Classi di Merito

Classi di Merito
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di | 01-12-2016 | Assicurazioni, RC Auto

Oggi parliamo di Rc Auto: nel dettaglio vi spieghiamo cosa sono le classi di merito e perché si scende (si migliora la propria di classe) molto lentamente, mentre per risalire basta un attimo. Eccovi tutti i tranelli provenienti da leggi e compagnie assicurative.

Sommario

Cosa sono le classi di merito

Le classe di merito, che viene calcolata secondo il meccanismo del Bonus/Malus, non è altro che un valore che misura il tuo livello di “sinistrosità” (basandosi su quanti incidenti provochi con errori tuoi). Per favorire trasparenza e concorrenza l’ISVAP (e cioè l’Istituto per la Vigilanza delle Assicurazioni Private) nel 2005 ha previsto delle classi di merito universali, che attraverso l’applicazione di regole omogenee ha più o meno uniformato il modus operandi sull’argomento delle varie compagnie di assicurazione italiane.

Le classi di merito assegnabili sono in tutto 18 (dove la prima sta ad indicare gli automobilisti o motociclisti particolarmente virtuosi e la 18 i meno attenti), mentre la classe di ingresso per i guidatori mai assicurati precedentemente corrisponde alla numero 14 (a meno che non si usufruisca delle opportunità della legge Bersani di cui parleremo più avanti). La classe di merito aumenta per una compagnia assicurativa di fronte alla maggiore potenziale rischiosità di un cliente.

In alcune compagnie vengono applicate classi interne ancora migliorative rispetto alla prima, cioè nella situazione in cui raggiunta quest’ultima, si continui a collezionare annualità di assicurazione senza alcun incidente, potremmo trovarci di fronte ad esempio a classi di merito denominate  1A, la 1B, ecc. Essendo però delle classi interne specifiche della propria compagnia di appartenenza,  nel momento in cui si decida di cambiare compagnia, si ripartirà dalla classica 1’, senza ulteriori suddivisioni interne.

Ciascuna compagnia può anche scegliere di adottare delle regole specifiche nell’attribuzione della classe di merito interna ai propri clienti, fermo restando l’obbligo di prevedere delle regole di corrispondenza tra le classi di merito interne e le classi di merito universali.  Proprio per questo motivo le società di assicurazione hanno l’obbligo di riportare nell’attestato di rischio non solo la classe di merito interna maturata ma anche la classe di merito universale.

Se in un anno di assicurazione non commetti incidenti scendi di una classe (ad esempio passi dalla classe 10 a quella numero 9), se invece ne commetti uno sali di 3 (ecco perché si sale facilmente, mentre ci si avvicina alla numero 1 con molta lentezza). Insomma “Anni per costruire, attimi per distruggere”.

Esiste invece un modo per conservare la proprio classe di merito anche in caso di incidente con colpa? In alcuni casi sì, cioè se nella tua polizza è previsto che si possa rimborsare la compagnia della somma risarcita alle terze parti coinvolte nel sinistro, situazione che potrebbe risultare vantaggiosa ad esempio di fronte a sinistri di lieve entità, così che liquidando direttamente il danno provocato, non subiresti l’aumento del premio dovuto al peggioramento appunto di ben 3 classi di merito. E’ bene sapere inoltre che è possibile far valere tale possibilità, se prevista a contratto, anche passando ad un’altra impresa assicuratrice.
Nel caso infine in cui l’assicurato subisca il furto del veicolo assicurato ha diritto al mantenimento della classe di merito universale per 5 anni. La stessa cosa in casi di cessazione del rischio, non rinnovo o sospensione della polizza:  tutte modifiche derivanti dalla Legge Bersani, di cui ora ci accingiamo a parlarti.

 

Classi di merito: Legge Bersani per chi possiede più veicoli

La Legge Bersani (legge n. 40 del 2007) ha modificato nel 2007 l’articolo 134 del Codice delle Assicurazioni, offrendo la possibilità a chi ha già un veicolo con polizza attiva, di acquistarne un altro (nuovo o usato) e di assegnare a quest’ultimo la stessa classe di merito del veicolo già in dotazione.

Ma non basta, perché anche se un membro della propria famiglia compra un nuovo veicolo, esso può essere assicurato con la classe di un altro, ad esempio con la classe della macchina di un genitore, dando così la possibilità anche ai neopatentati, che dovrebbero invece partire da 0, di poter utilizzare la classe di merito di un genitore o del membro del nucleo familiare maggiormente virtuoso sulla strada. Prima invece il figlio o lo stesso genitore di fronte ad seconda macchina acquistata, doveva ripartire dalla classe base, cioè dalla 14esima.

Gli altri casi nei quali si può mantenere la propria classe di merito sono i seguenti: vendita di un veicolo ed acquisto di uno nuovo, rottamazione, furto, consegna in conto vendita documentato, esportazione all’Estero dell’autovettura.

 

Rc Auto: offerte di assicurazioni gratuite e benefici della legge Bersani

In un primo momento le offerte delle case automobilistiche, che ti permettevano di non pagare l’assicurazione il primo oi primi anni se acquistavi una macchina nuova, nascondevano una beffa peggiore del vantaggio, perché al termine del periodo promozionale eri costretto a cambiare polizza e perdevi di colpo i diritti alla conservazione della propria classe di merito o all’acquisizione di quella di un genitore, diritto che appunto vale solamente per la prima polizza di ogni data macchina e che in quel caso era quella gratuita offerta dalla casa automobilistica, mentre nel momento in cui iniziavi tu a pagare, quella avrebbe rappresentato la seconda polizza, scoperta quindi dagli incentivi della stessa Legge Bersani.

Questa stortura evidente, seppur con colpevole ritardo, è stata poi sanata.
L’Ivass, dopo un’attesa più lunga del necessario, ha dovuto dirimere la questione rendendo possibile, a chi utilizza Rc Auto gratuite per il primo o i primi anni di possesso della propria macchina, l’utilizzo dei benefici della Legge Bersani, e l’Ania ha dovuto prenderne atto, specificando quanto segue:
“Ania prende atto del chiarimento dell’Ivass volto a interpretare, in modo diverso rispetto al passato, le regole che disciplinano l’assegnazione della classe bonus malus per gli assicurati che hanno beneficiato di una polizza gratuita offerta all’atto dell’acquisto di una autovettura (c.d. polizza con franchigia) e coerentemente attuate dalle compagnie”.

L’ Ania continua:

“Questi automobilisti potranno recuperare la propria storia assicurativa pregressa oppure potranno beneficiare, sia pure un anno dopo l’acquisto, del c.d. “bonus familiare” previsto dal decreto Bersani che consente di usufruire della classe di merito più conveniente nell’ambito dei nuclei familiari”.

 

L’Attestato di Rischio

Le compagnie si assicurazione inseriscono nell’attestato di rischio, la carta d’identità del tuo comportamento sulla strada (il documento certifica la classe di merito di provenienza e quella eventuale di assegnazione in caso di cambio di compagnia), solo agli ultimi cinque anni di guida.  Chi non denuncia sinistri da 40 anni, insomma finisce per essere considerato tale e quale, agli occhi dell’assicuratore, di chi non è coinvolto in un incidente da soli 5 anni.

 

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