Quali sono le fasce orarie per risparmiare energia elettrica: consigli

di | 26-06-2022 | News Gas e Luce, Novità Energia

Cosa sono le fasce orarie dell'energia e come influiscono sui costi in bolletta? Scoprilo con la nostra guida!

Quali sono le fasce orarie per risparmiare energia elettrica: consigli
Confronta

La corrente elettrica è uno dei bisogni fondamentali in ogni abitazione o azienda, ma prestare attenzione al suo utilizzo non fa mai male. Il primo a trarne beneficio sarà infatti il nostro portafoglio. Non tutti sanno infatti che il costo al kWh dell’energia varia a seconda dell’orario del giorno in cui si utilizza. A volte basta solo qualche piccolo accorgimento per poter ridurre i consumi: il primo passo da compiere consente nella conoscenza delle fasce orarie che consentono di risparmiare energia per spingere l’utente a un uso più consapevole anche dei vari elettrodomestici. A quel punto sarà più semplice scegliere l’operatore e la tariffa luce che si ritengono più adatti alle proprie esigenze e abitudini.

Sommario

Cosa sono le Fasce Orarie

Le fasce orarie sono delle fasce di consumo identificate da Arera per suddividere le giornate: ogni fascia oraria ha un livello di prezzo energia diverso che riflette il costo della produzione di energia in quello specifico momento della giornata. La suddivisione delle 24 ore in differenti fasce orarie pertanto si lega al concetto di variabilità della domanda: nelle fasce centrali della giornata la domanda è più alta a causa di un maggior utilizzo di energia da parte dei privati e delle aziende (si pensi ad esempio agli uffici). Lo scopo della suddivisione in fasce orarie è quello di promuovere e favorire, dove possibile, comportamenti e consumi virtuosi da parte dei cittadini

Quali sono le fasce orarie dell’energia elettrica: la tabella

Per capire quali sono le fasce orarie, presentiamo una tabella che permette di sapere a quali orari (o giorni) corrisponde ciascuna tariffa o categoria di consumo.

CodiceFascia oraria
F0Fascia tariffa monoraria – Valida sempre, senza distinzione di orari
F1Fascia di punta – Giorni lavorativi (lun-ven) dalle 8:00 alle 19:00
F2Fascia intermedia – Giorni lavorativi (lun-ven) dalle 7:00 alle 8:00 e dalle 19:00 alle 23:00; sabato dalle 7:00 alle 23:00
F3Fascia fuori punta – Lun-sab dalle 23.00 alle 7.00 e domenica; festivi tutta la giornata
F23Fascia tariffa bioraria – Comprensiva delle fasce orarie F2 e F3

Una volta capito, grazie alla tabella delle fasce orarie, a cosa corrispondono i codici di fascia di consumo, proseguiamo la guida spiegando la funzione di tali suddivisioni orarie.

Come funzionano le fasce orarie?

Capire come funzionano le fasce orarie è fondamentale per risparmiare. Come visto nella definizione delle fasce, Arera ha tentato di legare il concetto di variabilità della domanda a quello di costo. Quando è più alta la domanda e quindi la richiesta di energia? Sicuramente quando aziende, uffici e negozi sono aperti, ovvero dalle 8 alle 20. Se c’è più richiesta, è più dispendioso anche produrre energia, pertanto l’idea è stata quella di aumentare il costo al kWh dell’energia per i clienti. Al contrario nel weekend e fine settimana, così come nelle ore notturne  uffici e alcune aziende sono chiuse, riducendo la domanda energetica, con la conseguenza di una riduzione dei costi.

Tutti i contatori elettronici sono programmati per il rilevamento dei consumi e per la loro distinzione in fasce orarie, agevolando così da parte del cliente finale l’autolettura luce e la successiva comunicazione dei consumi al proprio fornitore.

Quando costa meno l’elettricità? La suddivisione tra tariffe monorarie e biorarie

Ridurre gli sprechi in casa è il primo passo che si può compiere se si desidera davvero ottenere un beneficio per il proprio portafoglio. Di primo acchito potremmo pensare che raggiungere questo obiettivo non sia poi così semplice, ma anzi che possa essere realizzabile solo attraverso qualche sacrificio. In realtà non è così, basta prendere coscienza di quali siano le proprie abitudini e tutto può diventare più semplice.

Ad esempio se siete fuori casa tutto il giorno è ipotizzabile che i vostri consumi si concentrino la sera e nei weekend; in caso contrario se “vivete la casa” per l’intera giornata, senza distinzioni di orari probabilmente non avete interesse nelle fasce orarie. A partire da queste considerazioni capire se sia migliore per il proprio modo di agire una tariffa monoraria o bioraria sarà un gioco da ragazzi.

Differenza tra tariffa monoraria e bioraria

Come suggerisce il nome la differenza sostanziale: nel caso delle tariffe monorarie il corrispettivo luce prevede un costo uguale per tutto l’arco della giornata, mentre nel caso delle tariffe biorarie è possibile usufruire di una riduzione del prezzo durante le ore serali e nel weekend. Per chi lavora o studia ed è quindi costretto a trascorrere gran parte della giornata al di fuori della propria abitazione può diventare superfluo optare per una monoraria, mentre si rivela più adatta la soluzione bioraria. Quest’ultima può rivelarsi comunque una condizione adeguata anche per una casalinga, in modo particolare se si decide di concentrare l’utilizzo della corrente elettrica soprattutto in determinati orari.

In linea generale come visto in precedenza le quattro fasce orarie da prendere in considerazione sono:

  • F1 (sono le cosiddette ore di punta, quelle in cui il costo dell’energia è più elevato): è attiva da lunedì a venerdì dalle 8:00 alle 19:00, escluse le festività;
  • F2 (ore intermedie): valida da lunedì a venerdì, dalle 7:00 alle 8:00 e dalle 19:00 alle 23:00;
  • F3 (ore fuori punta): da lunedì a sabato dalle ore 00:00 alle 7:00 e dalle 23:00 alle 24:00. La domenica e i festivi tutte le ore della giornata;
  • F2+3 oppure F23: tutti i giorni feriali, sabati, domeniche e festivi dalle 19:00 alle 8:00

Non manca anche la cosiddetta “F0”, quella valida nel caso in cui il cliente dovesse preferire una tariffa monoraria o in situazioni particolari. Questa, infatti, viene applicata nel caso in cui il contatore del cliente non sia in grado di leggere i consumi. In questo caso il prezzo dell’energia resta invariato per tutte le ore del giorno e tutti i giorni della settimana.

Quali sono gli orari in cui l’energia elettrica costa meno?

Nel caso delle cosiddette tariffe luce multiorarie si hanno consumi differenziati per ognuna delle tre singole fasce: in questo caso si parla proprio di fascia di punta, intermedia e fuori punta. La fascia di punta è la F1 ed è la più cara; la F2 prevede una tariffa intermedia; la più economica sul mercato è la F3, Per rispondere alla domanda possiamo pertanto affermare che gli orari in cui l’energia elettrica costa meno sono quelli che coprono la fascia intermedia F2, che va dal lunedì al venerdì dalle 7.00 alle 8.00 e dalle 19 alle 23 e il sabato dalle 7 alle 23.

Tutti gli operatori di energia elettrica attualmente disponibili sul mercato propongono offerte luce biorarie, ideali quindi per chi vuole approfittare di alcuni momenti della giornata in cui il prezzo è minore. In questo caso le differenziazioni di prezzo sono due: una per la fascia F1 e una “unica” per le fasce F23

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I costi sono basati sul totale annuale delle bollette e rappresentano le singole voci nel dettaglio, per un consumo stimato di kWh.

Mercato libero o maggior tutela: cambiano le fasce orarie?

L’utilizzo della corrente elettrica  nelle fasce orarie in cui il corrispettivo luce ha un costo più basso è certamente fondamentale, ma non è l’unico elemento che può portare benefici se si desidera ridurre l’importo riportato nella fattura.

Un utente che desidera risparmiare può infatti prendere in considerazione, qualora non lo avesse già fatto, anche il passaggio al mercato libero, scelta condivisa da un numero sempre maggiore di italiani. L’avvento del mercato libero ha infatti introdotto un vantaggio notevole per il cliente, che ha la facoltà di scegliere l’operatore che ritiene più conveniente e la tariffa da esso proposta. La scelta non manca, ma i vantaggi non sono finiti qui: l’utente non deve preoccuparsi di niente, ma sarà il nuovo gestore a prendersi carico della situazione e a comunicare alla vecchia società l’intenzione di effettuare il cambio fornitore. Il tutto senza alcun costo.

Per rispondere però al fatto se ci sono differenze tra mercato libero e maggior tutela è opportuno dire che dipende dal gestore soprattutto nel caso del mercato libero. In questo regime infatti le condizioni sono direttamente dettate dalla compagnia nel contratto, pertanto potrebbe essere che siano previste scontistiche particolari per invogliare i clienti ad un consumo virtuoso. Sicuramente tra i vantaggi del mercato libero rientra la possibilità di usufruire in molti casi di tariffe bloccate per un determinato periodo (in linea generale un anno o due) senza il rischio di andare incontro ad alcun tipo di aumento per quella fase temporale. Si tratta quindi di un aspetto tutt’altro che trascurabile, ma che può essere applicata anche per la tariffa del gas per la propria casa.

Nel caso di clienti sotto il Servizio di Maggior Tutela è l’Arera a definire le linee guida di prezzo trimestralmente.

Come risparmiare con le fasce orarie?

Come abbiamo visto per risparmiare è possibile cambiare fornitore decidendo al tempo stesso di fare il passaggio al mercato libero. Non restare sempre legati alla stessa tariffa a cui si è deciso di aderire è importante allo stesso modo. I gestori del settore, infatti, rinnovano periodicamente le offerte con l’obiettivo di renderle sempre più a misura delle esigenze dei loro potenziali clienti. Basta quindi consultare periodicamente i siti ufficiali o i portali dedicati all’argomento per non farsi trovare impreparati.

Un’altra possibilità è monitorare attentamente i propri consumi per cercare di concentrarli in fasce serali o notturne al fine di sfruttare i vantaggi delle tariffe biorarie o multiorarie. Per spostare i consumi intendiamo almeno il 65% nelle fasce “economiche”.

La vera differenza per risparmiare la fa però un utilizzo più attento e scrupoloso degli elettrodomestici. Questo può infatti generare aspetti positivi non appena ci ritroveremo a dover consultare la bolletta. Il primo passo può essere compiuto sin dalla fase di acquisto privilegiando modelli caratterizzati da una maggiore efficienza energetica. Ulteriori sprechi possono poi essere scongiurati attraverso un’altra semplice operazione: evitare di lasciare gli apparecchi in stand by quando non sono in funzione, ovvero non tenere accesa la “lucetta rossa” presente in ognuno di loro; anche se in minore quantità, il consumo di energia prosegue (spegnendoli si riusciranno a risparmiare circa 40 euro all’anno; per saperne di più scopri quanto consumano gli elettrodomestici).

Qualè l’orario migliore per fare la lavatrice?

Lavatrice e lavastoviglie sono elettrodomestici determinanti per molte famiglie, soprattutto per chi ha poco tempo da dedicare alle faccende domestiche. Come abbiamo visto, l’orario migliore per fare la lavatrice o anche la lavastoviglie è compreso tra le fssce orarie F2 e F3, dove è presente una minor richiesta di energia, pertanto i costi sono più bassi. In linea di massima, è comunque raccomandabile sfruttare questi elettrodomestici solo quando è necessario e sono quindi a pieno carico. Evitare di utilizzare strumenti che hanno ormai diversi anni di vita alle spalle è altrettanto fondamentale: si sarà infatti costretti a sostenere una spesa iniziale per la loro sostituzione, ma il beneficio sarà tangibile nel corso del tempo.

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