono stati posizionati in luoghi comuni per la visione collettiva (ospedali militari, Case del soldato e Sale convegno);
  • I militari appartenenti alla Forze Nato, di cittadinanza straniera;
  • Gli agenti diplomatici e i consigliari appartenenti ai Paesi che reciprocamente esonerano dal canone o da obblighi analoghi i loro colleghi italiani all’estero;
  • Chi è proprietario di un’imbarcazione da diporto in cui è presente un televisore, ma non coinvolto in un’attività di tipo commerciale;
  • Chi esercita attività di vendita e riparazione Tv;
  • Chi è titolare di un’utenza elettrica non residente, come può essere il caso di case in affitto o di seconde case utilizzate prevalentemente per le vacanze.

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