Aumento offerte Internet casa e mobili indicizzate all’inflazione: cosa sta succedendo

di | 28-11-2022 | News Iliad, News Internet Casa, News TIM, News Vodafone, News WindTre

Con un comunicato diramato nella giornata di ieri, TIM fa sapere che a partire da questo fine novembre le offerte di rete fissa e cellulare saranno soggette ad adeguamento annuale dei prezzi a seconda dell’andamento dell’inflazione. Anche WINDTRE ha deciso di adottare questo nuovo sistema. Vediamo, quindi, di che cosa si tratta e come cambieranno i costi dei servizi telefonici.

Aumento offerte Internet casa e mobili indicizzate all’inflazione: cosa sta succedendo
Confronta

Il comunicato diramato ieri da TIM attraverso il proprio sito ufficiale conferma quanto era già nell’aria da qualche settimana: “ a partire dal 27 novembre” – leggiamo nella nota – “le proprie offerte di rete fissa e mobile potranno prevedere l’adeguamento annuale dei prezzi all’andamento dell’inflazione, incrementato di un coefficiente di maggiorazione predeterminata” (che sarà pari a 3,5 punti percentuali).

L’operatore specifica che l’aumento annuale non potrà superare il valore del 10% dell’offerta stessa. La prima variazione del costo mensile delle offerte verrà applicata a partire dal 1° aprile 2024, tenendo in considerazione l’indice di inflazione dell’anno solare 2023.

Sulla comunicazione, inoltre, troviamo un esempio che mostra come verrà applicato l’aumento:

Offerta da 10€ al mese e valore dell’indice di inflazione (IPCA) a 6,5%

A partire dal 1° aprile 2024 il costo mensile aumenterà del 10%, sommando l’indice IPCA a 6,5% con il coefficiente di maggiorazione a 3,5%. Il nuovo canone dell’offerta, quindi, sarà di 11€ al mese. La stessa tariffa sarà soggetta ad aumento anche negli anni successivi qualora il valore IPCA aumenterà.

TIM fa sapere che non si terrà conto di eventuali valori negativi dell’indice di inflazione.

Sommario

Anche WINDTRE adeguerà i prezzi in base agli indici di inflazione

La decisione di TIM segue la strategia già annunciata da qualche settimana da da WINDTRE: “da gennaio 2024, in caso di variazione annua positiva dell’indice nazionale dei prezzi al consumo FOI rilevata da ISTAT nel mese di ottobre dell’anno precedente, WINDTRE ha titolo di aumentare il prezzo mensile del servizio di un importo percentuale pari alla variazione di tale indice o comunque pari almeno al 5% ove tale variazione fosse inferiore a detta percentuale”. La compagnia aggiunge, inoltre che “l’importo del prezzo mensile del Servizio, così adeguato, potrà essere arrotondato per difetto al centesimo di euro”.

Aumento prezzi e inflazione: cosa farà Vodafone

Per ora non abbiamo notizie chiare in merito, ma alcune fonti avevano già annunciato a fine agosto l’intenzione di Vodafone Spagna di adeguare i prezzi in base all’andamento dell’indice dei prezzi al consumo medio dell’anno precedente, con aggiornamento ogni tre mesi. La stampa iberica non ha citato esplicitamente il nostro Paese ma ha ipotizzato che tale modello sarebbe stato replicato anche su altri mercati. Per ora la compagnia non ha ufficializzato la decisione e non sappiamo ancora se lo farà nei prossimi mesi.

Levi esclude aumenti sulle offerte Iliad

In controtendenza, invece, l’operatore francese Iliad: in occasione della presentazione di uno studio dedicato al contributo di Iliad all’economia italiana organizzata dalla Luiss, l’amministratore delegato Benedetto Levi ha escluso un cambio di strategia da parte della compagnia: “le nostre offerte si differenziano da quando siamo entrati sul mercato perché sono per sempre, c’è assenza di rimodulazione”. Ed è proprio su quest’ultimo punto che Levi attacca la concorrenza, affermando che gli adeguamenti c’erano anche prima: “le chiamavano modifiche unilaterali del contratto, noi abbiamo fatto una scelta diversa e continuiamo su questa strada”.

Adeguamenti prezzi vs modifiche unilaterali di contratto: che cosa cambia

Secondo Benedetto Levi, quindi, gli adeguamenti di prezzo all’inflazione non sono altro che le vecchie rimodulazioni riproposte in una nuova veste, così da giustificarne l’aumento e renderlo “ufficiale”. C’è, però, un aspetto importante a cui tener conto: sul comunicato ufficiale con cui ha annunciato l’adeguamento dei prezzi all’indice dell’inflazione, WINDTRE specifica che tale aumentonon costituisce una modifica contrattuale ai sensi dell’art. 2.4 delle Condizioni Generali di Contratto e, pertanto, non conferisce al cliente diritto di recesso senza costi dal Contratto”.

Questo punto non lo troviamo sulla nota di TIM ma immaginiamo che il meccanismo sarà simile. L’aumento delle offerte in base all’indice di inflazione, quindi, non verrà considerato come una modifica unilaterale del contratto per cui il cliente può richiedere il diritto di recesso. Sottoscrivendo il contratto con questa clausola, quindi, si accetterà la possibilità che il costo dell’offerta fissa o mobile venga aumentato regolarmente e che non si potrà disdire il contratto senza costi di disattivazione o penali, come invece accade con una normale rimodulazione.

Se all’atto pratico una rimodulazione e un adeguamento dei prezzi ha lo stesso effetto (ossia l’aumento del prezzo), dal punto di vista contrattuale è chiaro che il cliente verrà penalizzato, non avendo più modo di esercitare il diritto di recesso nel caso in cui l’incremento figurerà come “adeguato all’indice dei prezzi al consumo”. Siamo abbastanza certi che questa nuova strategia adottata dagli operatori di rete fissa e mobile farà discutere e che sia le associazioni dei consumatori che l’AGCOM non tarderanno ad intervenire sul tema. Vi terremo costantemente aggiornati se vi saranno ulteriori news in merito.

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