Cessione del quinto per i dipendenti pubblici

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La cessione del quinto per dipendenti pubblici è una forma di finanziamento che possono richiedere i dipendenti pubblici e statali con contratto a tempo indeterminato. Tale prestito diversamente dai prestiti personali non ha bisogni di giustificazioni o fini particolari e in quanto tale rientra nella categoria dei prestiti non finalizzati. Inoltre, è abbastanza facile da richiedere e ottenere in quanto garantita direttamente dallo stipendio.

Scopriamolo insieme più nello specifico.

Cos'è la cessione del quinto per dipendenti pubblici e statali

La cessione del quinto per i dipendenti della pubblica amministrazione è un finanziamento non finalizzato, che può essere richiesto senza presentare uno scopo, un fine o giustificazione, come invece accade per i mutui. Infatti, con la cessione del quinto si possono ottenere fondi per affrontare momenti di difficoltà, o un viaggio tanto agognato, o acquistare la macchina. La restituzione del prestito avviene tramite trattenuta diretta sulla retribuzione e non supera mai 1/5 dello stipendio. Il finanziamento viene rimborsato tramite rata fissa, versata direttamente dall'amministrazione di appartenenza.

Come si richiede: i documenti per la cessione del quinto dei dipendenti statali e pubblici

Richiedere un preventivo di cessione del quinto è molto semplice: è sufficiente effettuare una simulazione immettendo semplicemente i propri dati e l'importo che si desidera richiedere e attendere la risposta: dopo pochi minuti il nostro simulatore sarà in grado di fornirti tutte le migliori offerte per cessione del quinto per dipendenti statali. Ricorda che la durata massima per questa tipologia di finanziamento è di 10 anni e l'importo solitamente arriva fino a 50 mila euro. È inoltre richiesta in maniera obbligatoria una assicurazione a tutela del prestito in caso di imprevisti.

I documenti necessari per poter fare richiesta di cessione del quinto dello stipendio per un dipendente pubblico sono:

  • documento di riconoscimento in corso di validità
  • codice fiscale
  • busta paga o attestato di servizio
  • certificazione unica

Come funziona la cessione del quinto dipendenti pubblici

Nei paragrafi precedenti abbiamo visto in linea generale cos’è la cessione del quinto, ma in molti si chiedono anche come funziona. Questa forma di finanziamento è molto semplice perché ha un tasso fisso e il pagamento delle rate è costante e, rispetto ad un prestito convenzionale, il pagamento spetta al datore di lavoro. Quest’ultimo, infatti, provvede a trattenere direttamente dal netto dello stipendio la somma da corrispondere alla banca o istituto: in ogni caso l'importo della rata sarà calcolato a partire dallo stipendio del dipendente statale che lo richiede, ma non potrà mai superare il 20% dello stipendio netto.

Requisiti necessari per i dipendenti pubblici e statali

La cessione del quinto è disponibile per i lavoratori che hanno un reddito sicuro. Per questo si concede ai dipendenti pubblici e statali che hanno un contratto a tempo indeterminato. Se sei un lavoratore in pensione, puoi invece richiedere la cessione del quinto INPS.

I requisiti necessari per poter inoltrare richiesta di prestito con cessione del quinto sono:

  • contratto di lavoro a tempo indeterminato, in realtà in alcuni casi può essere concesso anche a dipendenti con contratto a termine, ma in quel caso la durata del rimborso non può eccedere la durata del contratto;
  • stipendio fisso e continuativo
  • anzianità lavorativa minima, che cambia in base alle compagnie assicurative
  • età minima di 18 anni

Benefici e vantaggi della cessione del quinto per dipendenti statali

La cessione del quinto è una forma che presenta alcuni vantaggi rispetto ai prestiti tradizionali. Primo tra tutti è che il rientro del prestito è abbastanza sicuro, essendo trattenuto direttamente dalla busta paga. Questo lascia ampio margine all’istituto finanziatore molta libertà di valutazione. Quindi non appena assicurati i requisiti minimi, il richiedente ha una buona percentuale di successo nell’ottenere il prestito.

Questa garanzia di rientro per l’istituto finanziatore gli permette di accordare il prestito anche a persone con un pregresso creditizio non perfetto (es. cattivi pagatori e segnalati al CRIF), cosa che, invece, lo penalizzerebbe nella richiesta di un prestito personale.

Inoltre, altro vantaggio è che il prestito è collegato tanto quanto al livello di retribuzione quanto all’anzianità lavorativa e al TFR, pertanto, in alcuni casi è possibile richiedere anche cifre consistenti.

Occorre infine segnalare che in questa tipologia di finanziamenti non sono previste commissioni di intermediazione o gestione, istruttorie, pratiche di bollo o sostitutive in quanto tutte le spese cosiddette accessorie sono azzerate. È infine importante sottolineare come non sia richiesta la presenza di alcun garante del prestito (es. un coniuge).

Incompatibilità della cessione del quinto

La cessione del quinto presenta infine anche alcune incompatibilità. Queste sono il reddito e la pensione di cittadinanza.

Queste forme di sussidi si elargiscono in base alla situazione economica familiare e infatti si definiscono sostegni al reddito. Pertanto, per la loro natura stessa sono incompatibili con richieste di cessione del quinto.

Normativa cessione del quinto dipendenti pubblici

La normativa che regola tale finanziamento è il DPR n. 180 che prevede che "gli impiegati e salariati dipendenti dallo Stato e dagli altri enti, aziende ed imprese (…) possono contrarre prestiti da estinguersi con cessione di quote dello stipendio fino al quinto dell'ammontare di tali emolumenti valutato al netto delle ritenute e per periodi non superiori a dieci anni". Con la legge 80/2005 sono state apportate in seguito importanti modifiche alla disciplina, ampliando di fatto la flessibilità in merito alla durata del finanziamento e autorizzando le cessioni a pensionati (sia provenienti da enti pubblici che privati) e lavoratori privati.

Differenza tra cessione del quinto per dipendenti pubblici e privati

Al contrario della cessione del quinto per i dipendenti privati, per i quali è richiesto l’atto di benestare del datore di lavoro, i dipendenti pubblici e statali hanno solo l’obbligo di comunicazione della cessione all’amministrazione o ente pubblico presso il quale svolgono il proprio lavoro, in quanto non è necessaria alcuna accettazione preliminare.

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