Tassa automobilistica regionale: tutto quello che c’è da sapere

di | 01-07-2019 | Auto
Tassa automobilistica regionale: tutto quello che c’è da sapere

La tassa automobilistica regionale, conosciuta anche come “bollo auto“, può essere considerata una delle imposte più odiate da parte di chi è in possesso di un veicolo. Come indica il nome, si tratta di un importo che viene richiesto annualmente dalla regione di residenza dell’intestatario del mezzo e che è legato al suo possesso. La differenza con l’assicurazione è davvero sostanziale: il bollo deve essere pagato anche in caso di inutilizzo (è necessario pagare anche se la macchina resta stabilmente in garage anche per mesi), mentre l’assicurazione, pensata per tutelare in caso di incidente, può essere disponibile anche con formule ad hoc pensate per chi guida solo in un determinato periodo o per un numero ristretto di chilometri.

Sommario

Tassa automobilistica regionale: che cos’è e perché pagarlo

Il bollo auto è spesso chiamato anche “tassa di circolazione”, ma il suo nome non deve ingannare: il pagamento di questa tassa è infatti dovuto a prescindere dall’utilizzo o meno del veicolo di propria proprietà ed è richiesto con cadenza annuale.

Trattandosi di una tassa regionale, l’importo dovrà essere versato alla propria regione con regole specifiche che a volte possono variare nel caso in cui sia stata introdotta dall’ente una normativa ad hoc. Il versamento è richiesto per ogni possessore di veicolo iscritto al PRA (Pubblico Registro Automobilistico).

Le uniche condizioni per cui si può venire meno al pagamento dell’importo sono quelle legate a furto, demolizione o trasferimento del mezzo oltre i confini italiani. Qualora ci si trovasse in una di queste situazioni diventa però necessario comunicarlo al PRA.

Bollo auto: attenzione alla scadenza

Essere a conoscenza della data massima entro cui provvedere al pagamento annuale del bollo auto è fondamentale se non si desidera andare incontro a sanzioni spiacevoli quali la maggiorazione dell’importo.

Se si è già provveduto a pagare la tassa almeno una volta in passato effettuare la verifica è davvero semplice: sulla ricevuta che viene consegnata per attestare l’operazione sono infatti indicati le date di inizio e di fine validità, oltre alle informazioni sull’auto e sugli importi. Insomma, un documento davvero importante non solo in caso di controllo da parte delle forze dell’ordine ma anche per chiarire eventuali dubbi in merito.

Qualora dovessero sorgere dubbi e non si avesse tra le mani il cedolino non ci si deve comunque disperare. È infatti possibile visitare il sito dell’ACI o quello dell’Agenzia delle Entrate. Qui è possibile ritrovare una sezione specifica dedicata all’argomento dove è consentito anche effettuare un calcolo in tempo reale della cifra richiesta (ideale anche per verificare se dovessero esserci variazioni di anno in anno).

In alternativa, se si sente il bisogno di parlare con una persona competente che possa rassicurare su ogni perplessità è possibile recarsi presso la sede ACI più vicina o un’agenzia di pratiche auto.

In linea generale è necessario tenere a mente la data di immatricolazione del veicolo, ma con una proroga da ricordare: è infatti possibile pagare la tassa automobilistica regionale senza alcun rischio di sovrapprezzo fino all’ultimo giorno del mese successivo a quello di scadenza. Per evitare problemi è comunque necessario e raccomandabile verificare se siano state introdotte misure differenti che possono variare a seconda della Regione.

Calcolo importo e modalità di pagamento

A determinare l’importo del bollo auto sono tre fattori. Il prezzo non è infatti mai univoco ma dipende da:

  • Regione di residenza;
  • Potenza del veicolo (espressa in kW);
  • Classe ambientale del veicolo.

Per evitare di andare incontro a brutte sorprese è comunque possibile effettuare un calcolo veloce direttamente online attraverso, ad esempio, la sezione dedicata sul sito dell’ACI dove andranno inseriti tutti i parametri relativi alla propria situazione.

Per calcolare l’importo del bollo bisogna quindi moltiplicare i kW per l’importo indicato a seconda della classe ambientale del veicolo. A questo si deve poi aggiungere l’addizionale regionale, che varia a seconda del territorio.

Per chi preferisce pagare online (con notevole risparmio di tempo) sono diverse le opzioni a disposizione:

  • Sito ACI (tranne residenti in Friuli Venezia Giulia, Marche, Sardegna e Trentino tranne provincie autonome di Bolzano e Trento)
  • Sito della regione di appartenenza
  • Home banking (anche per residente nelle Marche)
  • Sito Poste Italiane;
  • Sito Agenzia delle Entrate
  • Satispay.

In alternativa, è possibile provvedere al pagamento di persona, scegliendo tra:

  • Uffici postali (con bollettino dal costo di 1,10 euro)
  • Ricevitorie e tabaccai convenzionati (costo pratica: 1,87 euro)
  • Delegazioni ACI (costo pratica: 1,87 euro)
  • Agenzie Pratiche Auto convenzionate (costo pratica: 1,87 euro)
  • Sportelli bancari (costo pratica: 1,87 euro).

Tassa automobilistica regionale non pagata – Le conseguenze per chi non versa l’importo

Per i “furbetti” del bollo auto è importante essere ben coscienti delle conseguenze a cui si può andare incontro se non ci si mette in regola secondo la tempistica prevista. A seconda del passato, le sanzioni si sono fatte più pesanti in seguito all’incremento degli interessi legali che, a partire da quest’anno hanno subito un rialzo dello 0,5%.

La maggiorazione sarà comunque piuttosto lieve se ci si mette in regola entro 14 giorni dalla data di scadenza. In questo caso deve essere calcolata una sanzione dello 0,1% per ogni giorno di ritardo.

La situazione però si aggrava man mano che passano i giorni rispetto alla scadenza. Tra il 15esimo e il 30esimo giorno deve essere calcolato l’1,5% oltre all’importo previsto, a cui devono essere aggiunti anche gli interessi legali. Nel caso in cui siano trascorsi dal 31° al 90° giorno successivo alla scadenza sarà necessario affrontare il pagamento di una sanzione pari all’1.67% dell’importo originario a cui si dovranno sommare gli interessi legali. Se il pagamento viene effettuato dal 91° al 365° giorno, la sanzione schizzerà al 3,75% dell’importo della tassa, più gli interessi. Per il bollo auto pagato dopo 1 anno dalla sua scadenza, infine, è prevista una sanzione pari al 30% dell’importo originario a cui vanno a sommarsi gli interessi di mora.

Insomma, per quanto possa essere ritenuto “spiacevole” pensare di dover destinare del denaro solo perché si è in possesso di un veicolo a motore è bene fare il possibile per effettuare il saldo nelle tempistiche richieste.

Quando la tassa è prescritta

Come per tutte le tasse, anche il bollo auto è soggetto a un periodo di prescrizione. Una volta trascorsa questa fase, il pagamento dell’importo non è più dovuto.

Nel caso di questo tipo di imposta è necessario attendere tre anni dalla data di scadenza. Facciamo quindi un esempio concreto: nel caso di un bollo che deve essere saldato entro il 2019, il calcolo della prescrizione dovrà partire dal 1° gennaio 2020; l’imposta potrà quindi essere considerata completamente prescritta a partire dal 1° gennaio 2023. Se all’utente dovesse essere richiesto di regolarizzare la propria situazione attraverso una cartella esattoriale sarà invece necessario ricominciare il conteggio dei tempi di prescrizione, a meno che questa non dovesse essere recapitata una volta che la pratica è ormai conclusa.

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