Telefonia fissa: Agcom indaga su costi di disattivazione e migrazione

Telefonia fissa: Agcom indaga su costi di disattivazione e migrazione
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di | 13-03-2019 | Internet ADSL e Fibra, News e Varie

I costi di disattivazione e di passaggio ad altro operatore, sul mercato Internet e telefonia fissa è uno dei deterrenti per la libera scelta del consumatore. Disattivare una linea o migrare verso un altro provider, anche dopo l’abolizione delle penali di recesso, sono operazioni che possono risultare onerose. Lo scorso novembre, Agcom ha voluto arginare la proliferazione incontrollata di costi per il termine del rapporto tra fornitore e consumatore, con la delibera n. 487/18/CONS nella quale si definivano le linee guida per la determinazione dei costi imputabili al cliente. Tale corrispettivo, infatti, deve andare a coprire spese (amministrative e tecniche) effettivamente sostenute dall’operatore per la dismissione della linea o la migrazione.

Pochi giorni fa, con la comunicazione dell’11 marzo, Agcom avvia una fase istruttoria per comprendere quali siano le effettive spese dei provider sulla base delle linee guida individuate e uniformare la comunicazione di tali spese all’Authority.

Sommario

Quali costi sostiene il provider per la dismissione e trasferimento dell’utenza

Quali sono i costi che ciascun operatore sostiene quando un cliente chiede di dismettere una linea o di migrare verso altro provider? Per comprendere meglio qual è l’entità reale di queste spese, andiamo a vedere il dettaglio delle voci di costo individuate da Agcom.

Costi esterni

Si tratta di costi sostenuti per la disattivazione di servizi precedentemente acquistati dal provider presso operatori o fornitori esterni, al fine di offrire il servizio al cliente finale.

  • Costi wholesale: contributo necessario per disattivare i servizi all’ingrosso acquistati per il servizio all’utenza retail.

Costi interni

Sono i costi generati dalle attività svolte internamente all’azienda per la gestione operativa e amministrativa della pratica di dismissione della linea o di trasferimento dell’utenza.

  • Costi commerciali: ricezione e analisi della richiesta del cliente, verifica sui sistemi commerciali ed emissioni degli ordinativi di lavoro per l’espletamento tecnico della richiesta del cliente.
  • Costi tecnici: attività di carattere tecnico per la dismissione o la migrazione.
  • Costi amministrativi: gestione della fatturazione finale.
  • Altri costi: costi non inclusi nelle categorie precedenti.

Quanto costa oggi dare disdetta per Internet e telefono

La disdetta di un contratto Internet e telefono può superare i 50 euro. Una spesa che, nel caso di recesso anticipato, va a sommarsi a eventuali spese per il mancato rispetto di vincoli contrattuali. Quest’ultimo costo, però, non viene contemplato dalle linee guida che si riferiscono esclusivamente ai costi di dismissione e trasferimento, che vengono chiaramente indicati nel documento di trasparenza tariffaria che ogni operatore deve pubblicare sul proprio sito web.

Quanto costa, a marzo 2019 disdire il contratto Internet e telefono? Tale costo di chiusura del contratto varia da provider a provider. Si tratta, ad ogni modo, di un elemento importante, che può aiutare il consumatore a scegliere l’operatore giusto (e più economico) non solo per quanto riguarda il canone mensile. Per questo, abbiamo dedicato un approfondimento specifico sul tema, mettendo nero su bianco i costi di disdetta della linea fissa dei principali operatori TLC italiani (TIM, Vodafone, Fastweb, Wind, Tiscali).

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