Aumenti Vodafone 2018 per fisso e mobile da giugno

Aumenti Vodafone 2018 per fisso e mobile da giugno
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di | 26-03-2018 | News e Varie, Vodafone

Vodafone, tra gli operatori telefonici interessati dalla misura cautelare dell’Antitrust, è la prima società ad aver comunicato ai propri clienti il ritorno alla fatturazione su base mensile (secondo quanto stabilito dalla legge 172/17) rinunciando al poco popolare aumento dell’8,6% per l’adeguamento. Una mossa gradita ai consumatori (almeno nel sentiment generale della rete), in un momento in cui i big della telefonia stanno riscontrando un deficit di apprezzamento e si preparano a fronteggiare l’attacco dell’entrata in campo di Iliad Italia.

Sommario

Rincari Vodafone: i prezzi aumentano il 10 giugno e il 10 luglio 2018

Tuttavia, i titolari di contratti per linea fissa o SIM dati Vodafone non hanno smesso di compiacersi per la strategia di customer retention, che hanno ricevuto una comunicazione sulla rimodulazione tariffaria. Un aumento che va dagli 1,50€ ai 2,00€ sul canone mensile che può incidere fino all’8% sui contratti Internet e telefono fisso e che può impattare anche in misura maggiore sugli abbonamenti SIM per smartphone.

Gli aumenti Vodafone del 2018 sono previsti a partire dal 10 giugno (per i clienti con abbonamenti per SIM dati) e dal 10 luglio (per i titolari privati di contratto per la rete fissa).

Aumenti illegali? No: ecco perché

Questi rincari sono legati al ritorno alla fatturazione mensile? Non direttamente, ma la sensazione è che gli interventi di Autorità e Antitrust abbiano pochi effetti sulla salvaguardia del portafogli del consumatore. È importante, però, chiarire alcune cose:

  • L’intervento dell’AgCom (Authority per le telecomunicazioni) non è entrato nel merito degli aumenti: i provvedimenti dell’Autorità hanno l’obiettivo di riportare la fatturazione dai 28 giorni al mese.
  • L’intervento dell’AGCM (Antitrust) non ha imposto un divieto sulle rimodulazioni: il provvedimento dell’AGCM ha imposto la momentanea sospensione degli aumenti giustificati, dagli operatori, con il ritorno alla fatturazione mensile per ipotesi di strategia concordata tra gli stessi. Non può vietare successive rimodulazioni tariffarie dettate da logiche di mercato e scelte strategiche autonome che non violino le regole della concorrenza.

Se, dunque, ci si pone la domanda se i rincari Vodafone di metà 2018 siano legali, la risposta è che lo sono. Si tratta di una pratica necessaria ad adeguare le tariffe più datate ai nuovi standard di servizio. Alla domanda, invece, se tali aumenti siano opportuni e giustificati, lasciamo rispondere il mercato,in mancanza di un’autorità terza che abbia i poteri di controllo sul merito degli incrementi di tariffa.

Cosa si può fare contro gli aumenti di tariffa unilaterali?

Preso atto che gli operatori telefonici, come Vodafone, possono richiedere aumenti a distanza di tempo dalla firma del contratto di abbonamento per la linea fissa e/o la linea mobile, andiamo a vedere qual è la possibilità del cliente per evitare di subire incrementi eccessivi o non graditi.

Secondo quanto stabilito dall’AgCom, nel caso di modifiche unilaterali delle condizioni economiche di un contratto, si può procedere alla richiesta di recesso anticipato senza essere soggetti a penali. L’operatore deve fornire preavviso della modifica al cliente che può, entro 30 giorni dalla ricezione della comunicazione, procedere liberamente alla richiesta di recesso.

Per forniture divenute essenziali per la vita di ogni giorno, come la telefonia fissa e mobile, è importante avere già un’alternativa per poter contare sulla continuità di servizio. Tenendo conto dell’aumento proposto da Vodafone, allora, è possibile procedere al confronto delle tariffe e alla comparazione dei servizi abbinati offerti dagli altri operatori del mercato. Su ComparaSemplice.it è possibile farlo con pochi click:

La libera mobilità del cliente (in cui rientra anche la strategia della portabilità del numero di telefono) è, dunque, l’unico strumento che permette una tutela degli utenti contro gli incrementi dei canoni telefonici a discrezione delle compagnie e che permette al libero mercato di autoregolarsi.

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