Deposito cauzionale Enel Eni: cos’è e quando viene restituito

Deposito cauzionale Enel Eni: cos’è e quando viene restituito
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di | 14-02-2017 | Energia, Leggi Norme Regole

deposito cauzionale EnelStai per stipulare un nuovo contratto per la fornitura di gas e/o di energia elettrica, nell’accordo da firmare trovi la voce deposito cauzionale e non sai di cosa si tratta? Forse non sai che, a partire dal 1 giugno 2014, su tutto il territorio nazionale, è entrata in vigore una disposizione da parte dell’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico la quale prevede, per tutti i nuovi contratti di gas e luce, l’applicazione del deposito cauzionale. Vediamo insieme di cosa si tratta.

Leggendo l’approfondimento, troverete tutte le risposte ai quesiti più frequenti sul deposito cauzionale richiesto nel momento della sottoscrizione di un contratto di fornitura Enel Energia o Eni.

Cosa è il deposito cauzionale Enel Eni?

Per capire cos’è il deposito cauzionale richiesto da Enel o Eni, bisogna partire da una piccola premessa.

Per cambiare o attivare un contratto per la fornitura di energia elettrica e/o di gas non sono previste spese di attivazione in nessun caso, a prescindere dalla compagnia scelta. Tuttavia, a partire dal 1 giugno 2014, all’atto della stipula del contratto, viene richiesto un deposito cauzionale o garanzia, che va restituito al cliente entro 30 giorni dell’eventuale cessazione del contratto.

Il deposito cauzionale non è altro che una somma di denaro che l’utente versa all’azienda a titolo di garanzia, con lo scopo di contrastare il fenomeno della morosità e di mettere l’azienda al riparo da eventuali mancati pagamenti e da ogni possibile inadempienza da parte del cliente.

Il ragionamento alla base del deposito cauzionale è che l’onere degli utenti morosi ricade su tutti gli utenti e, in questo senso, il deposito cauzionale rappresenta una tutela anche per i clienti in regola con il pagamento delle proprie fatture in quanto permette di imporre un limite al costo delle tariffe.

È ovviamente fondamentale che l’importo versato venga specificato all’interno del contratto stipulato fra le due parti. Il deposito cauzionale dovrà infatti essere restituito dopo la cessazione del contratto in caso di assenza di insolvenze e maggiorato in base al tasso di interesse legale.

A quanto ammonta il deposito?

 L’importo del deposito cauzionale cambia in base alla tipologia di contratto che si sta stipula:

  1. Deposito cauzionale per la fornitura di Gas

L’azienda può chiedere al cliente un deposito cauzionale di:

  • 25 € per consumi fino a 500 standard metri cubi/anno;
  • 77 € per consumi da 500 a 5.000 standard metri cubi/anno;
  • una somma pari a una mensilità di consumo medio annuo per i consumi di oltre 5.000 standard metri cubi/anno.
  1. Deposito cauzionale per la fornitura di Elettricità

Il venditore può richiedere un deposito cauzionale non superiore a 11,5 € al chilowatt di potenza prevista dal contratto. Quindi per un cliente con 3 kW di potenza impegnata il deposito cauzionale richiesto sarà al massimo di 34,5 €.

Quando deve essere restituito?

 Alla chiusura dei contratti di luce e gas, il fornitore è obbligato a inviare una fattura di chiusura con il rimborso del deposito cauzionale corrisposto dal cliente. La regole vale sia per i venditori del mercato libero che per quelli del regime di maggior tutela e, in tutti i casi di cessazione di un contratto di energia elettrica o gas, il venditore uscente è obbligato ad inviare la fattura di chiusura entro sei settimane dalla cessazione stessa la quale deve includere anche il deposito cauzionale eventualmente corrisposto dal cliente. Nei casi in cui ci sia un ritardo nell’invio o nell’emissione della fattura di chiusura, il venditore è tenuto a riconoscere, nella stessa fattura, un indennizzo automatico pari a 4 euro per ritardi fino a 10 giorni solari e 4 euro + 2 euro ogni 10 giorni in più di ritardo, fino a un massimo di 22 euro per ritardi pari o superiori a 90 giorni solari.

Come faccio per non pagare il deposito cauzionale Enel – Eni?

Nel caso in cui si scelga di pagare le bollette con domiciliazione bancaria oppure con carta di credito, in tal caso il deposito cauzionale non va pagato. Tuttavia, la possibilità di pagare con domiciliazione può essere offerta dal fornitore di gas e luce, ma non è obbligatoria.

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