Cambio fornitore luce: quanti giorni sono necessari?

di | 29-04-2019 | Energia

Fare il possibile per risparmiare e ridurre le spese ritenute superflue è ormai divenuto un vero imperativo per la maggior parte delle famiglie italiane. Questo obiettivo in molti casi può essere raggiunto anche attraverso il cambio di fornitore della luce, una scelta che viene intrapresa da diversi utenti nel momento in cui si rendono conto di avere aderito a un gestore e a una tariffa che non soddisfa in pieno le proprie esigenze. L’introduzioe del mercato libero offre la possibilità di mettere in atto questa operazione in modo semplice, senza alcun costo a carico dell’intestatario e senza disservizi per chi vive in casa.

Sommario

Cambio fornitore luce: perché farlo e vantaggi

L’energia è un bene indispensabile in ogni abitazione, ma usufruire di questo servizio è possibile prestando particolare attenzione alle offerte a cui si decide di aderire. A partire dal 1999 il mercato dell’energia ha subito un importante cambiamento a vantaggio non solo degli operatori del settore, ma innanzitutto degli utenti stessi. Da allora, infatti, il monopolio è stato interrotto e ogni potenziale cliente ha la possibilità di scegliere gestore e tariffa che ritiene più adatta. Il beneficio è stato notevole: basta infatti essere informati su cosa è disponibile al momento per usufruire di una reale occasione di risparmio.

Tutti gli operatori sono però tenuti a rispettare le norme definite dall’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente). Lo scopo che si desidera raggiungere è duplice: innanzitutto quello di garantire maggiori sicurezze ai consumatori a livello economico, ma anche di evitare che questi possano essere vittime di situazioni poco chiare e con conseguenze spiacevoli.

Accedere al mercato libero dell’energia rappresenta un’opzione adeguata per il portafoglio di ogni famiglia. Una volta identificato quale fornitore energia conviene, sarà sufficiente prendere contatto con la nuova compagnia e sottoscrivere una proposta che si ritiene congeniale. A quel punto il contribuente non dovrà più preoccuparsi in prima persona di alcun aspetto: la comunicazione di recesso dal vecchio contratto sarà comunicata dalla nuova società e potrà essere portata a termine in maniera completamente gratuita.

Nessuna brutta sorpresa all’orizzonte

La tutela degli interessi del cliente è il primo obiettivo che si desidera raggiungere con l’avvento del mercato libero e l’intento di favorire la concorrenza tra gli operatori del settore. Una volta sottoscritta una tariffa, infatti, si avrà la garanzia di non andare incontro ad alcun tipo di aumento per uno o due anni.

Gli aspetti positivi non sono finiti qui. Poco prima della conclusione del periodo in cui il prezzo risulta bloccato (in genere con un mese o due settimane di anticipo) è il gestore a prendere contatto con l’utente e a comunicare le modifiche che saranno apportate rispetto all’accordo fatto al momento della sottoscrizione. Le eventuali variazioni tariffarie saranno decise sulla base dell’andamento del mercato.

A quel punto il consumatore avrà due strade tra cui scegliere: continuare il rapporto con il gestore, anche con le modifiche in arrivo, o propendere per un’offerta proposta dalla concorrenza. Qualora si dovesse propendere per quest’ultima opzione, non sono previste spese a carico, nemmeno per l’operazione di recesso.

Il passaggio al mercato libero dell’energia è gratuito e non comporta spese aggiuntive. Le società del settore sono inoltre tenute a rispettare un altro obbligo importante che va a tutela degli interessi del cliente: al momento della sottoscrizione del contratto è necessario consegnare, con tutti i documenti che certificano l’operazione, una scheda di confrontabilità della spesa. Questa consente di effettuare un paragone in merito ai costi dell’offerta commerciale con quelli vigenti per il servizio di maggior tutela offerto dall’Autorità per via amministrativa.

Piena libertà per il cliente

La procedura da seguire per il passaggio al mercato libero è piuttosto semplice e richiede poco tempo. L’operazione può essere eseguita direttamente online.

L’intestatario del contratto dovrà comunicare i suoi dati personali al nuovo gestore: non solo indirizzo dove recapitare le fatture, ma anche aspetti tecnici quali il codice POD, per l’energia elettrica. In caso di dubbio è sufficiente consultare una delle ultime fatture. Tra i dati che devono essere comunicati ci sono inoltre quelli relativi a un documento valido e il codice fiscale.

I clienti che hanno deciso di aderire al mercato libero hanno modo di scegliere come pagare gli importi richiesti. Tra le opzioni da prendere in considerazione c’è la domiciliazione bancaria (clicca qui per conoscere tutti i vantaggi di questa scelta), ideale per chi teme di dimenticare le scadenze e vuole evitare di perdere tempo in coda all’ufficio postale. Anche in questo ambito la trasparenza non manca, ma anzi resta l’elemento predominante del rapporto instaurato tra le parti: la fattura (via email o via posta tradizionale) viene inviata in anticipo per consentire di verificare eventuali inesattezze, ma l’addebito avverrà solo in concomitanza con la data di scadenza indicata.

Tempi necessari per il cambio fornitore

Fino a qualche anno fa pensare di dire addio a una compagnia a cui si era legati da tempo poteva sembrare quasi un azzardo. Ora, invece, i primi a beneficiarne saranno proprio il nostro portafoglio e il bilancio familiare. A volte, però, questa scelta, pur con la consapevolezza dei vantaggi sul piano economico che ne possono derivare, può suscitare il timore di andare incontro a possibili disagi. La preoccupazione più grande può riguardare la possibilità di un distacco del servizio per il periodo necessario a far sì che il nuovo contratto entri in funzione. Nessuna paura, niente di tutto questo può accadere.

Il passaggio da un gestore all’altro ritiene ovviamente un periodo di transizione, ma l’utente avrà la possibilità continuare a fruire del servizio come fatto fino a quel momento.

In linea generale per il cambio di operatore per un utente domestico è richiesto un massimo di un mese. Questo deve essere calcolato dal primo giorno del mese successivo alla sottoscrizione dell’accordo.

Le due nuove società in questa fase sono chiamate a collaborare tra loro. Pochi giorni prima del momento in cui si verifica il passaggio, spetta al gestore a cui si è deciso di aderire effettuare la lettura del contatore e trasmettere quanto rilevato al vecchio per emettere l’ultima bolletta. Da lì in avanti il rapporto potrà considerarsi concluso.

 

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